Romano Brida ed il mondo Bullfrog

Romano Brida ed il mondo Bullfrog

Romano Brida è sicuramente uno tra gli imprenditori più innovativi della penisola, ideatore del marchio Bullfrog ed oggi abbiamo il piacere di scambiarci due chiacchiere.

Ciao Romano e benvenuto su 2duerighe, oggi la barba è diventata un vero e proprio status symbol ma la tua attività è iniziata ufficialmente nel 2013, se non erro a giugno. Com’è nata l’idea Bullfrog?

L’idea di Bullfrog è nata in un momento particolare della mia vita, il mio anno sabbatico che ho deciso di prendermi nel 2013, lasciando la mia carriera nel mondo della consulenza aziendale in un momento di crisi di mercato. Già nel 2012 avevo iniziato a ragionare su come definire la mia idea di “bar­biere” ideale, non tanto partendo da quello che questa figura vuole proporre nel suo negozio – perché ogni negozio è figlio del suo proprietario – ma piuttosto dal “cosa” il cliente vuole trovare in questo spazio.

Per farlo mi sono confrontato con diversi amici e conoscen­ti rendendomi conto che ognuno di noi ha della barberia un ricordo puntuale, legato alle prime memorie di bambino che con i genitori doveva andare a tagliare i capelli.

Da queste riflessioni sono par­tito per costruire il “mio” barbiere, in un anno particolare della mia vita cercando di essere portavoce, in un certo senso, di tanti altri uomini volevano rivivere quel passato troppo lontano, quell’avvolgente calore di umanità e sensazioni.

Il risultato è stato quello che vedete oggi: un effetto coinvolgente, democratizzante open mind e senza di­scriminazioni di ceto sociale, economico, religioso, sessuale, un luogo dove tutti sono uguali per il servizio che è uguale per tut­ti… basta rispettare le regole negozio e della convivenza.

Domanda di rito: la scelta del nome, come hai avuto quest’idea?

Quando ho deciso di lasciare il mondo della consulenza l’ho fatto per un motivo ben preciso. In quel momento di mercato mi tornava spesso in mente una metafora che avevo raccontato frequentemente ai miei clienti riguardo il tasso di adattamento di un’organizzazione al cam­biamento del business e del mercato: quella della “rana bollita”. Si dice che se mettete una rana in una pentola di acqua bollente, essa cercherà immediatamente di saltare fuori; ma se la mettete in acqua a temperatura ambiente, aumentando gradualmente la temperatura la rana resterà ferma finché la temperatura troppo alta non le permetterà più di reagire, finendo bollita. Per farvela breve, nel gennaio del 2013 io ero la rana bollita e volevo reagire immediatamente per evitare la stessa brutta fine!

La storia della rana bollita era oramai il mantra per questa scelta di vita, quindi il barbiere si doveva chiamare FROG. Durante un viaggio in Arizona spiego il progetto e racconto l’idea del nome ad un mio caro amico di NYC: capisce su­bito l’idea e il motivo del nome, ma si mette a ridere all’idea di associare la mia persona e la mia storia con una timida ranella da stagno. Guardandomi mi dice serio che se doveva associarmi a una rana, io ero molto più simile a una Bullfrog – la Rana Toro.

Possiamo tranquillamente dire che il primo barber shop con stile d’oltreoceano in Italia porta la tua firma, immaginavi un tale successo?

Sinceramente no: la mia idea nasceva da un bisogno personale, ma non credevo che fosse un bisogno così comune ad altri uomini.

Il barbershop che avevo vissuto in vari viaggi all’estero era un posto assolutamente democratico e rispettoso del cliente come tale, non un ambiente per forza esclusivo, quanto un ambiente molto corretto per rispetto del tempo dei diversi attori (il cliente ma anche il barbiere), delle regole d’ingaggio (puntualità, educazione, rispetto dei diversi gusti/diversità) … tutto questo era sicuramente figlio di una cultura anglosassone, ma che anche in un ambiente latino come l’Italia ha trovato il suo pubblico.

Quali sono state le difficoltà che hai incontrato dal 2013 ad oggi?

La difficoltà principale incontrata al momento della creazione di Bullfrog è stata paradossalmente la ricerca dei barbieri. Durante lo sviluppo del progetto mi rendo subito conto che gli attuali barbieri ancora attivi non vedevano il potenziale di bisogno di mercato non soddisfatto… In realtà la mia idea era talmente particolare e strutturata che difficilmente una persona che lavorava già in un salone poteva comprende­re.

Non vi nego che lo sconforto iniziava a crescere: settimane passate a cercare in tutti gli ambiti (saloni, barberie, free lance della moda)…nessun risultato. Inizio a ripensare ad altre esperienze simili e mi rendo con­to come spesso queste, per avviare un centro di competenze, erano state “importate” da altri paesi o progetti: mi attivo sui miei contatti nord americani legati alle auto vintage per cerca­re un amico/conoscente che voleva fare la startup del primo barbershop anglosassone in Italia ed entro in contatto con una vecchia conoscenza canadese, Tri­stan Amour, che già era barbiere a Toronto e che dopo un paio di chiamate accetta la sfida per tre mesi. Sempre tramite il giro delle auto vintage, conosco Davide Cecchinato. Davide, 23 anni, padovano, terza generazione di parrucchieri, era già profondamente appassionato dall’idea di barbershop che volevo sviluppare e stava valutando seriamente di migrare da Padova a Londra per provare lì a intraprendere questo mestiere. La squadra originale di Bullfrog è nata grazie a loro.

Womo: com’è nata questa collaborazione?

Nella primavera del 2014 ho avuto modo di incontrare Stefano Percassi che aveva lanciato il progetto WOMO a fine del 2012.

Confrontandosi su quali erano le diverse visioni degli ambiti di offerta (lato prodotto per WOMO e lato servizio per Bullfrog) abbiamo considerato come i due modelli si potevano assolutamente “parlare” lasciando integra la peculiarità originale dei brand stessi

Il negozio di via Dante è stato un primo grande test di integrazione che ha sviluppato subito idee e punti di miglioramento, ma che ha dato evidenze di come i modelli creavano sinergia tra loro

Accademia Bullfrog, un’altra esperienza positiva, a chi è rivolta quest’occasione e com’è nata l’idea?

Anche se il contesto attuale è molto diverso da quando ho sviluppato la mia idea nel 2013, la cultura del barbiere per come la intendiamo da Bullfrog non è ancora così diffusa e spesso ci capita di vedere come alcuni si improvvisino “barbieri” per seguire un trend di mercato ma senza possedere le reali competenze necessarie.

Per questo già a settembre 2013 abbiamo creato l’Accademia Bullfrog, con l’obiettivo di condividere e sviluppare conoscenze e pratiche operative che sono legate al mondo delle Barberie: dare quindi una continua formazione ai professionisti, che potranno riscoprire e riqualificare tutte le loro competenze, innovando il modello di servizio proposto e garantendo una costante crescita di qualità verso la Clientela. Per farlo, abbiamo definito un’offerta formativa in continua evoluzione, che parte dalle basi storiche e scientifiche e punta verso il dettaglio di procedure e metodi d’avanguardia internazionale.

The Pond: che cos’è?

The Pond letteralmente significa lo stagno: il posto dove le rane risiedono e si riposano.

Quando abbiamo realizzato il negozio di Via Dante, era evidente come una parte fondamentale della cultura di Bullfrog iniziale era il confronto tra le diverse persone che lavoravano per il progetto.

Le idee iniziali sulla barberia, lo stile, la musica, la storia del progetto stesso erano parti fondamentali per garantire la giusta crescita al brand: per questo dovevamo continuare ad avere uno spazio di contaminazione, uni “think tank” dove trovare tutti questi elementi, ma senza che diventasse un momento formale o accademico di formazione.

Per questo abbiamo realizzato dietro le lavanderie di Dante un bar privato, spazio mensa per i dipendenti … ma che è stato curato nei dettaglio e nelle funzionalità come un vero PUB inglese. Il posto è piaciuto talmente tanto che abbiamo iniziato a fare eventi tematici privati anche per altri brand e sponsor

Bullfrog è una realtà in continua evoluzione, dobbiamo aspettarci altre novità a breve?

Da Bullfrog non ci fermiamo mai! Quest’anno abbiamo già presentato molti nuovi prodotti, tra cui Secret Potion N.2, un profumo sviluppato in collaborazione con l’artista spagnolo Ramon Maiden, ma le novità proseguiranno anche nei prossimi mesi e non solo in ambito cosmetico.

Stiamo inoltre lavorando all’espansione della nostra rete e già da ottobre apriremo le porte del primo barbershop Bullfrog in franchising a Varese, un progetto che ci entusiasma e coinvolge tantissimo.

Anche l’Accademia ha le sue novità: abbiamo appena tenuto il primo corso di Regolazione e Modellazione Barba in cui presentiamo la nostra esclusiva procedura di gestione della barba sviluppata insieme ai nostri barbieri.

Grazie per l’intervista e in bocca a lupo per tutti i progetti futuri.

Lorenzo Bruno

23 agosto 2016

 

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