Il Midtjylland crolla, El Aynaoui emerge: la Roma vince e convince
All’Olimpico la Roma ha battuto il Midtjylland 2-1 nella quinta giornata di Europa League, conquistando i primi tre punti casalinghi della competizione. I giallorossi di Gasperini hanno vinto contro i danesi, capolisti a punteggio pieno del maxi girone, grazie ai goal di El Aynaoui e di El Shaarawy, con Paulinho che nel finale ha accorciato le distanze creando qualche apprensione. Quarta vittoria consecutiva in tutte le competizioni per la squadra capitolina, che sale a quota nove punti e vede sempre più vicina la qualificazione.
Il Midtjylland arrivava alla sfida dell’Olimpico preceduto da narrazioni quasi leggendarie. Una squadra giovane, audace, tatticamente innovativa, guidata da un allenatore rampante come Tullberg. La capolista con l’attacco più prolifico dell’intera competizione (Franculino il grande nome da attenzionare), quella di cui bisognava avere quasi paura. Eppure, dopo novanta minuti di calcio, il verdetto è stato abbastanza inequivocabile. Non è stata la netta superiorità della Roma, piuttosto la modestia della squadra ospite ha restituito la realtà dei fatti. Il primo posto in classifica, forse, aveva ingannato tutti. I danesi non sono riusciti a impensierire seriamente Svilar e si sono arresi alla maggiore solidità dei padroni di casa.
Nonostante i Lakers danesi sbarcati al Colosseo, ieri, è stata la serata di Neil El Aynaoui. Il centrocampista marocchino ha sbloccato il match al settimo minuto con un gran goal al volo su cross di Celik. Il primo in maglia giallorossa, il primo in una competizione UEFA. Un momento catartico per un ragazzo che era arrivato nella bufera di fine mercato, quando la Roma, dopo il mancato colpo di Rios, lo aveva scelto come alternativa. El Aynaoui aveva perfino dovuto bloccare i commenti sui social, come se fosse colpa sua essere arrivato nella Capitale. Vabbe, cose che succedono solo in questa città.
Silenzioso, poco convincente nelle prime uscite, il marocchino ha lavorato sotto traccia con Gasperini. Dopo l’assist da grande giocatore per Ferguson contro la Cremonese, ieri si è preso la scena con personalità. Un giocatore dalla falcata lunga, forte fisicamente, con coraggio acquisito ultimamente. Non un formidabile con i piedi a livello qualitativo, ma giovane e con margini di crescita. Potrebbe diventare il nuovo Ederson dell’Atalanta: gambe, fisico e voglia di imporsi. La struttura c’è, il tempo anche.
Il goal di El Aynaoui si inserisce in un fenomeno più ampio che merita di essere citato con un breve excursus che riguarda poco Roma e la Roma: l’emergere continuo di talenti dalle Academy marocchine. Il calcio del Maghreb sta vivendo una fase di rinascita strutturale, con investimenti nelle strutture giovanili che stanno producendo calciatori tecnicamente validi e mentalmente pronti per il grande salto. Non è un caso che sempre più club europei guardino con attenzione a questo bacino di talenti, che combina educazione calcistica seria e fame agonistica. La dimostrazione ultima di questa crescita del calcio marocchino è la Coppa del Mondo under 20 vinto contro l’Argentina. Un manifesto di giovani che piano piano stanno conquistando il calcio mondiale.
Comunque, tornando a noi, la formazione di casa ha gestito con maturità la partita, anche se il finale ha regalato qualche brivido con il goal di Paulinho che ha riaperto momentaneamente la partita ed ha fatto infuriare il Gasp, che nel post partita, ha sottolineato sia l’importanza di rimanere dentro le partite fino all’ultimo secondo, sia come ci sia bisogno di aumentare la qualità del possesso palla. I tre punti sono comunque arrivati, l’Olimpico ha festeggiato cantando il coro che sta diventando il sottofondo di ogni sfida (che qui non ripeterò per evitare drammi futuri) e la qualificazione ad un passo. Ora si guarda al Napoli tra neanche 72 ore.
Per El Aynaoui, cresciuto a Barcellona figlio di Younes, ex numero 14 del ranking ATP, questo goal potrebbe segnare un punto di svolta. Il padre, che ha affrontato sfide memorabili come quella maratona contro Roddick agli Australian Open del 2003 persa 21-19 al quinto set, gli ha sempre insegnato l’importanza della resilienza mentale.
Neil, devo ammettere, nonostante la giovane età, la sta dimostrando, rispondendo alle critiche nel modo più convincente possibile: con un goal meraviglioso che zittisce e convince.




