Gp d’Italia: incredibile vittoria di Pierre Gasly, la AlphaTauri di Faenza trionfa a Monza

Gp d’Italia: incredibile vittoria di Pierre Gasly, la AlphaTauri di Faenza trionfa a Monza
Immagine tratta da f1grandprix.it

Chi l’avrebbe mai detto che la AlphaTauri (ovvero la ex Toro Rosso ed ex Minardi) avrebbe bissato il successo a Monza? Già proprio quello nel lontano 2008 con un giovanissimo Sebastian Vettel. Chi l’avrebbe mai detto che Pierre Gasly, dopo essere stato silurato lo scorso anno dalla Red Bull avrebbe impartito una sonora lezione ai suoi capi, primo fra tutti Helmut Marko, i quali erano smaniosi di sostituirlo con Alex Albon? Nessuno lo avrebbe previsto, eppure la piccola scuderia di Faenza è riuscita a regalare a questo sport la stessa magia del 2008. Durante le qualifiche le Mercedes avevano dominato come al solito con Hamilton in pole e Bottas al secondo posto, seguite dalla Mclaren di Sainz e dalla Racing Point di Perez, poi la Red Bull di Verstappen e l’altra Mclaren di Norris. Pierre Gasly si era qualificato solo al decimo posto, comunque un risultato non male per le prestazioni della sua AlphaTauri. Le Ferrari invece sprofondavano in tredicesima e diciassettesima posizione rispettivamente con Leclerc e Vettel. Sembrava la solita passeggiata trionfale di Hamilton e della Mercedes ma la cronaca della gara è stata piena di colpi di scena.

Al via Hamilton scatta bene mantenendo la leadership mentre Bottas parte malissimo e viene superato da Sainz e subito dopo anche dall’altra Mclaren di Norris. Il finlandese è in crisi nera e poco dopo viene infilato anche da Perez e Ricciardo scivolando al sesto posto. La vittoria sembra spianata per Hamilton, inseguito dalle due Mclaren che tuttavia non rappresentano alcun problema. Nel frattempo si consuma la prima parte dell’ennesimo disastro in Ferrari. Sulla Rossa di Sebastian Vettel esplode una pinza dei freni alla fine del rettilineo di partenza e il tedesco finisce lungo alla prima variante. Un cedimento molto pericoloso che lo costringe al ritiro dopo soli sei giri. Poi il primo colpo di scena: la Haas di Magnussen rompe il motore e si ferma vicino all’ingresso della corsia box, in un punto critico. In quel momento nessuno presta attenzione a Gasly che si ferma per il pit stop. Subito dopo entra in azione la safety car per rimuovere la vettura del danese ma proprio per consentire la rimozione in quel punto particolare la direzione gara chiude la corsia dei box. Tutti i team sono avvisati e attendono la riapertura imminente per cambiare le gomme come di solito si cerca di fare quando c’è una safety car. Tutti attendono e non rientrano tranne Lewis Hamilton e Antonio Giovinazzi. Un errore clamoroso quello dei due piloti, ma anche delle relative squadre che non si sono accorte della chiusura della pitlane. Scatta quindi inesorabile la penalità per entrambi: dieci secondi di stop and go da scontare durante la gara. In testa c’è Sainz ora grazie alla sosta clandestina di Hamilton che è secondo. In quel momento la pitlane viene riaperta e tutti si precipitano a cambiare le gomme. Hamilton torna in testa dopo la sosta delle due Mclaren mentre a guadagnare più di tutti è proprio Gasly grazie alla sua sosta anticipata prima della chiusura box e all’intervento della safety car. Il francese si ritrova in terza posizione, dietro a Hamilton e a Stroll che però non si è ancora fermato. La gara riparte e ne approfitta anche la Ferrari di Charles Leclerc insieme alle due Alfa Romeo di Raikkonen e Giovinazzi che scelgono di non fermarsi. Il monegasco infila entrambe le Alfa con un sorpasso spettacolare alla prima variante, issandosi al quarto posto ma la gloria dura poco. Alla fine del giro Charles perde il controllo della Rossa alla Parabolica e si schianta contro le barriere. E’ tutto ok, scende con le sue gambe ma lo spavento è notevole e la Rossa completamente distrutta. E’ bandiera rossa questa volta, gara interrotta per rimuovere i detriti e nuova partenza da fermi con le attuali posizioni. Di nuovo si approfitta dell’interruzione gara per cambiare le gomme. Si riparte quindi da zero, una gara nuova. La nuova griglia è: prima fila per Hamilton e Stroll, seconda per Gasly e Raikkonen, terza per Giovinazzi e Sainz. Alla nuova partenza Hamilton resiste mentre Stroll parte male si fa infilare da Gasly e dalle due Alfa di Raikkonen e Giovinazzi. Alla seconda variante Raikkonen tenta il colpaccio su Gasly e lo affianca ma il francese resiste mentre Stroll va lungo e per poco non centra in pieno Kimi. Hamilton guida la gara ma deve ancora scontare la penalità. Decide di scontarla al giro 29 piombando quindi nelle retrovie. Rimonterà e chiuderà al settimo posto. In testa ora c’è Gasly, insidiato da Raikkonen che con una prestazione maiuscola sta facendo sognare gli alfisti. Sconta la penalità anche Giovinazzi mentre Sainz supera Stroll e le posizioni al giro 31 sono: Gasly, Raikkonen, Sainz, Stroll, Norris, Bottas e Ricciardo. Il francese della AlphaTauri guida con sicurezza mantenendo un margine di circa un secondo e mezzo su Raikkonen, il quale continua a non mollare. Tuttavia la performance dell’Alfa inizia a mostrare la corda e poco dopo il finlandese inizia ad accusare un distacco via via più elevato fino ad essere superato da Sainz e via via da tutti gli altri, mostrando comunque ad ogni avversario una durezza da ventenne e una correttezza esemplare a quasi 41 anni suonati. Liberato da Raikkonen, Sainz si mette in caccia di Gasly, riducendo il distacco quasi fino al secondo negli ultimi giri. Pierre non si fa tuttavia intimidire dallo spagnolo e continua con giri leggermente più lenti ma sempre regolari riuscendo a tenere la Mclaren sopra il secondo e cambiando traiettoria in rettilineo per non offrirgli la scia, ricorrendo ad ogni mezzo lecito per tenere dietro l’avversario. Una guida eccezionale. All’ultimo giro Sainz riesce a scendere sotto il secondo e ad aprire l’ala mobile ma non basta, il traguardo arriva subito dopo e Pierre Gasly è l’eroe di questa strana Monza con le tribune vuote e una Ferrari assente. Anche la Honda festeggia, il suo è il secondo successo stagionale da motorista dopo la vittoria di Silverstone con la Red Bull di Verstappen. Sul circuito che ospita il Gran Premio d’Italia è comunque una squadra italiana a trionfare, la piccola AlphaTauri di Faenza, come a voler sopperire alla crisi nera della Rossa e a voler dire “ci siamo noi a difendere la gara di casa”. Lo straniero infatti, oggi a Monza non è passato.

Ordine d’arrivo:

  1. Gasly (AlphaTauri-Honda)
  2. Sainz (Mclaren-Renault)
  3. Stroll (Racing Point-Mercedes)
  4. Norris (Mclaren-Renault)
  5. Bottas (Mercedes)
  6. Ricciardo (Renault)
  7. Hamilton (Mercedes)
  8. Ocon (Renault)
  9. Kvyat (AlphaTauri-Honda)
  10. Perez (Racing Point-Mercedes)
  11. Latifi (Williams-Mercedes)
  12. Grosjean (Haas)
  13. Raikkonen (Alfa Romeo Sauber)
  14. Russell (Williams.Mercedes)
  15. Albon (Red Bull-Honda)
  16. Giovinazzi (Alfa Romeo Sauber)
  17. Verstappen (Red Bull-Honda) ritirato, motore
  18. Leclerc (Ferrari) ritirato, incidente
  19. Magnussen (Haas) ritirato, motore
  20. Vettel (Ferrari) ritirato, freni
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