Il Milan torna a vincere, Menez stende l’Udinese

Il Milan torna a vincere, Menez stende l’Udinese

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È il primo confronto ufficiale assoluto, da tecnici, fra Filippo Inzaghi ed Andrea Stramaccioni, che hanno frequentato nello stesso periodo il corso allenatori Master di Coverciano.
Il tecnico del Milan sceglie in avanti il trio Honda-El Shaarawy-Menez, con quest’ultimo ad agire da falso nove (solo panchina per Torres). A centrocampo spazio alla coppia Essien – Van Ginkel, con Bonaventura più spostato in avanti. La difesa è formata da Mexes e Rami centrali, e Bonera e Armero sugli esterni. In porta Diego Lopez.
L’allenatore dell’Udinese si affida invece all’estro dell’immenso Di Natale, a caccia del gol numero 201 in Serie A.

Nel primo tempo un gol fantasma e poco altro – Entrambe le squadre sono a caccia di una vittoria per il rilancio: i rossoneri non vincono da cinque turni (quattro pareggi e una sconfitta dopo il 3-1 contro l’Hellas Verona del 19 ottobre scorso); i friulani non centrano  i tre punti da quattro gare (due pareggi e due sconfitte il recente score, con l’ultima vittoria che risale al 2-0 casalingo contro l’Atalanta del 26 ottobre scorso). Una necessità, quella della vittoria, che però, a giudicare dall’atteggiamento delle due squadre nel primo tempo, sembra un puro e semplice dettaglio. Il Milan prova a fare la partita, ma il suo gioco è reso sterile da una scarsa convinzione in zona offensiva. Le tre punte si muovono molto, ma combinano poco. El Shaarawy, il giocatore che ha nell’Udinese il suo bersaglio prediletto (il Faraone ha segnato tre volte ai bianconeri su 34 totali in match ufficiali) è il più mobile sulla fascia, riuscendo a creare in più di un’occasione superiorità numerica, non sfruttata poi a dovere dai compagni di squadra. Il gol rossonero, in realtà, arriverebbe anche. Appunto, arriverebbe: Rami colpisce di testa su angolo di Bonaventura, Karnezis ribatte quando la palla sembra aver superato la linea. Un gol fantasma che accende nuovamente la polemica sulla necessità (ribadita anche da Galliani nel post partita) della tecnologia in campo. Per il resto il Milan fa ben poco. L’unica occasione vera del primo tempo capita sui piedi di Honda, ma il giapponese litiga col pallone, non trova lo spazio per girarsi e viene stoppato dalla retroguardia dell’Udinese.

Menez illumina San Siro – La ripresa sembra ricalcare inizialmente le orme del primo tempo. In realtà, ci pensa Domizzi a ravvivare la gara e scuotere il “Meazza”: il difensore bianconero atterra in area Menez e per l’arbitro è rigore ed espulsione (per chiara occasione da gol). Sul dischetto si presenta lo stesso francese, che batte alla sinistra del portiere e fa 1-0.
Il vantaggio rinvigorisce i rossoneri, che sfiorano subito il raddoppio con El Shaarawy, il cui tiro a giro di destro sfiora il palo della porta difesa da Karnezis. La partita sembra in discesa per i rossoneri, ma Essien ci mette del suo per renderla meno scontata di quanto non fosse: il ghanese si sbraccia con il suo diretto marcatore (Allan) e lo colpisce al volto. L’arbitro ci vede l’intenzionalità ed estrae la seconda ammonizione e il conseguente rosso. Inzaghi non cambia gli interpreti in campo, o meglio, non ne ha il tempo: Menez, ancora lui, è bravissimo al 75’ a portare a spasso la retroguardia ospite e a scaricare un siluro che fa gonfiare la rete delle porta avversaria. È il gol del raddoppio che mette al sicuro il risultato. Nei restanti quindici minuti di gioco l’Udinese conclude ben poco, anche grazie all’intelligente mossa di Inzaghi di coprirsi inserendo Poli al posto di Honda. Il triplice fischio che pone fine alle ostilità regala il giusto tripudio per i rossoneri. Si cercava la vittoria mancante, e ritorno alla vittoria è stato.

Meritano duerighe

Menez: poco incisivo nel primo tempo, il genio francese ha dato fondo a tutto il suo talento nella ripresa. Freddo dal dischetto e letale davanti alla porta dopo un bellissimo dribbling. Autentico mattatore.
Domizzi: un’ingenuità, la sua, che pesa come un macigno. Concedere un rigore in quella fase della partita, con l’aggravante di lasciare in dieci la propria squadra, è davvero imperdonabile. Certo, Honda si lascia un po’ andare, ma l’intervento scomposto resta. Le sue colpe anche.

Tabellino

Milan-Udinese 2-0 (0-0 primo tempo)

Milan (4-3-3): Diego Lopez; Bonera, Rami, Menez, Armero; Van Ginkel (dal 43′ s.t. Montolivo), Essien, Bonaventura; Honda (dal 36′ s.t. Poli), Menez (dal 34′ s.t. Pazzini) El Shaarawy. All. Inzaghi
Panchina: Agazzi, Abbiati, Saponara, Torres, Albertazzi, Zapata, Niang, Zaccardo.
Espulsi: Essien.
Ammoniti: Essien.

Udinese (4-3-2-1): Karnezis; Piris, Heurtaux, Danilo, Domizzi; Badu, Allan, Guilherme (dal 39′ s.t. Geijo); Kone (dal 31′ s.t. Bruno Fernandes) Thereau; Di Natale (dal 21′ s.t. Pasquale). All. Stramaccioni
Panchina: Brkic, Scuffet, Wague, A. Zapata, Belmonte, Bubnjic, Widmer, Pinzi, Lucas Evangelista.
Espulsi: Domizzi.
Ammoniti: Badu, Danilo.

Arbitro: Valeri.

Giuseppe Ferrara (inviato al “Meazza”)
30 novembre 2014

 

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