Gp Brasile: vince Verstappen, scontro Ferrari tra Vettel e Leclerc

Gp Brasile: vince Verstappen, scontro Ferrari tra Vettel e Leclerc
Immagine tratta da ilsussidiario.net

Alla fine l’incidente è arrivato. Dopo quasi un anno di accesa rivalità all’interno della stessa squadra, i due piloti della Ferrari hanno reso possibile quello che qualunque pilota dovrebbe evitare: danneggiare la propria vettura contro quella del compagno di squadra. Una rivalità che inizia in Bahrein, cresce con la crisi di Sebastian Vettel, arriva al suo apice con le vittorie delle Rosse in Belgio, Italia e Singapore, si trascina con le polemiche in Russia e deflagra domenica scorsa in Brasile. Leclerc sorprende Vettel alla curva S, il quale decide di rispondere subito nel rettilineo della Reta Oposta, affianca il compagno all’esterno, lo supera di slancio e lo chiude bruscamente con la posteriore sinistra del tedesco che tocca l’anteriore destra del monegasco rompendogli la sospensione e danneggiando lo stesso pneumatico posteriore sinistro. Per Leclerc il ritiro è immediato, Vettel compie ancora un altro giro con il suo pneumatico a brandelli che gli danneggia il fondo e il ritiro arriva anche per lui. Chiaro che le maggiori responsabilità vadano attribuite al pilota tedesco ma anche il monegasco ha avuto la sua piccola parte nel disastro rimanendo in mezzo e non concedendo spazio al compagno. Tuttavia sono disastri che sono successi una infinità di volte in Formula 1 e continueranno ad accadere ancora e ancora perché nutriti dall’estrema rivalità con il compagno quando in una sola squadra convivono due fuoriclasse. Tutti gli episodi simili a quello di domenica tra compagni sono accaduti per la maggior parte a coppie di campioni del mondo o a coppie di piloti dal pari valore velocistico e forti alla pari, quasi mai a coppie composte da un primo e secondo pilota. Per rimanere ai casi più recenti si può citare Barcellona 2016 con Hamilton che tampona il compagno Rosberg con entrambe le Mercedes che volano fuori pista, Baku 2018 con Verstappen che tampona il collega Ricciardo mettendo fuori gara entrambe le Red Bull. E che dire dell’incidente tra le Mclaren di Senna e Prost di Suzuka 1989, il più famoso su questo tema? Inutile elencarne altri ancora poiché la sostanza è sempre la stessa: due campioni assoluti che vogliono primeggiare e che prima o poi arriveranno ad un punto estremo, perché queste sono le corse di automobilismo, questa è la competizione e questi sono i grandi campioni, che come diceva Colin Chapman “sviluppano verso gli altri piloti un istinto di sopraffazione cieco e assoluto”.

Ma andiamo con ordine. Al sabato Verstappen aveva conquistato la pole position davanti alla Ferrari di Vettel e alle due Mercedes di Hamilton e Bottas mentre Leclerc, pur avendo fatto segnare il quarto tempo, era stato retrocesso di dieci posizioni per aver montato un motore completamente nuovo. Infatti la Ferrari si era presa la responsabilità della penalità pur di testare una nuova versione del motore molto più potente. Il monegasco è quindi scattato dal quattordicesimo posto.

Al via Verstappen mantiene la testa della corsa mentre Hamilton supera Vettel e si butta all’inseguimento dell’olandese. Max conduce la gara davanti a Hamilton, Vettel e Bottas tutti vicini tra loro mentre nelle retrovie Leclerc inizia la sua rimonta recuperando già tre posizioni. Al giro 20 Hamilton si ferma ai box, imitato al giro successivo da Verstappen, il quel tuttavia in uscita si ritrova la Williams di Kubica doppiata che gli fa perdere la posizione sull’inglese. L’olandese non ci sta e nel corso di pochi giri attacca Hamilton e si riprende la testa della corsa. Più tardi si fermano anche Vettel e Bottas che mantengono le loro posizioni davanti ad un arrembante Albon. Le posizioni di testa rimangono invariate fino a quando ad iniziare il valzer della seconda sosta è Bottas che si ferma al giro 41, seguito al giro successivo dal compagno e poi da Verstappen con Vettel che si ferma al giro 49. Il finlandese rientra dietro a Leclerc, il quale non ha ancora fatto la seconda sosta e ha gomme più vecchie ed usurate ma nonostante ciò riesce a tenere dietro Valtteri, troppo timido nel tentare il sorpasso finchè improvvisamente il motore Mercedes alza bandiera bianca con un filo di fumo e Bottas è costretto al ritiro. Il finlandese di ferma in una zona sicura ma inspiegabilmente e senza alcun motivo valido, la direzione gara fa entrare in azione la safety car. Verstappen e Leclerc ne approfittano per montare gomme più fresche e l’olandese cede così la leadership a Hamilton. Alla ripartenza Max sorpassa subito Lewis mentre Albon sorprende Vettel e si issa in terza posizione. Il tedesco prova a riprendere il thailandese e lo attacca due volte ma senza successo. Intanto dietro Leclerc preme e al giro 66 sorprende Vettel alla curva S di Senna e lo supera. Il tedesco non ci sta, contrattacca nella discesa della Reta Oposta, lo supera di slancio ma nel chiudere la curva lo tocca danneggiando irreparabilmente le vetture di entrambi. La pista è piena di detriti e la safety car entra nuovamente in azione. Hamilton ne approfitta per cambiare le gomme e rientra in quarta posizione. Alla ripartenza l’inglese supera Gasly e si mette in caccia di Albon, il quale insieme a Verstappen sta portando la Red Bull-Honda ad una clamorosa doppietta. Hamilton raggiunge Albon ma tenta un sorpasso azzardato alla curva Laranja colpendo in pieno la vettura del thailandese e mandandolo in testacoda. L’inglese danneggia anche la sua vettura e dell’incidente ne approfitta Gasly che si porta al secondo posto. Verstappen vince il gran premio mentre Lewis bracca il francese della Toro Rosso e i due tagliano il traguardo praticamente affiancati ma a spuntarla è Gasly che firma un secondo posto eccezionale mentre Hamilton è terzo e sotto inchiesta per l’incidente con Albon, infatti viene penalizzato precipitando al settimo posto finale. A completare il podio è quindi uno strepitoso Carlos Sainz al suo primo podio in carriera con una rimonta dal fondo del gruppo fenomenale. Il madrileno riporta la Mclaren tra i primi tre, dopo cinque anni dall’ultimo podio, ovvero dall’Australia 2014. A seguire lo spagnolo le due Alfa Romeo di Raikkonen e Giovinazzi al quarto e quinto posto finale dopo una gara attenta ed efficace da parte di entrambi i piloti del Biscione.

 

Ordine d’arrivo:

  1. Verstappen (Red Bull-Honda)
  2. Gasly (Toro Rosso-Honda)
  3. Sainz (Mclaren-Renault)
  4. Raikkonen (Alfa Romeo)
  5. Giovinazzi (Alfa Romeo)
  6. Ricciardo (Renault)
  7. Hamilton (Mercedes) penalizzato, terzo al traguardo
  8. Norris (Mclaren-Renault)
  9. Perez (Racing Point)
  10. Kvyat (Toro Rosso-Honda)
  11. Magnussen (Haas)
  12. Russell (Williams)
  13. Grosjean (Haas)
  14. Albon (Red Bull-Honda)
  15. Hulkenberg (Renault) penalizzato, 12mo al traguardo
  16. Kubica (Williams)
  17. Vettel (Ferrari) ritirato, incidente
  18. Leclerc (Ferrari) ritirato, incidente
  19. Stroll (Racing Point) ritirato, sospensione
  20. Bottas (Mercedes) ritirato, motore
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