Dopo l’indignazione l’azione: terra del sud tanto discussa quanto amata

Dopo l’indignazione l’azione: terra del sud tanto discussa quanto amata

Scrivo da pugliese. Scrivo da uomo profondamente addolorato dalla tragedia che ha colpito la sua terra: morti su un treno di pendolari. Una realtà che ha del surreale che esige una profonda riflessione e la tempestiva nonché chiara individuazione delle eventuali responsabilità.

sud
Mare di Puglia

Sullo sfondo di quanto accaduto, uno strano fenomeno che ha in Facebook principale scenario. Sono diventati “virali” post che, in modo inqualificabile, hanno accostato la tristissima vicenda alla rivalità nord-sud o, meglio, alla storica definizione di meridionale uguale “terrone”.

Evidentemente, il giudizio su chi ha scritto e relativamente a ciò che è stato scritto non merita commenti: se ci saranno ipotesi di reato, è giusto che vengano verificate dalle autorità competenti.

Quello che mi ha colpito è stato il fenomeno social che la situazione ha scatenato: uomini e donne del sud (cari amici, conoscenti, giornalisti) si sono sentiti offesi e si sono scagliati, a livello comunicativo, contro i giudizi di questi, presunti, uomini del nord. Non giudico le reazioni soprattutto in un momento di forte emotività come questo. Peraltro, qualcuno si è scusato palesando almeno un ragionevole pentimento. Non è bastato. Reazioni furiose e, direi, ripetitive si sono succedute dando importanza a chi, probabilmente, non ne avrebbe meritata.

Ora che sono passati alcuni giorni un concetto mi sento di esprimerlo. Non facciamo che un evento come questo porti con se il ricordo di diatribe e non la memoria di coscienze risvegliate.

Noi, gente del sud, non abbiamo bisogno di capire che siamo calorosi, accoglienti e, il più delle volte, efficienti. Non necessitiamo di qualcuno che, da ogni dove, ci riconosca le virtù di persone affabili con le quali è piacevole condividere del tempo. In altre parole, siamo stanchi della Puglia solo estiva fatta di spiagge, buon cibo e sole. Per meglio dire, siamo contenti di averla ma non ci accontentiamo più. Abbiamo il dovere di sollecitare un serio dibattito su un sud maggiormente vicino all’Europa, un sud con nuove infrastrutture, nuovi investimenti e, perché no, nuova mentalità.

Mentre vi scrivo sono su un treno che, partito alle ore 9.25 di sabato mattina da Firenze Santa Maria Novella, arriverà alle 11.00 a Milano. Ebbene si 95 minuti. Dal biglietto rilevo: “emissioni CO2 per questo viaggio 7,6 kg”; ”emissioni CO2 se avessi scelto l’auto 33 kg”. Le conclusioni tiratele voi.

Io vi lascio solo con una domanda. Stessa stazione di partenza, destinazione diversa: diciamo Bari. Quanto tempo sarebbe stato necessario? Quanta CO2?

Popolo del sud scriviamo questo su Facebook facciamo si che tutta l’opinione pubblica diventi sensibile a questi temi: privilegiamo l’azione all’indignazione. Solo in questo modo faremo onore ad una terra: la nostra. Una terra che resta, anche oggi, discussa quanto mai amata.

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