Questa Coppa non s’ha da fare

Ancora una volta, ancora una stagione in cui la Roma si rifiuta di andare avanti in Coppa Italia. Dagli spalti, qualcuno direbbe: ennesimo psicodramma. Più o meno è così. Non ha i toni drammatici della sconfitta contro lo Spezia di qualche anno fa né l’eliminazione contro la Cremonese, ma rimane una sconfitta abbastanza sorprendente.
Ieri, in un Olimpico ancora una volta gremito di tifosi nonostante il martedì gelido della capitale, il famoso psicodramma è andato in scena non tanto per la sconfitta, quanto per il modo in cui è arrivata. Il Torino, con un centinaio di eroi presenti nel settore ospiti a cantare per 90 minuti, passa in vantaggio nei minuti finali del primo tempo con un gran goal di Che Adams. La ripresa vede Gasperini effettuare due cambi: Hermoso e Ndicka. Dal mio posto allo stadio, profetico, penso: “Stiamo perdendo ed entrano due centrali?”. Ecco, questa frase racchiude il motivo per cui sono qui a scrivere e il motivo per cui Gasperini è l’allenatore della Roma (questo concetto si potrebbe allargare, ma vabbè). Hermoso si sovrappone e con un tunnel si trova davanti al portiere e non sbaglia. 1 a 1.
Ecco lo psicodramma, lento, ma sta prendendo forma.
Passano pochi minuti in cui lo stadio e la squadra sembrano avere un’altra forza vitale ed ecco che arriva il 2-1 siglato sempre da un resuscitato Che Adams. Partita che diventa sporca, tanti falli e perdite di tempo, poche occasioni. La Roma, dati gli evidenti problemi in attacco e la mancanza di soluzioni, compie una mossa di memoria mourinhana. Dentro il classe 2009 Antonio Arena, un sogno che si avvera per il giovane ragazzo preso quest’estate dal Pescara. Una favola, visto che dopo poco trova il primo goal con la maglia giallorossa con una staccata di testa che fa esplodere lo stadio.
Qualsiasi altra squadra, se le segna un 2009 all’esordio, avrebbe vinto e sfruttato l’assist fatto dal destino per avere una storia meravigliosa da raccontare. Ma con la Roma no e infatti, conclude la sceneggiatura perfetta dello psicodramma: goal al 90′ del Torino su calcio d’angolo a spegnere ogni emozione. Fine.
Ovviamente, io qui sembra che voglia attribuire la colpa di questa sciagurata partita di Coppa alla sfortuna. Anche. Ma questo evidenzia come la squadra di Gasperini abbia un serio problema lì davanti, non tanto nei tre che iniziano la partita (anche, di nuovo), ma non trova fantasia da chi entra. Arena è un 2009, Vaz, il ragazzo arrivato da Marsiglia, è un 2007. Come ribadito dallo stesso mister, se l’obiettivo è un progetto a lungo termine, sono colpi sensati. Per vincere subito, servono giocatori giovani, forti e pronti. Ma quelli costano e a gennaio non ci sono sconti.
Bravo il Torino, che dimostra di essere una squadra solida con individualità interessanti. Un campionato forse anonimo come nelle ultime stagioni, motivo del famoso canto dedicato a Urbano Cairo, che può essere rivitalizzato da un sogno Coppa Italia.
Questo matrimonio non s’ha da fare scriveva Manzoni con il matrimonio de “I promessi sposi”. Evidentemente neanche la Coppa Italia e la famosa stella d’argento.





