“Notte dei ricercatori” con sorpresa. Tagliate le borse ai dottorati

di Mirko Tomasino

Doveva essere un momento ricreativo che lasciasse spazio alla fantasia e al genio degli studiosi catanesi. Non è stato così, in quanto, la “Notte dei Ricercatori”, rassegna universitaria che si tiene nel nostro Paese da qualche anno a questa parte, è divenuta momento per rilanciare qualche “diktat”, ormai divenuto abituale, da parte dell’Ateneo catanese.

Secondo quanto riportano i ben informati, da quest’anno accademico  le borse di studio concesse ai vincitori del dottorato di ricerca verranno sospese.

Ciò significa che, il bando di selezione verrà avviato regolarmente ma i vincitori non otterranno alcun compenso nei tre anni di collaborazione previsti con l’Università.

I motivi per cui si è deciso di tagliare sul tagliato sono i soliti problemi economici che accusa l’Università etnea già da qualche lustro.

 

La questione economica che teneva in vita il sogno di molti studenti di accedere ai tanto anelati dottorati di ricerca, sarà sostenuta – qualora sia possibile – da enti privati o aziende che finanzieranno un determinato progetto che sarà scelto dai soggetti predetti senza chiamare in causa il sistema universitario.

Tutto ciò partorirà un meccanismo in cui le aziende e gli enti privati decideranno come, quando e in che termini finanziare un progetto senza che l’Università abbia voce in capitolo.

Ci avviamo, come si presagiva già tre anni addietro, a quella trasformazione degli atenei in fondazioni private, con tanto di stravolgimenti a carico.

“Notte dei ricercatori? buio per i dottorati”, slogan del Movimento studentesco etneo presente alla rassegna sembra essere il riassunto più significativo ed emblematico di questa pericolosa deriva.

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