Caso Bari Calcio: perquisizioni della Guardia di Finanza per ipotesi di falso in bilancio e bancarotta
Martedì mattina la Guardia di Finanza ha eseguito una serie di perquisizioni presso le sedi di tre società: il Napoli Calcio, la SSC Bari e la Filmauro, azienda di produzione cinematografica a cui fanno capo le due compagini sportive. L’operazione si inserisce nell’ambito di un’indagine coordinata dal procuratore di Bari Roberto Rossi e dai procuratori aggiunti Ciro Angelillis e Milto Stefano De Nozza. Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, e il figlio Luigi, unico amministratore della SSC Bari, risultano indagati per false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta in relazione alla procedura di fallimento del club pugliese, che attualmente milita in Serie C.
Al centro degli accertamenti della Procura vi è la gestione del bilancio 2024 della SSC Bari, con particolare riferimento alla cessione del calciatore Elia Caprile. Il portiere era stato trasferito al Napoli nel 2023 per un corrispettivo di 2,2 milioni di euro e successivamente ceduto dal club partenopeo al Cagliari per una cifra pari a 8 milioni di euro. Secondo l’ipotesi investigativa, i De Laurentiis avrebbero volontariamente sottostimato il valore reale di Caprile di circa 7 milioni di euro. Tale operazione sarebbe avvenuta a fronte di una situazione finanziaria del Bari già gravemente negativa, che aveva precedentemente indotto la Procura a richiedere l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale (fallimento) della società.
Il decreto di perquisizione ipotizza provvisoriamente quattro fattispecie di reato. La prima riguarda le false comunicazioni sociali: l’accusa ipotizza che padre e figlio, in concorso tra loro, abbiano esposto nel bilancio 2024 della SSC Bari fatti non veritieri o abbiano omesso informazioni rilevanti sulla situazione economica del club, al fine di conseguire un ingiusto profitto per il Napoli Calcio. Nello specifico, i magistrati contestano la mancata trasparenza sulla natura infragruppo del trasferimento di Caprile, l’assenza dei criteri utilizzati per fissare il prezzo di vendita, la mancata valutazione del potenziale valore futuro dell’atleta e le motivazioni per cui il Bari ha rinunciato a clausole di partecipazione sulla successiva plusvalenza realizzata dal Napoli.
I magistrati contestano inoltre a entrambi gli indagati due ipotesi provvisorie di bancarotta fraudolenta. La prima è la bancarotta per distrazione, poiché il corrispettivo di 2,2 milioni di euro per la cessione del cartellino è considerato non congruamente remunerativo rispetto al valore effettivo dell’asset. La seconda è la bancarotta da reato societario, individuata come diretta conseguenza del presunto falso in bilancio.
A carico del solo Luigi De Laurentiis è stata infine formulata una quarta ipotesi di reato: la bancarotta impropria da operazioni dolose. Secondo la Procura, l’amministratore unico avrebbe utilizzato in modo strumentale la facoltà di rinviare la copertura della perdita del bilancio 2021 (pari a 7,45 milioni di euro), misura originariamente consentita dalla normativa emergenziale Covid. Questa condotta, secondo l’accusa, avrebbe permesso la prosecuzione dell’attività sportiva e societaria in un persistente stato di squilibrio economico e patrimoniale, aggravando così il dissesto finanziario della SSC Bari.




