La piccola Nada e la lotta contro i matrimoni forzati

La piccola Nada e la lotta contro i matrimoni forzati

L’infanzia è la parte più bella della vita di ogni uno di noi. L’innocenza e la spensieratezza che contraddistinguono quegli anni contribuiscono a lasciare nel tempo un ricordo meraviglioso. Spesso però questi anni vengono letteralmente rubati a molti bambini. Un vero e proprio attentato ai diritti dell’uomo. E’ quello che pensa anche l’undicenne Nada che fa prova di una maturità sconcertante mentre s’indirizza alla telecamera rivolgendosi a lei in maniera determinata. Le sue parole sono come una doccia fredda: “Sposatemi per forza ed io mi ucciderò!”.

Nel video la piccola Nada Al Adhal espone in maniera cruda i pensieri di una bambina che non ci sta a subire una delle condizioni che la sua cultura riserva alle donne. “E’ vero che ho lasciato la mia famiglia ! Non potevo più vivere con loro. Voglio vivere con mio zio. Cosa resta dell’innocenza dell’infanzia ? Cosa fanno di male i bambini ? Perché dovete fargli fare matrimoni forzati ?”, si chiede la piccola in fuga dai genitori e dal peso della previsione di un matrimonio forzato.

Il sito libanese NOW rivela che Nada è una degli otto bambini di una famiglia modesta. Suo zio, meccanico e tecnico per un canale televisivo, ha deciso di prendersi cura di lei da quando ha tre anni. E’ quindi cresciuta in un ambiente idoneo a una bambina della sua età. E’ andata a scuola, ha imparato l’inglese, ha la sua pagina Facebook e partecipava a commedie musicali. Un giorno però la sua giovane vita subisce una battuta d’arresto. Un uomo è venuto a chiedere la sua mano ai genitori. Questo cittadino yemenita, espatriato in Arabia Saudita non si curava minimamente dell’età della bambina. I genitori erano accecati dagli interessi procurati dalla transazione offerta da questo ricco individuo che abitava all’estero.

Venuto a conoscenza del fatto, lo zio è entrato nel panico. Ha contattato il futuro marito riuscendo a persuaderlo di abbandonare i suoi progetti. I genitori di Nada si sono espressi come delusi da questa scelta. Tuttavia i genitori decisero di riprendersi la figlia. Ma l’ambiente in cui Nada viveva gli era ostile non si sentiva protetta e decise così di raggiungere di nuovo lo zio senza sapere se poteva accoglierla di nuovo. Ma la decisione dei genitori di proporre la figlia per un altro matrimonio combinato hanno convinto lo zio a tenere la piccola sotto la sua ala protettiva. Entrambi si sono recati presso il dipartimento della protezione famigliare del ministro degli Interni per deporre i fatti. Il caso, dopo che il padre ha presentato le sue scuse, è stato semplicemente archiviato.

La bambina e suo zio hanno dunque deciso di diffondere un messaggio video, a tutti i genitori intenzionati a sposare i loro figli in matrimoni forzati.

E’ vero che ho lasciato la mia famiglia. Non ne potevo più di vivere con loro. Voglio vivere con mio zio. Cosa resta dell’innocenza dell’infanzia ? Perché sposarli con matrimoni forzati. Sto cercando di risolvere i miei problemi ma molti bambini non possono farlo. Ci sono molti casi. Sono solo bambini. Non hanno il tempo per studiare. Non è colpa nostra. Alcuni bambini decidono di gettarsi nel mare. Sono morti ora. Non è normale questo per i bambini innocenti. E’ meglio vivere con mio zio piuttosto che vivere con questa gente. Hanno minacciato di uccidermi se andavo da mio zio. Che razza di genitori minaccia così un figlio ? Sareste contenti di sposarmi contro la mia volontà ? Fatelo ! Mi ucciderò. Non ritornerò con loro. Hanno distrutto i nostri sogni. Non è questa l’educazione. E’ un crimine ! Semplicemente un crimine ! Mia zia aveva 14 anni. E’ rimasta un anno con suo marito e poi si è data fuoco. Vi rende felici sposarmi contro la mia volontà ? Avete distrutto i miei sogni !”.

Oggi Nada ha trovato rifugio presso l’Unione delle donne yemenite. “Ho chiesto ai suoi genitori di firmare un attestato che certifichi che non la sposeranno per forza”, ha dichiarato Ramzia al-Eriyani Presidente dell’Unione. “Suo padre ha accettato ma sua madre continua a rifiutare. Ha detto che Nada è sua figlia e che può fare di lei ciò che vuole”. La piccola continuerà a essere ospitata presso l’Unione delle donne yemenite finché la madre si rifiuta di firmare il certificato.

Nel mondo ci sono molte Nada. Nel 2011, un progetto esaminato in Parlamento, che avrebbe fissato l’età minima dei matrimoni a 17 anni, è stato abbandonato. Gli islamici e i conservatori si oppongono a qualsiasi provvedimento di legge con questi termini. L’Unione si è tuttavia espressa fiduciosa sulla possibilità che una simile legge sia quanto prima promulgata.

Ecco il video presente su youtube:

 

Manuel Giannantonio 
(Twitter @ManuManuelg85)
(Blog: http://postmanuelg85.blogspot.it)

 26 luglio 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook