Gp Russia: Hamilton spiazza il pronostico, Ferrari spreca. Doppietta Mercedes

Gp Russia: Hamilton spiazza il pronostico, Ferrari spreca. Doppietta Mercedes
Immagine tratta da f1grandprix.it

Sembrava l’ennesima vittoria facile per la Ferrari che nelle ultime tre gare ha conquistato tre successi di fila, due con Leclerc e uno con Vettel, con quest’ultimo che ha portato a casa una clamorosa doppietta a Singapore. Invece la gara di domenica scorsa ha visto tornare sul gradino più alto del podio Hamilton con la Mercedes seguito dalla monoposto gemella di Bottas. Ma andiamo con ordine.

Fin dal venerdì la Ferrari aveva dimostrato un ottimo passo, confermato dalla pole position di Leclerc e dal terzo posto di Vettel. I due sono stati intervallati dalla Mercedes di Hamilton di una inezia e seguiti da quella di Bottas mentre la Red Bull scontava le sue penalità per le eccessive sostituzioni del motore Honda.

Al via Leclerc scatta bene mentre Vettel parte ancora meglio, prende la scia del compagno, supera Hamilton e infila Leclerc alla prima curva issandosi in testa alla gara. Il ritmo del pilota tedesco è inarrivabile per tutti, non solo gli avversari ma anche il compagno Leclerc, che infatti continua ad essere tallonato da Hamilton abbastanza vicino. Il monegasco è nervoso, vuole che Vettel gli restituisca la posizione ma farlo in quel frangente è un suicidio. Charles è marcato a vista da Lewis mentre Sebastian è lontano a più di cinque secondi. La squadra ordina inspiegabilmente a Vettel di restituire la posizione ma il tedesco afferma che gli avversari sono troppo vicini e chiede di poterlo fare dopo. Al muretto Ferrari accettano e dicono a Leclerc che lo scambio avverrà più avanti. Infatti intorno a metà gara, nel momento in cui sono previsti i pit stop la squadra fa rientrare prima Leclerc e ritarda la sosta di Vettel di 4 giri, mossa che consente di far uscire il tedesco dietro al compagno. Tuttavia proprio mentre la Ferrari domina con entrambe le vetture, quella con il numero 5 del pilota tedesco rallenta improvvisamente. Si è rotto il motore elettrico e mancano 160 cavalli. Sebastian Vettel è quindi costretto al ritiro, parcheggia la vettura in posizione sicura ed entra la virtual safety car. La Mercedes ne approfitta per fermare entrambi i piloti e il regime virtuale di sicurezza avvantaggia enormemente chi è in testa e non si è ancor fermato. Così Hamilton riesce a uscire dai box davanti a Leclerc, il quale si ritrova in seconda posizione. Intanto sbatte la Williams di Russell e si passa dalla virtual alla safety car vera e propria. Il monegasco decide allora di rischiare effettuando un secondo pit stop supplementare per montare gomme fresche e andare all’attacco nella parte finale. Così facendo torna in pista dietro a Bottas, la sua vettura è più veloce e tenta più volte di superare il finlandese senza successo. Valtteri oggi è in ottima forma e non lascia spazio al monegasco che rimane quindi in terza posizione.

Lewis Hamilton coglie quindi un successo insperato davanti a Bottas e Leclerc, favorito dal regime di neutralizzazione virtuale e figlio della discutibilissima strategia di squadra della Ferrari che con quei 4 giri ritardati a Vettel ha volutamente rallentato il pilota più veloce e che aveva concrete possibilità di vincere per avvantaggiare quello più lento e dalle possibilità di successo dubbie. Vettel era in quel momento il cavallo vincente mentre Leclerc semplicemente non teneva il ritmo del compagno e le lamentele via radio Charles farebbe bene e farle ai box e a tenerle lontane da milioni di spettatori. Charles Leclerc è un talento purissimo, un ragazzo intelligente e scaltro ma deve imparare che in Ferrari (soprattutto ma non solo) viene prima la squadra di qualsiasi altra cosa. Se il suo compagno in quel momento ha più possibilità rispetto a lui di portare a casa la vittoria va agevolato, non rallentato in nome di presunti patti prima della gara. In questo momento la Ferrari è fuori dalla corsa al mondiale e non ha niente da perdere ma cosa sarebbe successo se in quel momento fosse stato in palio il campionato del mondo tra Vettel ed Hamilton? Ciò che sorprende è che la Ferrari gli abbia addirittura dato corda nella prima parte di gara per poi fare giustamente marcia indietro e posticipare la restituzione delle posizioni in un momento migliore. Già a Singapore Charles aveva dato segni di insofferenza quando la squadra ordinò di congelare le posizioni con Vettel in testa, poi aveva fatto un mea culpa pochi giorni dopo dove sembrava aver capito il succo del discorso ma invece a Sochi ci risiamo. Solamente in due casi la squadra emette un ordine di scuderia: nel primo caso se uno dei piloti a differenza dell’altro è in corsa per il mondiale e nel secondo caso quando, col mondiale ormai andato, l’obiettivo è solo quello di vincere la gara con il pilota che in quel momento ne ha di più. In questo momento stiamo parlando del secondo caso, sia a Singapore sia a Sochi e Sebastian Vettel ne aveva di più.

Ordine d’arrivo:

  1. Hamilton (Mercedes)
  2. Bottas (Mercedes)
  3. Leclerc (Ferrari)
  4. Verstappen (Red Bull-Honda)
  5. Albon (Red Bull-Honda)
  6. Sainz (Mclaren)
  7. Perez (Racing Point)
  8. Norris (Mclaren)
  9. Magnussen (Haas)
  10. Hulkenberg (Renault)
  11. Stroll (Racing Point)
  12. Kvyat (Toro Rosso)
  13. Raikkonen (Alfa Romeo)
  14. Gasly (Toro Rosso)
  15. Giovinazzi (Alfa Romeo)
  16. Kubica (Williams) ritirato, mancanza ricambi
  17. Russell (Williams) ritirato, freni
  18. Vettel (Ferrari) ritirato, motore elettrico
  19. Ricciardo (Renault) ritirato, incidente
  20. Grosjean (Haas) ritirato, incidente
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