Tirreno-Adriatico. Super-Sagan infrange i sogni di Nibali

E’ Peter Sagan il vincitore della quarta tappa della “Due Mari” 2012. Lo slovacco, 22enne e tanto talento da esprimere, beffa sul traguardo di Chieti il ceco Kreuziger e il compagno di squadra Vincenzo Nibali. Proprio il terzo posto del siciliano rischia di divenire un piccolo giallo in seno alla formazione della Liquigas, visto che era stato lo stesso Nibali, da capitano, a scompigliare le carte della Tirreno-Adriatico sulle rampe che portano alla città abruzzese: a pochi metri dall’arrivo lo slovacco va a riprendere proprio l’italiano, che si vede sorpassare anche dal corridore dell’Astana perdendo, oltre alla vittoria, pure secondi di abbuono importanti in prospettiva classifica generale.

L’australiano Matthew Goss perde la maglia di leader, che passa sulle spalle dello statunitense Christopher Horner, della Radioshack, ottimo quinto dietro ad un ritrovato Danilo Di Luca. Per Sagan, vero tuttofare del gruppo, è la terza perla di fila, considerando non di poco conto il quarto e il terzo posto in volata delle precedenti frazioni di Indicatore e Terni, dietro a specialisti della velocità: è, in prospettiva, un campione da tenere d’occhio.

La tappa odierna, di ben 252 km, è la più lunga di questo mini-Giro e presenta un terreno ideale sia per un ottimo passista, sia per uno scalatore, ma a patto che si arrivi con il gruppo compatto ai piedi della città teatina. A complicare i programmi dei “big” ci pensa un gruppetto di sette atleti (Mondory, Pirazzi, Pagani, Urtasun, Hulsmans, Brutt e Boaro) che guadagna un discreto vantaggio, già dalle prime battute. I fuggitivi riescono a distanziare il gruppo di circa 10′ quando sono stati percorsi 175 km ma, quando i top-team fiutano il pericolo, ecco scendere il vantaggio dei sette davanti, che si attesta intorno ai 4′. Tenuti prima a distanza di sicurezza, gli attaccanti sono recuperati costantemente (mentre si lotta per arrivi volanti e GPM); infine vengono raggiunti a 12km da Chieti. L’azione decisiva degli uomini Liquigas è da manuale: lo slovacco porta via un gruppetto creando scompiglio una prima volta, poi ci pensa Nibali a sferrare l’attacco decisivo all’ultimo chilometro e, probabilmente, avrebbe colto il successo se un “anarchico” Sagan non lo avesse ripreso e superato. Al traguardo il siciliano si è detto “di sasso. Purtroppo Peter è istintivo…” Per il giovane estro della formazione italiana, invece, le cose stanno diversamente: “ho visto Kreuziger che rimontava Vincenzo e allora sono partito. La vittoria di squadra, oggi, era troppo importante”.

Con questa tappa la classifica generale viene stravolta e assume un volto più reale e definito: Horner è primo con appena 7” su Roman Kreuziger, ora favorito numero uno per il successo finale; il sorprendente Sagan è a soli 21”; i vari Nibali, Scarponi, Evans, Cancellara, Boasson Hagen sono tutti entro il minuto di ritardo e domani c’è la Martinsicuro-Prati di Tivo, la tappa più attesa dagli appassionati e dagli scalatori: forse il giorno della verità. Chi ne avrà dovrà attaccare nei 35 km di salite finali (Piano Roseto e Prati di Tivo), chi non ne ha accuserà pesanti distacchi. Lo spettacolo è assicurato: Nibali vuole vendicare lo “scippo”; Scarponi attaccherà di sicuro, per indole, così come Kreuziger; Evans deve ancora farsi vedere, ma anche dosare le energie per palcoscenici più importanti. E poi gli altri: su tutti gli uomini Euskadi, troppo in ombra finora, Rodriguez, Di Luca, Garzelli.

Sarà uno spettacolo! Aspettando le dolomiti del Giro, gustiamoci l’appennino che si affaccia sull’Adriatico.

Luca Bolli

11 marzo 2012

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