Al MAXXI “Quarantaquattro gatti” di Ferdinando Scianna
Venerdì 13 marzo alle 18.30 Ferdinando Scianna, maestro della fotografia e primo italiano a entrare nella prestigiosa agenzia Magnum Photos, celebre per i suoi reportage sociali, le personalissime e inconfondibili foto di moda, gli intensi e profondi ritratti e il racconto per immagini della sua Sicilia, incontra il pubblico del MAXXI (Sala Carlo Scarpa, ingresso libero fino a esaurimento posti)
Introdotto da Maria Emanuela Bruni, Presidente della Fondazione MAXXI, Scianna dialogherà con Antonio Gnoli, scrittore e giornalista.
L’occasione è il volume Quarantaquattro gatti. Omaggio fotografico in forma di canzoncina (Edizioni Henry Beyle, 64 pagine, 75 euro), in cui il maestro nato a Bagheria e cittadino del mondo, ripercorre la sua lunga e vivacissima carriera attraverso i ritratti di quarantaquattro gatti incontrati in giro per il mondo.
E così, insieme ai ritratti di scrittori, intellettuali e protagonisti del cinema, dello spettacolo e della moda (tra cui Leonardo Sciascia, amico di una vita, Jorge Luis Borges, Milan Kundera, Gabriel Garcia Màrquez , Martin Scorsese, Paolo Sorrentino e Toni Servillo, Isabelle Huppert ed Emmanuelle Béart, la modella Marpessa Hennink e moltissimi altri), nel corso di sessant’anni di lavoro, viaggi e camera oscura Scianna ha virato il suo obiettivo anche sulla popolazione felina presente in ogni angolo del mondo, con sguardo profondo, acuto e curioso.
L’evento inaugura l’inedita e speciale esibizione di una parte delle fotografie presenti nel libro, allestite fino al 15 marzo nel Foyer della sala Carlo Scarpa.
“Ho sempre molto fotografato gli animali, inevitabilmente – scrive Scianna all’inizio del libro. – Al mio paese, quando ero ancora in Sicilia, c’erano forse più animali che persone, come in tutti i paesi contadini”.
Nel libro, ogni ritratto diventa lo specchio di un luogo, ne cattura e ne incarna lo spirito. Scopriamo allora uno dei gatti di Bagheria che osserva distaccato, appollaiato sul tronco di un fico d’India, mentre un altro dei felini ritratti in Sicilia sbircia guardingo da dietro una tenda; uno dei gatti immortalati a Milano affiora dalla borsa di un passante frettoloso, mentre quello di New York languisce accovacciato davanti alla finestra.
Ispirato dai celebri versi del brano presentato allo Zecchino d’oro nel 1968, il libro, insolito e prezioso, è «omaggio fotografico in forma di canzoncina» all’animale più amato, accompagnato da un breve testo di Leonardo Sciascia, dedicato alla memoria di un ardimentoso gatto di campagna che, tra alterne vicende, desiderava farsi cane.




