Gp Gran Bretagna: Hamilton beffa Leclerc a due giri dalla fine ma con Verstappen ormai è guerra aperta

Gp Gran Bretagna: Hamilton beffa Leclerc a due giri dalla fine ma con Verstappen ormai è guerra aperta
Immagine tratta da f1grandprix.motorionline.com

Ormai è guerra. Tra Max Verstappen e Lewis Hamilton ormai è guerra aperta. La lotta per il mondiale 2021 ieri ha raggiunto il livello più alto, l’apice della competizione tra i due. Un livello che ormai si può definire una vera e propria guerra, che molto probabilmente diventerà una escalation. Nel weekend del Gran Premio di Gran Bretagna a Silverstone, gara di casa per il sette volte campione del mondo in carica, si è vista la Formula 1 sperimentare per la prima volta un nuovo format. Al posto delle qualifiche una breve gara di mezz’ora che deciderà la griglia di partenza. 17 giri dove si scatterà dal via in base a una sessione di qualifica che ha avuto luogo il venerdì. Tutto questo esclusivamente solo per questa gara. Dalla prossima si tornerà alla normale prassi di qualifica.

La pole position per la sprint race la conquista Hamilton ma al termine della gara di qualifica è Max Verstappen ad imporsi davanti al rivale, a Bottas e alla Ferrari di Leclerc. Sembra tutto nella norma, il conflitto tra i due non è ancora esploso ma basta solo attendere il pomeriggio del giorno dopo.

Al via l’inglese scatta meglio ma Verstappen resiste alla prima curva. Hamilton ci riprova sul rettilineo Wellington e lo affianca ma l’olandese ha il vantaggio di traiettoria e ripassa nuovamente in testa. I due si lanciano sul vecchio rettilineo di partenza accanto ai vecchi box, un tratto di pista che conduce alla curva Copse, una piega a destra dove non si frena e si fa quasi tutta in pieno. La Mercedes è molto più veloce e si attacca alla Red Bull. Max si sposta a destra, Lewis va a sinistra ma fa una finta e si infila di nuovo a destra. Verstappen non ci sta e lo stringe verso il muretto, i due sono appaiati quando arrivano alla Copse ma lì due vetture affiancate non passano. Max è all’esterno e imposta la curva ma Hamilton non alza il piede e la Mercedes colpisce con l’anteriore sinistra la posteriore destra della Red Bull. La monoposto motorizzata Honda va in testacoda a trecento all’ora e si schianta contro le barriere. Approfittando dell’incidente Leclerc si porta in testa sfilando Hamilton che ha il cerchione danneggiato. La direzione di gara espone inspiegabilmente la bandiera rossa e la gara è interrotta. Senza interruzione Hamilton sarebbe stato costretto al ritiro per i danni riportati ma con lo stop alla gara i meccanici hanno il tempo di riparare la vettura. La gara riprende poco meno di un’ora dopo nelle posizioni in cui è avvenuta l’interruzione, quindi con Leclerc in pole seguito dalle due Mercedes. Nel frattempo però, l’incidente ha le sue conseguenze: Verstappen esce barcollante dalla vettura, sta bene ma viene portato in via precauzionale in ospedale. Intanto alla Red Bull sono arrabbiatissimi per la manovra di Hamilton e sia Helmut Marko che Christian Horner condannano l’azione del rivale e invocano una penalità se non addirittura una squalifica. Penalità che arriva poco dopo la ripartenza: dieci secondi per il pilota britannico.

Alla nuova partenza la Ferrari di Leclerc scatta bene e mantiene la posizione, tallonata dalla Mercedes di Hamilton mentre Norris supera Bottas. I due vanno via rispetto agli altri, staccati tra di loro di un margine che oscilla tra uno e due secondi. La Mercedes è più veloce ma la Ferrari riesce a distanziarla nel tratto di pista più guidato. Quando arriva il turno del pit stop Hamilton si ferma a scontare la penalità e rientra in pista al quarto posto. Nel gioco dei pit stop Bottas ha superato Norris e l’ordine è il seguente: Leclerc, Bottas, Norris, Hamilton, Ricciardo e Sainz. Lo spagnolo della Ferrari è in scia all’australiano ma un errore al pit stop gli fa perdere secondi preziosi e Carlos si ritrova di nuovo staccato da Daniel. Leclerc conduce in solitaria quando poco dopo metà gara inizia a comunicare al muretto Ferrari di avere problemi al motore elettrico. Sembra avverarsi il peggio ma dal muretto della Rossa riescono a sistemare l’inconveniente dicendo Charles di fare alcuni settaggi sui comandi di regolazione sul volante. Il problema scompare, poi riappare nuovamente pochi giri dopo. La Ferrari sembra andare a singhiozzo ma sul giro continua a far segnare ottimi tempi in linea con i rivali. Charles sta correndo in maniera fenomenale con una monoposto quasi rotta e alla Ferrari credono nell’impresa. Poco dopo il problema scompare del tutto mentre Hamilton inizia la sua rimonta. Sorpassa prima Norris che stranamente non gli oppone alcuna resistenza e si mette in caccia di Bottas. Del tutto ovviamente il finlandese si fa da parte dopo aver ricevuto l’ordine di scuderia e Lewis spinge ancora più forte per raggiungere Leclerc. Mancano quattro giri al termine quando la Mercedes ha ormai preso la Ferrari. Il ferrarista riesce a distanziarlo ancora per alcuni giri approfittando di alcuni doppiati ma a due giri dalla fine i due si ritrovano appaiati alla Copse, la stessa curva dell’incidente al primo giro. Hamilton va di nuovo all’interno mentre Leclerc resta esterno e quasi riesce a resistere al sorpasso uscendo davanti ma si sbilancia sul cordolo scodando quel tanto che basta a fargli perdere la posizione. Il monegasco prova a stare in scia durante l’ultimo giro ma la Mercedes è nettamente più veloce, consentendo quindi a Lewis Hamilton di vincere per l’ottava volta il Gran Premio di Gran Bretagna davanti a un grandissimo Charles Leclerc, il cui secondo posto non rende giustizia, e a Valtteri Bottas.

Nel dopogara in casa Red Bull volano parole pesanti nei confronti del vincitore, reo di aver messo fuori gara il loro pilota con una manovra a loro avviso scorretta. Le polemiche sono andate avanti per tutta la giornata di oggi, soprattutto quando a parlare sono stati i due diretti interessati. Max Verstappen ha dichiarato dal suo profilo Instagram: Prima di tutto: sono contento di stare beneÈ stato un bell’impatto a 51G ma mi sento meglio. Ovviamente molto deluso per essere stato fatto fuori in questo modo. La penalità data non ci aiuta in alcun modo e non rende giustizia alla mossa pericolosa che Lewis ha fatto in pista. Guardare le celebrazioni dopo la gara mentre ero ancora in ospedale è irrispettoso e antisportivo, ma andiamo avanti”. La risposta di Lewis non si è fatta attendere: “Godermi la vittoria dopo quanto successo con Max? Assolutamente. Ho incassato la penalità e dalle immagini, dal filmato che ho visto e da quello che ho provato all’interno dell’abitacolo, spero che tutti abbiano descritto per i fan l’incidente nel modo giusto. Le regole dicono che quando la tua ala anteriore è all’altezza della gomma posteriore della macchina davanti, la curva è sua. Se invece siete affiancati la curva è tua. E io ero affiancato. Quindi la curva era mia. Max ovviamente non voleva che lo sorpassassi ed ecco cosa è successo. Le corse sono le corse. Non sento alcuna ostilità però lui, ma deve sapere che anche se tutti alzano il piede quando si è in lotta con Max, io non sono fatto così. Io sono qui per lottare e non mi arrenderò tanto facilmente”. Il botta e risposta di oggi è l’evidenza con cui la rivalità per il mondiale 2021 sia ormai sfociata in una guerra aperta. Max Verstappen è noto per la sua irriducibilità nei duelli ravvicinati e possiamo stare certi che si ricorderà di questo episodio e delle dichiarazioni seguenti del suo rivale. Prendere posizione in questi casi non è mai facile poiché l’incidente in sé è stato assolutamente involontario. Non siamo a Suzuka 1990 dove Ayrton Senna speronò volutamente Alain Prost, tantomeno a Jerez 1997 dove Michael Schumacher speronò Jacques Villeneuve. Nel primo caso ci fu la volontà dolosa del brasiliano a voler cercare l’incidente col francese, nel secondo caso fu un gesto di stizza del tedesco nei confronti del canadese. Qui non c’è stata alcuna volontarietà da entrambe le parti ma semplicemente è quello che succede quando due piloti non si lasciano lo spazio. Conoscendo bene il carattere di entrambi i personaggi, noti anche per la loro durezza nei duelli ravvicinati, quello che è successo ieri a Silverstone era scritto nella pietra che prima o poi sarebbe accaduto. Lewis Hamilton non poteva non sapere che alla Copse in due affiancati non si passa. Corre ormai dal 2007, è il pilota più esperto in attività dopo Raikkonen e Alonso, ha 36 anni ed è abbastanza intelligente da capire in quali punti del circuito di Silverstone si può rischiare e in quali no, avendoci peraltro vinto ben otto volte. D’altro canto, anche Max Verstappen ha la sua bella metà di responsabilità, la quale va cercata ben prima dell’incidente vero e proprio e la si trova già dal via della gara. Partire male in una gara succede, è il leader del campionato anche dopo questa battuta a vuoto, aveva 52 giri per riprendere la Mercedes, una gara intera davanti per costruire di nuovo il sorpasso e anche se avesse concluso al secondo posto avrebbe comunque portato a casa punti importanti e ipotecato ancor di più il campionato. Difendere in maniera così aggressiva la posizione, specialmente quando si lotta per il campionato, con delle manovre da ultimo uomo al primo giro non serve a nulla, anzi è foriero quasi sempre di incidenti. Un Niki Lauda o un Alain Prost non avrebbero rischiato nulla al suo posto e avrebbero aspettato qualche giro prima di tornare di nuovo all’attacco. I campionati si vincono anche sapendo quando bisogna momentaneamente mollare per tornare alla carica ancora più forti di prima. Con questo comportamento, da vittoria a tutti i costi, Hamilton perse un mondiale nel 2007 contro Raikkonen e anche Verstappen non poteva non sapere che alla Copse in due non si passa, perché anche se è ancora molto giovane, corre anche lui ormai dal 2015 e un po’ di esperienza dovrebbe averla maturata. Il problema di Max è che si aspetta che gli altri si scansino o desistano quando arriva lui, vedere i frequenti scontri con Sebastian Vettel nel triennio 2016-2017-2018 per questo, ma prima o poi qualcuno più duro di te arriva e non serve andare a piangere attaccandosi ai festeggiamenti di Lewis mentre lui era in ospedale perché, stile o non stile, era evidente a tutti che stava bene e anche lui ha rovinato in passato gare di altri piloti con manovre peggiori. Spiace dare ragione al penalizzato di oggi quando dice: “se tutti alzano il piede quando si è in lotta con Max, io non sono fatto così”, ma è la nuda e cruda verità, al netto delle responsabilità anche di Lewis Hamilton. Se Verstappen vuole vincere il campionato deve imparare ad andare oltre alle provocazioni di Hamilton, disciplina in cui è l’inglese è maestro (Baku 2017 vs Vettel docet), e a valutare quando è il momento di non tirare troppo la corda rischiando di compromettere tutto.

Ordine d’arrivo:

  1. Hamilton (Mercedes)
  2. Leclerc (Ferrari)
  3. Bottas (Mercedes)
  4. Norris (Mclaren-Mercedes)
  5. Ricciardo (Mclaren-Ricciardo)
  6. Sainz (Ferrari)
  7. Alonso (Alpine Renault)
  8. Stroll (Aston Martin)
  9. Ocon (Alpine Renault)
  10. Tsunoda (AlphaTauri-Honda)
  11. Gasly (AlphaTauri-Honda)
  12. Russell (Williams-Mercedes)
  13. Giovinazzi (Alfa Romeo Sauber)
  14. Latifi (Williams-Mercedes)
  15. Raikkonen (Alfa Romeo Sauber)
  16. Perez (Red Bull-Honda)
  17. Mazepin (Haas)
  18. Schumacher (Haas)
  19. Vettel (Aston Martin) ritirato, surriscaldamento
  20. Verstappen (Red Bull-Honda) ritirato, incidente
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