La “nostra” bella Italia.. diario di un’emigrata

La “nostra” bella Italia.. diario di un’emigrata

londraSette mesi fa ho deciso di trasferirmi a Londra ed ora voglio raccontarvi di questa avventura, perchè ritengo può servire per coloro che vogliono partire o per dare una conferma a chi mai vorrebbe abbandonare la nostra bella Italia.

Ora fuori piove e io rifletto sul perché e per come io abbia cambiato la mia vita, ma a distanza di sette mesi scopro che sono cambiata io, non la mia vita … questo è già un traguardo immagino .

Per chi sta decidendo di per partire dicendo: “tutto sarà migliore all’estero”, beh, io rivaluterei la faccenda .. ma analizziamo i pro ed i contro di questa splendida città in cui vivo: Londra .

Londra è magica, bella oltre ogni aspettativa puoi fare e vedere tutto, una megalopoli stupenda, conosci gente da tutto il mondo, dal cibo alla vita sembra di essere proiettati nel futuro: tutto corre, tutto cambia

Ma Londra è cara, se il tuo salario è al di sotto dei mille pound difficilmente riuscirai a mantenerti: affitto ( +non inferiore a 400 pound per una stanza singola), cibo, trasporti.. (l’abbonamento zona ¼ attualmente è 43 sterline settimanali); Londra è una città difficile, troppo grande per “incentivare” i rapporti sociali, tutto corre, non si può fermare.

In questi 7 mesi di permanenza ho imparato che: il sistema sanitario inglese è gratuito ma i medici cercano di non farti fare troppe analisi “sperando in una ipotetica guarigione”, si lo stato inglese offre benefit ed incentivi ma sono davvero irrisori. E’ anche vero che uno stipendio medio è più alto rispetto all’Italia, ma Londra è cara il triplo di una semplice città Italiana.

Ho imparato a dire Sorry in ogni frase, e allo stesso tempo so che a volte, utilizzando quel “caro” Sorry, gli inglesi possono essere molto cattivi; a chi sta partendo gridando la mitica frase: “l’Italia non ha futuro, vado e mollo tutto”, consiglierei vivamente di valutare in modo diverso la partenza.

Prima di tutto: non partite senza un buon inglese, dovete saperlo e per saperlo intendo capire tutto o quasi.Un discorso di mezz’ora fatto da un vecchietto inglese in un autobus: riuscireste a capirlo? se la risposta è no allora studiate, fate dei corsi, vedete film in lingua ma non venite sprovveduti.

Bisogna avere almeno una base economica sui 4000 euro per trovare una stanzetta modesta, e dare deposito e mensilità, tutto si aggira intorno ai mille pound; armatevi di tanta pazienza e voglia di lavorare: cameriere, receptionist, lavapiatti tutto per incominciare …

La storia è diversa per chi ha già un lavoro qui, sicuramente le aziende inglesi offrono molto a livello economico, ma qui non è la “nostra” Italia, per un ritardo ti mandano felicemente il P45 ovvero la lettera di licenziamento.

I nostri diritti qui sono un po’ più circoscritti, e alcuni affermano che proprio una rigidità maggiore è la forza del governo britannico… si sa l’Italia anche qui è vista come “ il Paese dei Balocchi”.

Eppure dall’alto e dal basso dei nostri problemi io qui sono orgogliosa di essere italiana, tutto parla di noi all’estero: dal vino al cibo, dall’abbigliamento alla storia, alla cultura, alla nostra gioia di vivere e di quel modo un po’ urlato di dialogare, come direbbero gli inglesi poco “polite”..

A chi non ha nulla da perdere e molto spirito di avventura consiglio di partire, ma davvero prima di mollare tutto soffermatevi per un secondo a pensare a quanto si possa rinunciare ad una giornata di sole, agli amici veri d’infanzia, o alla sicurezza della propria lingua, della propria cultura, delle proprie abitudini che credetemi non è cosa da poco.

Fuori continua a piovere e mi chiedo se qui, in una città così grande e cara potrò mai permettermi, una casa tutta per me senza dover dividere bagno e stoviglie con gente estranea; ma ciononostante resta l’esperienza più importante della mia vita

A chi parte ed a chi resta vorrei dire che siamo fortunati: l’Italia ha sicuramente tanti problemi ma anche tante qualità e questa esperienza un po’ mi ha insegnato a capire il vero significato del nostro modo di dire… “tutto il mondo è paese!”

Lucia Ladiso
25 ottobre 2013

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