Europei 2012: Il bilancio

Domenica sera il triplice fischio di Proença ha sancito la vittoria della Spagna e la conseguente fine dell’Europeo ucraino-polacco. Ventiquattro giorni di calcio praticamente continuo, trentuno partite e sedici squadre in campo, un grande spettacolo che ha regalato emozioni e gol. Conferme, sorprese, flop, la rassegna continentale ha raccontato tutto questo.

Conferme: la Spagna ha nuovamente sottolineato la sua netta superiorità trionfando ancora una volta. Le “Furie Rosse” hanno centrato il terzo titolo consecutivo, un triplete storico conseguito attraverso il gioco, con una difesa impenetrabile ed un possesso palla unico.

La Germania si è confermata squadra forte, giovane e di sicuro avvenire, ma ha mancato nuovamente il bersaglio grosso perdendo in semifinale. Dal Mondiale del 2006 i tedeschi per la terza volta di fila sono arrivati ad un passo dall’atto conclusivo senza però raggiungerlo. Una costante curiosa che apre inevitabilmente dei dubbi sulla tenuta soprattutto mentale della Nazionale di Loew. Sono stati gli Europei di Cristiano Ronaldo e Mario Gomez, infallibili marcatori, del sublime Iniesta e di Buffon, ancora una volta il numero uno per antonomasia.

Sorprese: gli Azzurri di Prandelli meritano questa etichetta, un gruppo partito a fari spenti ma che è cresciuto con il passare dei giorni fino a sfiorare l’impresa. L’Italia è andata oltre le aspettative, nessuno avrebbe puntato sulla nostra Nazionale, una squadra che ha sorpreso tutti candidandosi ora ad insidiare la Spagna fra due anni in Brasile. Parlando dei singoli, la manifestazione ha consacrato definitivamente Balotelli come giocatore di valore assoluto e di livello internazionale. La doppietta alla Germania è il biglietto da visita più importante per un calciatore dalle potenzialità infinite.

Flop: Olanda e Francia sono uscite malissimo dalla rassegna continentale. Gli Orange erano tra i favoriti considerando il ruolo di vice campioni mondiali ma hanno chiuso a zero punti un girone deludente. La rinnovata selezione di Blanc ha superato il turno eliminatorio con qualche problema e ai quarti sono emerse le difficoltà di una squadra ancora lontana parente da quella di Zidane e compagni. Anche l’Inghilterra di Hodgson ha salutato troppo presto il torneo, ancora una volta i rigori hanno fatto fuori gli inglesi ma la squadra britannica fin dall’esordio con la Francia non ha mai impressionato, risollevandosi soltanto con il ritorno in corsa di Rooney.

Arbitri: è stato un Europeo globalmente ben diretto, buone le prestazioni di Proença, Webb e Cakir. Rimarrà sicuramente la macchia dell’erroraccio durante Ucraina – Inghilterra, un gol fantasma non concesso ai padroni di casa. La svista è costata cara all’ungherese Kassai che ha lasciato la competizione subito dopo. Platini si è schierato nuovamente contro la tecnologia in campo, Blatter ha aperto qualche spiraglio, fra due anni in Brasile potrebbero esserci delle novità.

Matteo Ciofi

3 luglio 2012

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