GP Singapore: doppietta Ferrari, Vettel torna grande davanti a Leclerc

GP Singapore: doppietta Ferrari, Vettel torna grande davanti a Leclerc
Immagine tratta da sport.sky.it

Un trionfo totale a sorpresa. Dopo le vittorie in Belgio e a Monza non ci si aspettava una Ferrari così competitiva anche a Singapore, pista dalla filosofia totalmente opposta rispetto alle prime due. Invece il pacchetto di novità introdotto dalla casa di Maranello pare funzionare su circuiti di ogni tipo. Era dal Gran premio d’Ungheria 2017 che la Ferrari non faceva una doppietta e in quest’ultima occasione un grande merito lo ebbe Kimi Raikkonen che difese il suo capitano Vettel in difficoltà con lo sterzo dagli assalti delle Mercedes.

Ma andiamo con ordine. Nelle qualifiche di ieri Charles Leclerc aveva conquistato la sua quinta pole position e terza consecutiva davanti a Hamilton e Vettel. Le Ferrari avevano sorpreso tutti su una pista che indicava come favoriti Mercedes e Red Bull.
Al via Leclerc mantiene la testa della corsa mentre Vettel cerca subito di attaccare Hamilton ma l’inglese resiste. Leclerc prova a scappare ma la fuga non gli riesce. I piloti di testa devono gestire il degrado gomme e per il primo terzo di gara si assiste ai primi sei piloti che mantengono un’andatura volutamente lenta per risparmiare gli pneumatici, nell’ordine Leclerc, Hamilton, Vettel, Verstappen, Bottas e Albon. Tutti in una manciata di secondi che girano sugli stessi tempi. Poi lentamente iniziano a forzare e le posizioni rimangono invariate. Vettel fa l’elastico con Hamilton davanti e Verstappen dietro, in un momento è negli scarichi dell’inglese e in un altro è preda dell’olandese. Per tutelarsi dalla morsa alla Ferrari decidono di anticipare il pit stop del tedesco che rientra ai box per primo insieme a Verstappen tra i piloti di testa. Il gioco riesce alla perfezione, anche oltre il dovuto poiché quando tocca a Leclerc fermarsi, il tedesco gli si ritrova davanti tra l’incredulità del monegasco. Hamilton rimane in pista sperando nel traffico incontrato dalle Ferrari ma le sue gomme sono alla frutta e quando rientra per la sosta torna in pista dietro a Verstappen e di un millimetro davanti a Bottas. Intanto le Ferrari si ritrovano davanti un gruppo di vetture da metà classifica che non si sono ancora fermate con un ritmo nettamente più lento. Vettel si prende un bel rischio con un sorpasso al limite su Gasly, poi raggiunge l’Alfa Romeo di Giovinazzi e si riprende la testa della corsa. Dai box arriva l’ordine ai piloti di congelare le posizioni. Il circuito cittadino di Singapore, una sorta di Montecarlo in salsa asiatica, rende i sorpassi quasi impossibili tra gli stretti muretti di Marina Bay, premiando la concentrazione e la regolarità, e una doppietta così inaspettata oggi vale oro per la Scuderia di Maranello. Leclerc obbedisce ma continua a spingere manifestando a tutti la sua velocità, Vettel non si fa pregare e continua a spingere anche lui. Gli ultimi giri sono distinti da ben tre interventi ravvicinati della safety car, di cui almeno uno evitabile, che ricompattano il gruppo ma allo stesso tempo tolgono giri preziosi agli inseguitori. Dopo l’ultimo intervento dovuto a Kvyat che sperona e manda fuori pista l’Alfa Romeo di Raikkonen, mancano solo una decina di giri, i quali finiscono per sancire il ritorno alla vittoria di Sebastian Vettel, che con una guida fenomenale torna sul gradino più alto del podio dopo un digiuno che durava dal Gran Premio del Belgio dello scorso anno e che vendica l’ingiustizia del Gran premio del Canada dello scorso giugno dove una penalità fuori luogo gli tolse una bellissima vittoria conquistata sul campo.
Il tedesco e il monegasco riportano inoltre la Ferrari alla conquista di una doppietta che, come già detto prima, mancava da due anni. A completare il podio un ottimo Max Verstappen mentre le due Mercedes di Hamilton e Bottas concludono in quarta e quinta posizione.

Nella cerimonia sul podio si leggono fin troppo facilmente le facce dei due piloti Ferrari: Sebastian ha gli occhi lucidi per una vittoria che scaccia i fantasmi che lo hanno assillato nell’ultimo anno e gli ridà forza in vista del finale di stagione. Charles è visibilmente deluso e arrabbiato per una vittoria che sentiva sua dalla partenza. Non è contento del primo pit stop assegnato a Vettel anziché a lui, determinante per la vittoria finale. Il team principal Mattia Binotto avrà il suo da fare per spiegare la decisione a Leclerc, ovvero che in quel momento la priorità era togliere Vettel dalla morsa Hamilton-Verstappen. Mossa che è andata oltre le aspettative portandolo in prima posizione ai danni di Charles con un risultato non voluto. La previsione era che grazie alla prima sosta anticipata Vettel si sarebbe inserito davanti a Hamilton e dietro a Leclerc ma in quel momento il tedesco ha sfoderato dei giri monstre dei quali lui per primo è rimasto sorpreso e che gli hanno consentito di conquistare la leadership. Come si dice, la ruota gira ed è rotonda e se è vero che in Belgio Vettel fu determinante per la prima vittoria di Leclerc, dove fece gioco di squadra tenendo dietro Hamilton facendogli perdere secondi preziosi che si sarebbero poi rivelati determinanti per la vittoria finale, è anche vero che oggi il ritmo di Vettel è stato superiore a quello del compagno ed è quindi giusto l’ordine di congelare le posizioni e anche quello di fermare Vettel ai box per primo. In Ferrari la squadra viene prima di tutto e come diceva Enzo Ferrari: “i piloti vanno e vengono, la Ferrari resta”. Charles Leclerc avrà modo di comprendere le ragioni della squadra, cosa che ha già iniziato a fare dichiarando nel dopo gara che la decisione della squadra nel primo pit stop è stata presa nell’interesse della squadra e sicuramente non per danneggiarlo. Il monegasco è molto maturo per sua età e sicuramente comprenderà a fondo le motivazioni della Scuderia. Intanto Vettel è stato recuperato e questa già è una piccola vittoria nella vittoria.

Ordine d’arrivo:

  1. Vettel (Ferrari)
  2. Leclerc (Ferrari)
  3. Verstappen (Red Bull-Honda)
  4. Hamilton (Mercedes)
  5. Bottas (Mercedes)
  6. Albon (Red Bull-Honda)
  7. Norris (Mclaren)
  8. Gasly (Toro Rosso)
  9. Hulkenberg (Renault)
  10. Giovinazzi (Alfa Romeo)
  11. Grosjean (Haas)
  12. Sainz (Mclaren)
  13. Stroll (Racing Point)
  14. Ricciardo (Renault)
  15. Kvyat (Toro Rosso)
  16. Kubica (Williams)
  17. Magnussen (Haas)
  18. Raikkonen (Alfa Romeo) ritirato, incidente
  19. Perez (Racing Point) ritirato, perdita d’olio
  20.  Russell (Williams) ritirato, incidente
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