Un abbraccio grande come il mondo. A Milano dal 7 al 9 ottobre

Un abbraccio grande come il mondo. A Milano dal 7 al 9 ottobre

Forse vi ricorderete che alcuni mesi fa nell’articolo relativo ai “20 consigli per una salute radiosa”, ho accennato che prima o poi avrei raccontato la mia esperienza in un Ashram avvenuta nella patria universale ed indiscussa della spiritualità: l’India. Sono una 27enne con la passione per i viaggi. Ho trascorso così gli ultimi 3 anni della mia vita post-laurea-bolognese, in giro per il mondo, facendo esperienza di una vita “non ordinaria”, o come spesso mi son sentita dire “vivendo il sogno”.

Questa mia ricerca frenetica di un qualcosa di indefinito, forse nata dalla necessità di capire cosa c’è dietro le quinte, cosa siamo, da dove veniamo, quale è la nostra missione, mi ha portata lo scorso dicembre a voler cercare la risposta ai miei quesiti, e forse anche me stessa, proprio in India. E così, per ciò che credevo fosse solo una coincidenza, mi ritrovo in questo Ashram a Vallikavu, in una sottile lingua di terra tra l’Oceano e i canali delle Backwaters, nello stato del Kerala, India del sud. Sono rimasta lì fino ad esaurimento scorte, o denaro qualsivoglia: 33 giorni che hanno cambiato probabilmente il corso della mia intera vita. E come? Con un abbraccio. Un abbraccio grande come il mondo. L’ abbraccio di Amma.
Chi è Amma? Molte sono le definizioni che le sono state attribuite: guida spirituale, avatar (incarnazione di una divinità), mahatma (grande anima) stessa definizione attribuita a Gandhi peraltro, madre di beatitudine universale, santa dell’abbraccio, benefattrice dell’umanità…c’è una lista lunga di etichette attaccate addosso a quel corpicino minuto e corpulento di bianco vestito. Eppure il suo darshan (letteralmente “guardare un santo”, più specificatamente si intende la benedizione che viene da esso) è qualcosa di veramente inspiegabile a parole: a molti ha cambiato la vita; altri hanno trovato conforto alle loro sofferenze; altri ancora, pur riconoscendo di essere in presenza di una persona molto speciale, non hanno percepito quell’energia travolgente avvertita dai più..insomma Amma ha un effetto unico che cambia da individuo ad individuo, e non è certamente possibile prevedere quale sia quello che avverrà su di noi una volta che ci troveremo tra le sue braccia.
Prima di incontrarla, personalmente ero un po’ scettica sulla religione e su tutto il sistema che c’è alle spalle, essenzialmente perchè a monte vedevo molte parole e poche buone azioni concrete. Trovandomi così disillusa anche nei confronti di un eventuale Dio, molto spesso arrivavo a dubitarne persino l’esistenza. Diciamo che ero molto confusa sull’argomento e preferivo comunque non parlarne. Una volta conosciuta questa donnina indiana che ha dedicato tutta la sua esistenza ad aiutare gli altri, non ne ho avuto però più il minimo dubbio. La purezza d’animo e di amore, fino ad allora assaporata solo in maniera precaria e temporanea, sul quale avevo a lungo fantasticato sin da bambina, esisteva: tutto ciò che credevo fosse solo un’utopia prendeva finalmente forma. La mia esperienza è stata indubbiamente illuminante e mi ha permesso di venire a contatto con delle parti di me che non sapevo neanche di avere.
Se dovessi racchiudere in un sol pensiero il mio incontro con Amma, chiamata anche Mata AmritanandaMayi, direi che mi ha fatto riscoprire me stessa a partire da me, eliminando le tendenze prettamente individualistiche da ultima generazione. Mi ha fatto comprendere che senza gli altri io non esisto perchè siamo tutti meravigliosamente connessi in questo mondo, e purtroppo non ci rendiamo conto che far del male al prossimo è come farlo a noi stessi, e che prima o poi quel che si semina si raccoglie. Un abbraccio ha fatto tutto ciò, non altro che rispolverare qualcosa che era solo assopito in verità, che è parte integrante della vera natura umana, e che prescinde da etichette che tendono invece a delimitare qualcosa di indefinito e di assoluto. Dopo quell’incontro sono diventata una persona migliore credo, o perlomeno che tende a migliorarsi sempre di più e che vuole aiutare il prossimo a soffrire sempre di meno. Questa è la mia personalissima esperienza, veramente unica e speciale e sono qui per condividerla, sia perchè spero di dare maggiore consapevolezza circa l’esistenza di un qualcosa di diverso rispetto alle regole canoniche e agli schemi a cui siamo abituati, sia perchè Amma sarà in Italia questo fine settimana.
Lei, che ha abbracciato più di 30 milioni di persone nel corso della sua vita e che fa continuamente il giro del mondo aumentando ogni volta il numero dei suoi devoti, sarà al Palasesto di Sesto San Giovanni (MI) dal 7 al 9 ottobre, disponibilissima ad accogliere tra le sue braccia tutti coloro che desiderano incontrarla. Bisogna solo prendere un biglietto gratuito, il Token, ed attendere pazientemente il proprio turno in fila. Si mangerà cibo indiano ed italiano, si canterà con la Madre i bhajans (canti devozionali), si potranno acquistare libri, gadget ed oggetti di ogni genere, dai preziosi rimedi ayurvedici, ai diari con la foto di Amma, consultare un astrologo o un dottore ayurveda, partecipare a laboratori creativi di riciclo e tanto altro. Il tutto sarà allestito ad arte e con amore dai volontari, e si avrà così l’opportunità di vedere una spaccato di vita dell’Ashram, così meravigliosamente diverso da ciò a cui siamo solitamente abituati.
Si potrà anche capire meglio l’immensa macchina umanitaria chiamata MAM (Mata AmritanandaMayi Math), che da decenni ormai è all’opera per aiutare concretamente e dare nuove possibilità di sviluppo a chi ne ha più bisogno, senza distinzioni di casta, stato sociale o religione. Posso dire di essere stata una delle prime a storcere il naso di fronte a tutto ciò, poiché da eterna razionalista quale pensavo di essere, ero completamente sfiduciata dall’odierna società “dell’affarismo”, e credevo pertanto che dietro organizzazioni di questo tipo ci fosse sempre qualcuno pronto ad accaparrarsi denaro indebitamente, e a sottrarlo di conseguenza ai legittimi destinatari. Ma con Amma si può stare tranquilli poichè ogni centesimo ricevuto dall’organizzazione è dedicato alla costruzione di case per i senzatetto o ad ospedali che curano gratuitamente gli svantaggiati, o per sfamare i poveri in più zone del mondo, per dare un’istruzione più che decente a migliaia di bambini, e ancora per proteggere e migliorare l’ambiente che ci circonda. Ha aiutato anche popolazioni distrutte da calamità naturali, sia in Usa con l’uragano Katrina, sia recentemente, con la donazione di un milione di dollari al Giappone, sconvolto dallo tsunami l’11 marzo scorso.
A tal proposito il MAM nel 2005 ha anche ricevuto il riconoscimento da parte dell’ONU quale Consulente Economico e Sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC) per l’incredibile lavoro di soccorso avvenuto a seguito dell’altro tsunami che ha colpito l’Asia nel dicembre 2004: un disegno di ricostruzione totale costato ben 23 milioni di dollari, volto a sostenere non solo economicamente, ma anche psicologicamente con progetti ad ampio spettro e durata, intere popolazioni allora devastate dalla forza della natura. Ed ho solo accennato le ormai inquantificabili opere di bene che provengono dall’amore di Amma e dal lavoro dei suoi devoti. A tal proposito vorrei riportare una curiosità circa i devoti: chi vive e lavora nell’ Ashram ormai da anni oltre a non percepire né uno stipendio, né un rimborso spese, è anche tenuto a pagare la quota giornaliera di 200 rupie, all’incirca 3 euro e mezzo, come ogni altro visitatore di passaggio. Questo proprio a dimostrazione del fatto che agli occhi della Madre siamo tutti uguali, senza alcuna discriminazione, nè raccomandazione di nessun tipo. Tutti dovrebbero partecipare al servizio e al lavoro disinteressato, detto “seva”, perché secondo Amma fare del bene ci rende liberi.
E qualora fosse possibile si potrebbero fare delle donazioni per favorire e supportare le innumerevoli attività di una delle più grandi benefattrici dell’ultimo secolo. Le informazioni relative a tutto ciò, e all’incontro che ci sarà’ da domani 7, sono disponibili sul sito di Amma Italia.
Concludo con le parole usate da Jane Goodall, primatologa, antropologa e Messaggero ONU per la pace, per descrivere Amma: ” Io credo che qui di fronte a noi, ci sia l’Amore di Dio in un corpo umano”.
Provare per credere.

 

di Pamela Alfonsi

 

6 ottobre 2011

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook