Da ieri a oggi #3 – FIFA

Da ieri a oggi #3 – FIFA

Venticinque anni, un quarto di secolo da quando il primo FIFA ha fatto capolino sugli scaffali dei negozi e nelle case dei videogiocatori di tutto il mondo. Da allora, il titolo si è sviluppato in uno straordinario crescendo di popolarità, intervallato solamente da un duro momento di crisi dovuto ad un eccessivo autocompiacimento. Ma partiamo dal principio…

Gli inizi

Siamo nel 1993, nella sede centrale della EA Sports di Redwood city. L’azienda americana, dopo un iniziale scetticismo, riesce a raggiungere un accordo con la FIFA, che acconsente a vendere il proprio marchio per una cifra tutto sommato modica. Nasce FIFA International Soccer, il primo FIFA della storia. Grazie ad una sorprendente giocabilità e a particolari effetti visivi e sonori, quali cori e presentazioni stile Tv, FIFA diventa subito un must. Le copie cominciano a vendersi in misura considerevole per le piattaforme SEGA, Nintendo, 3DO e PC, nonostante qualche bug di troppo (si poteva approfittare del rinvio del portiere) e licenze limitate praticamente al titolo del gioco (i nomi dei giocatori erano totalmente inventati). La copertina raffigurante David Platt e il portiere irlandese Pat Bonner diventa, in poco tempo, riconoscibile in ogni dove.

La svolta

Passano gli anni, si susseguono i miglioramenti tecnici, si arriva alla svolta: FIFA 97. Sebbene fosse stata l’edizione precedente a sfruttare pionieristicamente un motore grafico 3D in tempo reale e ad includere i nomi autentici dei calciatori, ci si ricorda di FIFA 97 (e del suo divertentissimo campo indoor), per diffusione e impatto visivo, come pietra miliare della serie. Fu in tale edizione ad essere utilizzata per la prima volta la motion capture, strumento per simulare al meglio i movimenti del corpo dei calciatori e riprodurli fedelmente.
Il successo di FIFA 97 è confermato poi da FIFA Road to World Cup 98 (primo della saga ad avere la modalità online) e dal mitico FIFA 99. Ore e ore trascorse a simulare stagioni intere, modificare rose e acquistare giocatori alla ricerca della squadra perfetta, sempre accompagnati dalle voci di Giacomo Bulgarelli e Massimo Caputi. Dal punto di vista tecnico si vedevano dei passi da gigante verso quel realismo raggiunto quasi integralmente con le versioni più recenti. Una vera e propria rivoluzione grafica, che in pochi anni ha trasformato un videogioco arcade in una simulazione che, per l’epoca, rasentava l’incredibile.

La crisi e la rinascita

FIFA comincia così a vivere di rendita, crogiolandosi nel successo raggiunto e nel monopolio di fatto conquistato nelle vendite. Grazie al suo indiscusso dominio nel settore, FIFA poteva permettersi di presentare delle semplici edizioni rinnovate, con rose aggiornate e lievi implementazioni grafiche, senza significativi miglioramenti nel sistema di gioco. Una situazione che, di fatto imponeva, stili di gioco fissi e situazioni statiche. Un autocompiacimento che si rivela ben presto foriero di malesorti. Pro Evolution Soccer, con la sua straordinaria giocabilità, infatti, sfrutta il terreno fertile e comincia a prendere piede in maniera invasiva fra i giovani, grazie alla sua maggior accuratezza per l’aspetto grafico e per i dettagli tattici, a cui però si contrapponeva il numero esiguo di licenze e l’aria “non ufficiale” del titolo. Nonostante il tentativo di FIFA 2004 di acquisire il mondo dei videogiocatori di titoli manageriali con nuove modalità e numerose opzioni di gestione delle società calcistiche, PES riesce a dare filo da torcere al titolo della EA Sports per buona parte degli anni ’00 e fino ad inizio decennio.
Una lotta a colpi di scivolate e tacchettate, risoltasi solamente negli ultimi anni a vantaggio di un FIFA rinnovato e rigenerato da una nuova mentalità, maggiormente orientata al divertimento e alla ricerca di soluzioni tattiche personalizzate. Un cambiamento necessario che ha portato il titolo ad integrare ufficialità a giocabilità, imprevedibilità a managerialità, bellezza a divertimento. In poche parole: FIFA è diventato completo. Come non mai.

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