La farsa delle finte vendite che lo Stato fa a se stesso: burocrati o illusionisti?

La farsa delle finte vendite che lo Stato fa a se stesso: burocrati o illusionisti?

saccomanni-tesoroCi sarebbe da ridere, se non fosse la verità il fatto che i nostri politici spesso e volentieri assomigliano a dei bravi illusionisti, anzi talvolta li superano, facendo credere agli italiani cose che nella realtà sono ben diverse.
Era il 13 dicembre quando il ministro Saccomanni annunciò che entro la fine dell’anno si sarebbe provveduto a vendere degli immobili di proprietà del Demanio, per un valore di 525 milioni di euro.
In tempi di crisi, come quella che stiamo vivendo, recuperare prezioso denaro, per allungare la coperta troppo corta delle nostre finanze. Sarebbe stata un’ottima notizia, anche perchè molto spesso questi immobili producono solo spese passive per le casse dello stato e infatti l’operazione, sembrò come un successo di questo governo, come frutto delle capacità dell’uomo di Bankitalia prestato al governo Letta, che disse in merito: “questo avviene per la prima volta da tanto tempo”.
Invece la realtà è ben diversa e quindi non rappresenta affatto una novità per gli italiani che da troppo tempo vengono presi per il naso: “ No ministro Saccomanni, questo NON avviene per la prima volta, ma da tanto tempo, da troppo tempo che gli italianisiamo sono presi in giro e siamo stufi di manovre che sembrano profittevoli, mentre sono poi, ad analizzarle bene, sono solo paradossali.
Certo, perchè per effetto della Legge di Stabilità che ha deciso di vendere gli immobili del Demanio non ai privati ma alla Cassa Depositi e Prestiti, di proprietà del Tesoro per l’80%, lo Stato vende immobili di proprietà dello Stato allo Stato stesso. Sembra di sentire una battuta del Principe De Curtis in un film cult: “per andare dove dobbiamo andare, dov’è che dobbiano andare?”.
Ma Saccomanni non è il grande Totò, ma solo un tecnocrate, quindi perchè definire l’operazione una “privatizzazione sui generis” e soprattutto gli elettori italiani meritano di essere presi in giro?
Questi sono solo giochi di prestigio meritevoli da essere inseriti in grandi spettacoli di prestidigitazione, con l’interpretazione straordinaria dei “contabili di Stato”.
Qualcuno ha definito ciò, molto eufemisticamente, “ finanza creativa”, perchè simili escamotage mai sarebbero state consentite e giustificate in bilanci di privati, però arrivare a concepire e realizzare un’operazione in cui lo Stato si auto-rivende qualcosa, ebbene questo supera qualsiasi fantasia amministrativa e merita ninn certo il plauso, ma tutto il dissenso degli italiani onesti, di quelli che pagano le tasse e che credono ancora di avere una patria e la speranza di vedere un’Italia migliore.
Ma il diavolo, si dice, fa le pentole e non i coperchi, così quando qualche giorno fa i tecnici del Ministero e quelli di Cdp si sono trovati di fronte a un notaio per stipulare l’atto di cessione, si sono accorti che l’operazione non si poteva fare, perchè mancava un piccolo dettaglio nella legge e quindi non era consentito.
Secondo le normative già utilizzate per atti di alienazione del patrimonio pubblico, infatti non sono ripetibili, né applicabili a questo caso specifico e, in assenza di una legge, il ministro non avrebbe potuto fare il decreto di vendita. Quindi altro gioco di parole: tra le mille proroghe del Milleproroghe, nessuno aveva pensato a una proroga in più. Insomma una vera farsa all’italiana!Tocca constatare, tra l’altro, che dei superburocrati, strapagati con i soldi dei contribuenti, commettono errori da dilettanti. Ma come se tutto ciò non bastasse, udite udite, per la fretta di chiudere l’operazione e per tutelare la Cdp, nell’atto di acquisto sarebbe stata inserita una clausola di compensazione, per la quale, per effetto della quale, nel caso che i valori degli immobili acquistati risultassero inferiori alla cifra spesa, la Cdp avrà il diritto di ricevere altri cespiti fino alla copertura dell’importo speso.
Ma questo rasenta la follia pura, perchè è come se io comprassi un bene fissandone il prezzo con il mio venditore, poi, tempo dopo, se scopro che il valore del bene è inferiore al prezzo che ho pagato, chiedo al mio venditore di aggiungermi qualcos’altro.
Ma l’operazione beffa alla fine è stata fatta anche se ancora si ignora la lista degli immobili interessati e come sia sia trovata la soluzione. Su tutto vige l’assoluto top secret, ma qualche indiscrezione è trapelata, nonostante non a caso il tutto è stato orchestrato nei giorni di festa.
Si sa ad esempio che il contratto di vendita non supererebbe i 400 milioni di euro; ne mancherebbero quindi 125 rispetto a quelli preventivati.
La seconda è che il Demanio non è riuscito a trovare sufficienti immobili di gradimento a Cdp e pertanto si è dovuti ricorrere agli immobili degli Enti locali, come ad esempio una serie di caserme già cedute dal Ministero della Difesa ai comuni, come nel caso di Roma, la famosa Guido Reni, sede dell’Accademia di Polizia, la cui area verrà adibita in parte a zona museale e in parte residenziale. Su questa cessione, il sindaco Marino ha intenzione di annunciarlo come suo successo personale.
Ma il fine di tutto questo è che Cassa Depositi e Prestiti, tra i compiti della sua “gestione separata” ha quello di finanziare investimenti statali, attraverso la raccolta del risparmio postale.
Quindi concludendo, sta succedendo che per accontentare le richieste di Bruxelles, lo Stato vende i suoi immobili a se stesso, ma lo fa usando i soldi dei libretti postali dei cittadini correntisti.
Ma ci voleva Einstein per pensare una cosa simile…Roba da matti!!

Sebastiano Di Mauro
2 gennaio 2014

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