Gp Stati Uniti: vince Bottas, ad Hamilton il sesto titolo mondiale

Gp Stati Uniti: vince Bottas, ad Hamilton il sesto titolo mondiale
Immagine tratta da f1grandprix.it

Ora è a meno uno da Schumacher. Dopo domenica scorsa e la conquista del sesto titolo di Campione del Mondo di Formula 1, Lewis Hamilton sorpassa l’argentino Juan Manuel Fangio e si avvicina al record assoluto di Michael Schumacher, in testa con sette titoli mondiali in tasca. Un mondiale 2019 strameritato quello dell’inglese, grazie anche alla solita perfezione della sua Mercedes, la quale quest’anno ha aumentato il divario tecnico con le squadre rivali tanto che l’unico a tenere aperto il discorso mondiale fino a domenica scorsa è stato il secondo pilota della Mercedes Valtteri Bottas. Tuttavia il confronto tra i due piloti è stato nettamente a favore dell’inglese: quattro vittorie per il finlandese e dieci per Lewis, di cui una regalata dai giudici di gara dopo la discutibile penalizzazione a Sebastian Vettel. All’inizio della stagione Bottas sembrava molto in palla, al punto di vincere subito il round inaugurale in Australia e di ripetersi al quarto appuntamento a Baku. Tuttavia da aprile fino al successivo successo in Giappone a ottobre sono passati ben sei mesi. Mesi in cui Hamilton ha inanellato vittorie e dove Valtteri Bottas non si è dimostrato mai un problema per il trentaquattrenne britannico. Con il successo dell’ultima gara degli Stati Uniti, Bottas ha portato a quattro il suo bottino stagionale di vittorie, meno della metà del compagno mentre le altre squadre non si sono mai dimostrate all’altezza della Mercedes. La Ferrari è stata troppo discontinua, lontanissima nella gara d’esordio in Australia, velocissima ma inaffidabile in Bahrein così come in Germania in prova e in Russia in gara nonostante le tre bellissime vittorie in Belgio, Italia e Singapore più quella annullata a Vettel in Canada. Velocissima con le nove pole position conquistate finora di cui però solo tre tramutate in vittorie, oltre ad un Sebastian Vettel spesso in difficoltà con la nuova stella nascente Charles Leclerc.
Pieno merito dunque a Lewis Hamilton che si è dimostrato il pilota più veloce e vincente dell’anno anche in situazioni in cui la sua Mercedes non era chiaramente al top.

Sul circuito di Austin Bottas ha conquistato la pole position per soli 12 millesimi sulla Ferrari di Sebastian Vettel, seguiti da Verstappen, Leclerc e solo in quinta posizione Lewis Hamilton. Al via Bottas mantiene la posizione  mentre la Ferrari di Vettel viene risucchiata dai rivali e alla fine del primo giro transita in settima posizione per poi ritirarsi dopo soli otto giri per la rottura della sospensione posteriore destra. Bottas guida il Gran Premio, seguito da Verstappen ed Hamilton mentre l’altra Ferrari di Leclerc non riesce a tenere il passo dei primi tre. Lewis Hamilton tenta la carta di un pit stop in meno per cercare di vincere la gara anche se gli mancano solo quattro punti per andare a prendersi il sesto mondiale. La strategia dell’inglese sembra pagare, tanto che si ritrova in testa davanti a Bottas e Verstappen grazie ad un’ottima gestione gomme ma i giri in più alla fine si fanno sentire e Bottas riesce a riprendersi la testa della corsa a quattro giri dalla fine. Il finlandese centra quindi il quarto successo stagionale mentre con il secondo posto Hamilton conquista il sesto titolo mondiale e a concludere il podio un solido Max Verstappen.

Ordine d’arrivo:

  1. Bottas (Mercedes)
  2. Hamilton (Mercedes)
  3. Verstappen (Red Bull-Honda)
  4. Leclerc (Ferrari)
  5. Albon (Red Bull-Honda)
  6. Ricciardo (Renault)
  7. Norris (Mclaren)
  8. Sainz (Mclaren)
  9. Hulkenberg (Renault)
  10. Perez (Racing Point)
  11. Raikkonen (Alfa Romeo)
  12. Kvyat (Toro Rosso-Honda)
  13. Stroll (Racing Point)
  14. Giovinazzi (Alfa Romeo)
  15. Grosjean (Haas)
  16. Gasly (Toro Rosso-Honda) ritirato, sospensione
  17. Russell (Williams)
  18. Magnussen (Haas) ritirato, fuoripista
  19. Kubica (Williams) ritirato, perdita d’olio
  20. Vettel (Ferrari) ritirato, sospensione
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