Calcio e scommesse: i due mondi si incontrano ancora
Nuovo scossone nel mondo del calcio, dove i riflettori si accendono ancora sul grande palco delle scommesse, passatempo preferito di un novero sempre crescente di calciatori. Questa volta è la Procura di Milano a svolgere le indagini, in una inchiesta che si pone quale naturale proseguimento di quella di Torino, che lo scorso anno ha portato luce sulle oscure vicende concernenti Sandro Tonali e Nicolò Fagioli. La questione è molto delicata e merita di essere approfondita da due distinti angoli visuale: quello giuridico e quello etico. Sul primo versante, degno di nota il sequestro eseguito dalla Guardia di Finanza di 1,5 milioni di euro sui conti della “Elysium Group srl”, la società titolare della ormai nota gioielleria, importo corrispondente al profitto illecitamente conseguito. Ancora insistendo sulle ricadute penalistiche, la procura ha chiesto gli arresti domiciliari per Tommaso De Giacomo e Patrik Frizzera per esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommesse ex art. 4 l. 401/1989, nonché per Antonio Scinocca, Antonio Parise e Andrea Piccini per concorso in riciclaggio (artt.110 e 648 bis c.p.). A valle di questa catena criminale volta alla gestione dei siti illegali, si pongono diversi sportivi, tra cui alcuni calciatori di serie a, macchiati di reità per gioco su siti illegali. Alcuni dei nomi sono ben noti, tra cui Weston McKennie, Raoul Bellanova, Ángel Di María, Nicolò Zaniolo… il reato che coinvolge gli sportivi è in realtà ai limiti della rilevanza penale, basti pensare la possibilità di estinguerlo tramite oblazione con un pagamento di circa 250 euro. Non è evidentemente il versante giuridico che suscita particolare attenzione in questo contesto, quanto piuttosto un allarme scattato in un settore che, da solo, vale circa lo 0,5% del pil italiano. Un settore avvelenato dall’interno, che rischia di implodere e quindi piegarsi perché privo di solide fondamenta pronte a tenere di fronte a questi terremoti. La spaventosa diffusione – ad oggi ancora temuta, più che riscontrata – di una siffatta piaga nel mondo del calcio, costringe ad una riflessione su queste dinamiche. Stiamo parlando di ragazzi, poco più che ventenni, che in maniera del tutto superficiale e a tratti -forse- inconsapevole, vengono inghiottiti in vortice che poco spazio lascia alle vie di uscita. Basti ascoltare le dichiarazioni e le intercettazioni di Fagioli per rendersi conto di come questo mondo prenda il sopravvento sulla vita di un ragazzo, senza nemmeno il tempo di cogliere la gravità di ciò che stia accadendo. Lungi dal giustificare la condotta sconsiderata di ragazzi evidentemente male improntati o mal seguiti, quello della ludopatia è sicuramente un problema che nelle sottovie della malavita viene alimentato e che forse poco clamore ha sino ad oggi suscitato, essendo purtroppo necessario il coinvolgimento di persone così note per scatenare una riflessione collettiva sul tema. Tornando poi alle interferenze con il mondo calcistico, è la visione di un romantico tifoso a parlare, ma nascosta dietro questa problematica si cela una triste spersonalizzazione dei rapporti nel mondo del calcio, un grigio distacco delle società e delle dirigenze dalla squadra, l’abbandono dei presidenti-tifosi e i calciatori pupilli da coccolare e preservare…tutto questo unito alla logica del mercato che si sostituisce ai valori etici dello sport, abbandonato in fiumi di denaro in cui i calciatori sono solo dei numeri da far quadrare in un bilancio. Forse sono queste speculazioni vane, forse una visione drammatica di un fenomeno ben più contenuto, ma che il mondo del calcio stia naufragando è dato ormai noto ai tifosi, e queste dinamiche altro non fanno che sciupare quel brandello di passione che ancora anima gli spalti.




