CELESTE – Scalare una montagna per trovare sé stessi

CELESTE – Scalare una montagna per trovare sé stessi

Celeste è l’ultimo gioco sviluppato dalla Matt Makes Games Inc, studio fondato dall’indie game designer Matt Thorson (che iniziò lavorando da solo, in seguito il nome dello studio non fu cambiato, nonostante l’aggiunta di personale). Rilasciato il 25 Gennaio 2018, Celeste è stato vincitore dei premi come miglior gioco indie e miglior gioco di impatto ai The Game Awards 2018.

Il titolo è un 2d platformer che racconta la storia di Madeline, una ragazza depressa che decide di scalare il monte Celeste per dimostrare a sé stessa il suo valore. Il gioco principale si compone di 7 capitoli completabili in circa 7 ore. Oltre alla storia principale, la longevità del gioco è allungata dalla presenza di collezionabili e segreti che sbloccano livelli aggiuntivi.

Un platformer semplice ma punitivo

Celeste è un titolo semplice ma molto difficile. Madeline è in grado di compiere 3 azioni: saltare, arrampicarsi sui muri (solo per un certo limite di tempo, dopo il quale la ragazza non riuscirà più a fare presa) e scattare in volo verso le 8 direzioni principali. Nonostante la semplicità nei comandi e nelle meccaniche, il giocatore si troverà davanti a quadri che per essere superati necessitano di analisi, abilità nei comandi e nervi d’acciaio. Il level design è uno degli aspetti forti del titolo. Nonostante il gioco si basi su solamente 3 azioni, Matt ha creato un gran numero di quadri che presentano sfide che non annoiano mai. Durante il gioco sono anche presenti delle fragole (oggetti collezionabili), che, nel caso in cui si vogliono raccogliere, aggiungono un ulteriore sfida nel superare i vari quadri. Uno dei motivi per il quale il gioco, nonostante la sua semplicità, non annoia mai è la presenza di meccaniche uniche in ognuno dei 7 capitoli.

Come detto in precedenza il titolo presenta un livello di difficoltà molto alto. Il giocatore si troverà a dover ripetere molte volte un quadro prima di superarlo facendo salire vertiginosamente il counter di morti (nel mio caso più di 700 morti per la prima run).

Celeste è un gioco basato sul concetto di do, die and repeat, ma la morte e l’alta difficoltà sono state gestite in modo da non scoraggiare mai il giocatore.

I capitoli sono divisi in quadri, la maggior parte dei quali hanno le stesse dimensioni dello schermo. In questo modo il giocatore può analizzarli interamente, studiando il percorso da prendere senza necessità di muoversi. Essere trafitti da stalattiti di ghiaccio o cadere in un crepaccio, non risulta un’esperienza frustrante per il giocatore, grazie ad un paio di accorgimenti: morire in un qualsiasi punto di un quadro riporta il personaggio solamente all’inizio del quadro; il tempo che intercorre dalla morte al respawn è di meno di 2 secondi.

Alleggerendo il fallimento, il gioco incoraggia il giocatore a ripetere più volte un quadro senza punirlo eccessivamente, portando la sua attenzione sull’imparare dai propri errori piuttosto che esserne frustrato.

Una montagna che rivela ciò che è all’interno

Il gioco affronta il tema della depressione di Madeline, che per ritrovare fiducia in sé stessa, decide di scalare il monte Celeste. Durante la scalata la ragazza incontrerà altri personaggi, che aiuteranno o ostacoleranno il suo percorso.
Il primo personaggio che si incontra è una vecchia signora che schernisce Madeline quando lei chiede informazioni su come raggiungere la vetta.

La vecchietta verrà incontrata anche più avanti nel gioco, e continuerà a mettere in dubbio la volontà di Madeline di concludere la scalata avvisandola che “La montagna non fa altro che tirare fuori ciò che si ha già dentro”.
L’avvertimento della vecchia signora non è frutto di una storia inventata o di sproloqui: durante la scalata il lato negativo e pessimista della protagonista si personificherà come una ragazza simile a lei, che cercherà in tutti i modi di ostacolare la scalata

Per quanto il genere videoludico di Celeste non sia molto adatto a raccontare una storia di questo spessore, il gioco, tramite vari elementi, rappresenta molto bene il tema della depressione.

La musica all’interno del titolo gioca un ruolo importante nella narrazione.
La produttrice indipendente Lana Raine ha lavorato duramente al progetto di Celeste, componendo musiche che rappresentano perfettamente i vari stati d’animo di Madeline durante l’arrampicata.
Lana ha associato il pianoforte alla protagonista, così da creare un riferimento diretto della ragazza all’interno delle varie tracce. Il pianoforte sarà uno strumento ricorrente nelle musiche del gioco, ma verrà spesso coperto o sostituito da altri strumenti o suoni in relazione alle situazioni:

Madeline durante il suo viaggio soffrirà di attacchi di panico, durante i quali il pianoforte verrà totalmente coperto da forti suoni elettronici che trasmettono disagio e paura. Il pianoforte però sarà destinato a tornare nel momento in cui la ragazza riuscirà a calmarsi.
Alcune aree del gioco saranno ambienti oscuri in cui la ragazza si sentirà persa, in questi momenti il pianoforte è totalmente assente, rispecchiando lo stato mentale di Madeline.

Il tema della depressione è anche affrontato dai dialoghi di Madeline con Theo, il suo improvvisato compagno di viaggio. L’influencer in erba ad un certo punto della storia chiederà alla protagonista di raccontare della sua condizione, in modo da poterla aiutare. Alle domande di Theo, Madeline descriverà ciò che sente in termini semplici (in modo che Theo possa capire),che comunque descrivono perfettamente quanto sia brutta e soffocante la sua situazione, mettendo un forte inciso sulla paura di non riuscire ad uscirne.

La paura di rimanere intrappolati nella depressione è uno dei lati più oscuri e pericolosi della malattia. Matt tramite la difficoltà del gioco e la gestione del processo morte/respawn ha voluto far rivivere questo aspetto al giocatore.
A primo impatto certi quadri sembrano insuperabili, come la condizione della protagonista, ma dopo vari tentativi, imparando dai propri errori, si riesce a procedere.

Un piccola perla di qualità

Celeste è un titolo semplice con molto da offrire, il gameplay è molto fluido, divertente ed è accompagnato da una colonna sonora molto piacevole da ascoltare. La pixel art non è nulla di speciale, ma è affiancata da illustrazioni con stile cartonato per rappresentare i momenti più importanti, o per mostrare i selfie scattati da Theo con il suo telefono.

Nonostante tutto rimane un titolo di nicchia, a causa del genere (i titoli hardocre platformer non sono i più ricercati al momento) e della difficoltà, ma per gli amanti dello stile, o per chi lo vuole esplorarlo, è sicuramente un must.

Articolo di Luca Bavutti

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