Gasp: analisi di un esonero più nero che…azzurro

di Luigi Rubino

L’ultima e raccapricciante prestazione dell’ Inter, sconfitta dal Novara per 3 a 1, ha scosso Moratti. Gian Piero Gasperini non è più l’allenatore dell’ Inter. Il tecnico di Grugliasco (To)  mai amato dai giocatori, dirigenti e tifosi, in quasi due mesi, ne ha combinate di tutti i colori. Una sconfitta in Supercoppa a Pechino con il Milan, le altre due in campionato ( Palermo e Novara), una in Champions, nel primo turno casalingo contro i turchi del Trabzonspor, hanno condannato l’allenatore nerazzurro, affezionato al suo “credo” calcistico e alla difesa a tre. L’Inter non è il Genoa e forse questo, Gasp non l’ha mai voluto capire, perchè mai e poi mai giocatori esperti, vincitori di titoli a iosa, campioni del mondo con il classico modulo 4 – 4 -2 ( scomposto 4 -3 -1- 2) avrebbero accettato modifiche non adatte alle loro caratteristiche. Le parole del presidente Moratti all’indomani della penosa esibizione della squadra a Novara sono eloquenti: ” Non credo resti.” Prontamente sono poi seguiti i fatti. L’Inter volta pagina, perchè troppi sono stati gli errori commessi dall’inizio: la difesa a tre inadatta, giocatori determinanti schierati fuori ruolo, ( attaccanti che diventano improvvisamente difensori aggiunti), preparazione atletica approssimativa e giocatori svogliati, scelte sbagliate come l’accantonamento di Pazzini in panchina contro la Roma, ( dove gli è stato preferito… Muntari) e il Novara. Proprio nell’ultima partita contro la squadra piemontese, Gasp ha cambiato ancora, continuando a non capirci, con un gruppo di giocatori silenziosi è vero ma, per quello che si è visto in campo, non certo in sintonia con il tecnico.  Ora Moratti ha scelto l’ennesimo nuovo allenatore in pochi anni. Sarà Claudio Ranieri, un’altra soluzione di ripiego in un momento difficile, perchè la squadra presenta numerose falle in ogni settore. Con questa mossa, il presidente interista si è voluto cautelarsi in vista soprattutto degli impegni ravvicinati di Champions, sfidando anche alcuni componenti del gruppo nerazzurro e i tifosi che sembrano non totalmente d’accordo sull’ingaggio del tecnico romano. Tutti avrebbero sicuramente preferito come traghettatore un tecnico di bandiera come Beppe Baresi, Figo o il mitico Walter Zenga,invece questa volta, il presidente nerazzurro ha scalzato tutti, decidendo in prima persona il sostituto di Gasp, perchè in fin dei conti l’Inter continua ad essere, come lo era per papà Angelo, un suo grande amore.

 

21 settembre 2011

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