Finding Paradise – Recensione

Finding Paradise – Recensione

FINDING PARADISE

Premetto che non è per niente facile parlare di un’esperienza videoludica così incredibile, un sali e scendi di emozioni fino ad arrivare ad una fine che ti ammazza il respiro, ma andiamo in ordine.

Tu sei sia Neil che Eva, due dottori che si occupano di entrare nel cervello delle persone e di modificargli i ricordi in modo che questi possano non rimpiangere niente dalla vita, insomma fanno vivere dei veri e propri sogni.

Questo paziente in particolare però darà non pochi problemi.

Finding Paradise è il Sequel di To The Moon, altro titolo in cui i protagonisti sono sempre gli stessi ma ovviamente con pazienti diversi.

Gli sviluppatori saranno riusciti a replicare il successo del precedente titolo? Scopriamolo assieme.

Semplice ma essenziale

Il Gameplay di questo Finding Paradise è sostanzialmente lo stesso di To The Moon, praticamente abbiamo la visuale dall’alto con i personaggi stile pixel.

Ci sono le freccette direzionali che vengono usate per muovere il personaggio e il tasto Enter per interagire con le persone e le cose.

Neil e Eva vagano nel ricordo e per sbloccare quello successivo devono trovare tutti i collegamenti, quindi ogni ricordo ha un preciso oggetto che fa da ponte.

A differenza del precedente capitolo abbiamo qualche Mini Boss, che non vi farà preoccupare più di tanto per la difficoltà, ma ovviamente il gioco non si basa su questo quindi va bene così.

Musiche da oscar

Avete presente quando una canzone ti fa venire la pelle d’oca? Ecco, questa è la Soundtrack totale di Finding Paradise, soprattutto nei momenti importanti.

I compositori hanno fatto un lavoro incredibile, anche perché in giochi come questi l’esperienza uditiva è molto importante per far entrare il giocatore nel mondo di gioco.

Rimpianti

Ecco, ampliamo il discorso fatto in precedenza sulla trama. La storia di questo titolo è molto semplice ma anche tanto significativa.

Eva e Neil si trovano davanti un paziente complicato che fa capire in codice quale è il suo rimpianto, tanto che i nostri protagonisti non capiranno subito.

Più che un rimpianto si tratta di un ultimo desiderio che ha e vi assicuro che questo vi farà piangere a dirotto.

Da piccolo Colin (Il paziente) era solo ma un giorno incontrò la ragazza che gli avrebbe cambiato la vita, questa si chiamava Faye.

Ma un giorno dovette sparire per motivi di trama che non vi possiamo svelare e Colin incontra Sofia (Sua moglie) e vivono la vita insieme fino alla fine.

Ecco, tutto potrebbe essere semplice fino a qua ma mai farsi illudere da questi geniali sviluppatori che sono riusciti a mettere dei colpi di scena veramente ben fatti e da rimanere a bocca aperta.

Il gioco ci fa vivere appieno la solitudine di Colin e il suo dover sognare per sopravvivere in un mondo che lo distrugge.

Tratta temi che sembrano banali, ma li tratta in un modo raffinato, tanto da far venire le lacrime agli occhi, soprattutto verso il finale.

Il confronto

Reputo To The Moon leggermente migliori di Finding Paradise solamente per alcune cose che magari non ci stanno proprio benissimo.

A livello di storia siamo sempre a eccellenti livelli qualitativi.

Noi della redazione possiamo dire con certezza che questo secondo capitolo ha mantenuto le premesse iniziali e che anzi, siamo molto ansiosi di vedere il terzo capitolo come si comporterà (lo annunciano nel finale).

Infine volevamo ringraziare la casa di sviluppo che ci ha permesso di ricevere la Key e di poterlo recensire e giocare.

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