Wolfenstein: The New Order, diletto e riflessione in una storia capovolta

Wolfenstein: The New Order, diletto e riflessione in una storia capovolta

Semplicemente un gioco ben riuscito. Wolfenstein: The New Order, shooter in prima persona di genere fantastorico-horror, sviluppato da MachineGames e pubblicato da Bethesda Softworks, è un mix ben amalgamato di gameplay “vecchia scuola”, elementi moderni, trama affascinante e perfetta longevità. Un titolo che, più di altri molto più sponsorizzati, risulta capace di offrire un’esperienza videoludica completa. Il giocatore, ai titoli di coda, non sarà solo piacevolmente divertito e soddisfatto, ma resterà anche immerso in una profonda riflessione su ciò che la realtà attuale sarebbe potuta essere se il corso della storia avesse preso una piega differente.

wolfenstein_the_new_order_brutal_video_gameplay_02Trama intrigante e per nulla scontata

Siamo nel 1946. William J. Blazkowicz, agente e soldato americano, si sveglia su un aereo della sua unità nel Mar Baltico, diretto verso la Polonia. L’obiettivo della missione è quello di individuare e uccidere Wilhelm Strasse (alias Deathshead), mente dell’avanzamento tecnologico della macchina bellica nazista che sta per conquistare il dominio dell’Europa e del mondo. Il tentativo è però un fallimento: il generale nazista cattura Blazkowicz e i suoi compagni di squadra, costringendoli ad un tentativo di fuga dal quale il protagonista esce in stato vegetativo. Egli viene salvato da Anya, un’infermiera polacca, che lo porta in un manicomio dove trascorre i successivi quattordici anni in uno stato di coma. Al momento del risveglio, nel 1960, Blazkowicz si trova davanti un mondo completamente stravolto e trasformato dal regime nazista, che grazie proprio alle tecnologie innovative create dal generale Deathshead era riuscito a vincere la seconda guerra mondiale. Blazkowicz, comunque, non si dà per battuto e insieme ad Anya comincia una campagna per riorganizzare quel minimo di resistenza che ancora rimane.2529156-trailer_wolfenstein_risingsun_20140515

Mix di vecchio e moderno

Al di là della trama intrigante, ciò che emerge prepotente è come gli sviluppatori di MachineGames siano riusciti a realizzare un gioco che risulta un perfetto miscuglio di meccaniche “old school” e nuove funzionalità. Un esempio?  La (quasi totale) mancanza di rigenerazione della vita che si unisce ad armature con meccaniche presenti negli shooter moderni e alla possibilità di un utilizzo innovativo delle coperture. Unico elemento moderno non trapiantato in maniera sapiente nel complesso di gioco è l’intelligenza artificiale non particolarmente sviluppata, che risulta comunque in linea con quella utilizzata da molti titoli recenti. D’altronde Wolfenstein aveva un compito molto difficile, quello di riuscire a farsi apprezzare da due generazioni di giocatori differenti e lontane nel tempo (sono passati più di venti anni dall’uscita del primo Wolfenstein per PC).

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Gameplay divertente e vario

Le fasi di shooting regalano soddisfazioni. La varietà delle armi a disposizione non è il massimo, ma in compenso l’intensità di fuoco e il realismo offerto è davvero entusiasmante. Interessante la possibilità di imbracciare due armi contemporaneamente e la presenza di due diverse modalità di fuoco per ogni singola arma, che permette di cambiare radicalmente la funzionalità della stessa. Ecco allora che il massacro dei nazisti diventa divertente il doppio, seppur l’entusiasmo venga parzialmente smorzato da una difficoltà male calibrata, che costringe ad avere la massima familiarità con le ambientazioni e la piena padronanza delle armi di cui il personaggio è equipaggiato per poter superare un livello senza ripeterlo per un numero eccessivo di volte. La possibilità di uccidere i nemici anche in maniera silenziosa, evitando che questi possano chiamare rinforzi, comunque, semplifica notevolmente le cose e fa scivolare meglio il gioco, oltre ad offrire al videogiocatore una possibilità di lettura doppia del gameplay e di scegliere tra due differenti modi di affrontare i livelli. Un elemento di varietà che si aggiunge all’offerta generosa di situazioni e ambientazioni, che permetteranno di passare da ambienti lugubri e devastati di una Berlino modernizzata ad una futuristica ambientazione lunare fino alle profondità relativamente calma degli oceani.

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