Caso Oxa: quando un varietà è più efficace dei talk show

Caso Oxa: quando un varietà è più efficace dei talk show

oxaTornatene a casa”. ”Resisti, non farti piegare”. Questi i commenti per niente disinteressati di alcune persone comuni, non verso un candidato politico, ma rivolti a un concorrente di uno show del sabato sera.

A chi fosse capitata l’occasione di dare un’occhiata alla nuova edizione di Ballando con le stelle, avrà notato che c’è solo un’unica novità, Anna Oxa. L’interprete più camaleontica della musica italiana, oltre che il programma, è riuscita a sconvolgere anche le ormai assopite abitudini del pubblico del Sabato sera. Chiamata da Milly Carlucci per smuovere le consuetudini stantie del famoso programma di ballo di Rai 1, la cantante di “E’ tutto un attimo” è riuscita nell’impresa. Sin dalla prima puntata la sua missione è stata quella di proporre balli non canonici spesso legati a un tema.

Come precisato dalla conduttrice, ognuno nel programma porta la sua storia e personalità, tutto legittimo allora, almeno nelle intenzioni. Di fatto vuoi per le difficoltà della cantante ad adeguarsi ai meccanismi standard del programma o per il demerito degli altri partecipanti di risultare altrettanto interessanti, la Oxa comincia a essere contestata. L’astio nei suoi confronti, sia all’interno del programma sia da casa diviene sempre più palpabile. Quando la discussione si accende, sui social network c’è un’esplosione di commenti, inglobando anche persone inizialmente ignare e disinteressate sul tema, riuscendo a fomentare più di tante altre vicende. Le polemiche televisivamente parlando, pur non essendo di per sé un male, sono ormai un vero e proprio format, ma questa in particolare catalizza un’attenzione non indifferente.

La causa è racchiusa nella destabilizzazione che la Oxa è riuscita a produrre, smontando con la propria personalità, la rigida impostazione del programma con il pretesto in questo caso di fare arte. La televisione è fatta anche di cose desuete, ma quando avviene nei programmi più importanti fanno da contorno, anche se vengono passate come scelte coraggiose. In questo caso grazie al carisma, o alla superbia che le viene rimproverata, queste forme di espressione, ritenute più o meno interessanti, riescono ad avere risalto. Il punto che si pone è se è legittimata a farlo. E’ giusto portare qualcosa oltre il già visto, in programmi che non hanno la pretesa di toccare chissà quali temi, ma solo di intrattenere? Quando non si sa come comportarsi con qualcosa d’inusuale, si cerca di stroncarlo, di certo la Oxa sa che un conto è farlo in un contesto di nicchia, composto da un pubblico numericamente ristretto, ed un altro è darlo in pasto ad una platea in cerca di qualcosa di rilassante, ma allo stesso tempo molto più cospicua. Ballando con le stelle è uno dei classici programmi d’intrattenimento e prevedibilmente spiazza vedere partecipare qualcuno con la propria filosofia e modo di porsi.

Del resto per trovare nuova giovinezza questi programmi hanno bisogno di un momento di rottura, prima di poter tornare alla loro vera natura, per questo qualcosa di diverso anche agli aficionados più intransigenti non può fare poi così male. Anche queste sono piccole rivoluzioni, che possiamo far finta di non cogliere, volendo considerare la televisione come un elettrodomestico, ma che incidono per il loro essere alla portata di tutti, prima di ripresentarsi sotto altre spoglie, forse più digeribili. Anche perché in questo caso non si sta discutendo l’idea in sé, ma la superbia e l’arroganza di chi la porta, sottovalutando la novità presentata, che senza tanta sfrontatezza sarebbe televisivamente innocua, di fatti si rivela quasi necessaria. Questo è anche il metro di giudizio con cui scegliamo i nostri politici, amici, avversari, non per quello che sono ma per cosa rappresentano. Di sicuro la Oxa è riuscita a portare più contenuti di un qualsivoglia talk show, che sono ancora più inadatti nel soffermarsi sulle questioni, prediligendo il solito ballo dialettico tra parti, forzatamente, opposte. Di fatti la politica ormai si è adeguata alla tv parlando di sé e delle sue regole in terza persona, producendo tifosi più che elettori.

Qui invece al di là dei temi che sono cari alla Oxa e possono interessare o meno ,è principalmente l’intenzione ad essere interessante, in cui è la tv ad adeguarsi al contenuto, per quanto questo possa essere voluto. Ovviamente senza la pretesa che il programma sfrutti al meglio l’occasione, preferendo invece la polemica fine a se stessa, ma compatibile con la trasmissione, assecondando prima la Oxa per farla partecipare, per poi rinnegarla. Alla fine dei risvolti conflittuali resta molto poco, anche se solitamente sono gli aspetti prediletti, anche per assecondare il bisogno di saccenza e banalità in qualsiasi contesto, quasi legittimati dai social network sotto forma di libertà di espressione, dimostrando come a volte conta più come vengono percepite che capite le faccende. La polemica è sempre un compromesso per digerire la diversità, che è tollerata fin quando si attiene alle concessioni della cosiddetta maggioranza. “Noi dobbiamo fare della minoranza la maggioranza” esclama con convinzione la Oxa, che nel bene e nel male sa fare ancora spettacolo, e tra infortuni e polemiche solleva attesa ed interesse. Il sasso da lei lanciato, sarà riuscito a rompere lo schermo o perlomeno a scheggiarlo? Tra un ballo e l’altro lo scopriremo.

Matteo Mizzoni
12 novembre 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook