Storia di Wimbledon: le origini del torneo più iconico del tennis
Wimbledon può essere considerata a tutti gli effetti una vera e propria istituzione sportiva, culturale e simbolica, capace di attraversare quasi un secolo e mezzo di storia mantenendo intatta la propria identità. Erba perfettamente curata, abiti bianchi, silenzio sugli spalti, fragole con panna e il fascino del Centre Court. Un manifesto di stile applicato al tennis. E proprio oggi che si gioca la finale, perché non guardare a ritroso e gustarsi la storia di uno dei più grandi tornei sportivi di sempre.
La sua storia comincia nel XIX secolo, in piena età vittoriana. L’All England Club nasce nel 1868 come circolo dedicato al croquet e si stabilisce l’anno successivo a Worple Road, nel quartiere londinese di Wimbledon. Solo nel 1875 viene introdotto il lawn tennis, una disciplina allora giovane, destinata però a superare rapidamente il croquet in popolarità. Due anni dopo, nel 1877, il club organizza il primo Lawn Tennis Championship: partecipano 22 uomini e la finale viene seguita da circa 200 spettatori. A vincere è Spencer Gore, primo campione della storia di Wimbledon.
All’inizio il torneo comprendeva soltanto il singolare maschile. La svolta arriva nel 1884, quando vengono introdotti il doppio maschile e il singolare femminile. La prima campionessa è Maud Watson, che batte in finale la sorella Lilian (storia da approfondire e di cui vi lascio un racconto qui) . Wimbledon, quindi, diventa progressivamente non solo il palcoscenico dell’élite tennistica maschile, ma anche uno dei luoghi fondamentali per la storia del tennis femminile. Piano piano inizia ad acquisire un prestigio e una struttura iconica.
Con l’aumento del pubblico e della popolarità, la sede originaria di Worple Road diventa insufficiente. Nel 1922 il torneo si trasferisce nell’attuale area di Church Road, dove viene inaugurato il nuovo Centre Court alla presenza di Re Giorgio V e della Regina Mary. Da quel momento, il Centre Court diventa il cuore simbolico di Wimbledon, probabilmente lo stadio di tennis più famoso al mondo.

Un altro passaggio chiave arriva nel 1968, con l’inizio dell’era Open, quando anche i professionisti vengono ammessi ai tornei del Grande Slam. Wimbledon entra così nella modernità del tennis globale. Negli anni Settanta il torneo diventa uno spettacolo televisivo internazionale, grazie anche a campioni come Björn Borg, Jimmy Connors, John McEnroe, Chris Evert e Martina Navratilova e ovviamente con l’avvento della tv. Nel 1977, anno del centenario, Virginia Wade vince il singolare femminile davanti alla Regina Elisabetta II, mentre viene inaugurato il Wimbledon Lawn Tennis Museum. Il mito di Wimbledon cresce sempre di più.
Negli anni successivi, Wimbledon continua a essere il luogo in cui tradizione e cambiamento si incontrano. L’eleganza del gioco sull’erba convive con l’arrivo di nuove generazioni di campioni: da Boris Becker, capace di vincere giovanissimo, a Steffi Graf e Pete Sampras, fino all’epoca di Roger Federer, Rafael Nadal, Serena Williams, Novak Djokovic e Andy Murray. Ognuno di loro contribuisce ad aggiungere un capitolo diverso alla leggenda del torneo. Non solo. oltre ai campioni, anche la tecnologia cresce e si vede benissimo l’unione tra innovazione e tradizione.
Wimbledon continua ad essere l’appuntamento per gli appassionati di questo sport. Eleganza, tradizione, storia, innovazione e prestigio. I campi verdi, perfettamente in ordine, sono il teatro dove campioni di quasi cent’anni di tennis hanno fatto la storia. Mi permetto di dire che è ancora più bello quando, su quell’erba, a vincere è un italiano.




