MARIO MONTI: a ogni stagione il suo personaggio
di Angela Grazia Arcuri
Aplomb britannico, emulo di nessuno. Il professore è nel mirino dell’opinione pubblica nostrana ed internazionale, tenuto sott’occhio dai mercati che ancora non intendono recepire i suoi segnali abbassando lo “spread”. Occorre forse il voto dei “mi piace” o “non mi piace” di Facebook per dargli un imprimatur? Sicuramente, il popolo dei social networks ha più voce di “Standard & Poor’s”.
Monti è un uomo simile a se stesso. Non gli interessa se qualcuno ha affiancato la sua immagine a un Forlani, definendolo cioè il “coniglio mannaro”. In Italia si procede così, a facili accostamenti, ad invitanti parallelismi che sciacquano tanto la bocca degli opinionisti. Ora, il professore della Bocconi, catapultato dalle sue cure intellettuali ad estrarre davvero il coniglio dal cilindro, si trova addosso tutti gli occhi puntati e qualche prurito sottopelle deve pur sentirselo, ad onta della sua imperturbabile “facies”. Resta simpatico, l’espressione bonaria, seriosa, di persona corretta e incorruttibile, una panacea per gli italiani che avevano bisogno di un personaggio come lui, affidabile.
Certe macchiette televisive accostano il professore a una specie di venusiano alla “Star Treck”. Ma è solo un’occasione di divertissement . In realta’, quel po’ di freddezza nordica , certa cadenza meccanica nella sua comunicazione gestuale….. lasciano un po’ così , come diceva la canzone di Lauzi : “ Con quella faccia un po’ così, con l’espressione un po’ così che abbiamo noi quando vediamo Genova…”. Noi Italiani sanguigni, passionali, scanzonati, pieni di verve, fantasiosi, ci piace “fare i ritratti”.
In realtà, il professore è timido. E gli deve costare molto essersi preso questa grossa patata bollente che lo vede esposto quotidianamente ai flashes. E’ un timido che ha dovuto tirar fuori le unghie se vuole salvarsi la faccia , se vuole portare il Paese fuori dall’impasse. Alle lacrime degli italiani coinvolti nella sua prima fase d’attacco seguirà la fase due. Ha detto ieri l’altro in un’intervista: “ Datemi una settimana e vedrete…”. Noi abbiamo già dato. Ora siamo curiosi di scoprire chi e come dovrà aprire i fazzoletti per tergersi le lacrime di sangue…
Per ora dice e non dice, si mantiene cauto e accattivante, chiosando una frase di J. F. Kennedy: “ Non chiederti soltanto cosa può fare il Paese per il cittadino, ma cosa può fare ogni cittadino per il suo Paese”. Se lo dovrebbe chiedere quella signora in ampio visone accompagnata dal suo yorkshire con cappottino in visone coordinato alla padrona , fotografati durante il blitz a Cortina d’Ampezzo. Anche qui da noi fa molto freddo.
10 gennaio 2012




