Pikuniku, una storia di ordinaria follia

Pikuniku, una storia di ordinaria follia

Se vi dicessi che voglio regalarvi soldi, voi come reagireste? Soldi facili, senza fare il minimo sforzo, senza la minima fatica, senza muovere un dito, voi che fareste?

Così inizia Pikuniku, il gioco più folle e distopico sul quale ho messo le mani negli ultimi tempi grazie al lavoro dei ragazzi di Devolver Digital. Un gioco molto semplice e banale, dall’aspetto carino e coccoloso, ma dal retrogusto deciso e amaro.

Soldi facili per tutti!

Pikuniku inizia proprio così, senza mezzi termini, con Mr. Sunshine, il leader delle industrie Sunshine rappresentato da una sorta di nuvola rosa col cilindro, che promuove la sua campagna pubblicitaria a noi giocatori, immergendoci immediatamente nella follia di questo mondo di gioco distopico.

Mr. Sunshine promuove la sua industria regalando soldi a tutti quelli che vorranno aderire al suo progetto, senza fare alcuna fatica. Basterà concedere a lui ed ai robot alla sua industria Sunshine, di raccogliere le materie prime della loro terra, senza muovere alcun dito. Tasche piene e vita beata in cambio di un po di materie prime, dov’è la fregatura dopo tutto?

 

Ed ecco che, quasi per caso, appariremo noi. Una pallina rossa con due gambe rinchiusa in una grotta da soli, e solo una volta usciti da questa nostra “casa”, scopriremo di essere conosciuti come “la bestia”..anche se tutti si aspettavano un essere mostruoso e non una simpatica pallina spaesata.

E noi, come il nostro amico rosso e gambe munito, saremo completamente spaesati e persi, perché il tutorial a quel punto del gioco, sarà già finito. Dopo che avremo appreso infatti che potremo saltare ed appallottolarci, non ci saranno altri comandi a nostra disposizione, se non il poter parlare con gli altri esseri sparsi nel mondo di gioco ed indossare strani cappelli dalle strane funzionalità ( dopo tutto non abbiamo le mani..).

Colori vivi e personaggi sempre sorridenti

Come detto qualche riga sopra, Pikuniku ci permetterà di immergerci in un mondo di semplicità e spensieratezza dove però non tutto è come sembra, e non avendo altri strumenti al di fuori dell’uso delle nostre gambe, starà al giocatore trovare il modo di superare i diversi ostacoli che gli si porranno davanti.

Potremmo quasi definirlo un puzzle game dove bisognerà esplorare bene il mondo di gioco e superare diverse mini quest per poter procedere con la nostra avventura, il tutto in un mondo coloratissimo e pieno di personaggi buffi e sempliciotti, sia nel parlare che nel modo di porsi al giocatore.

Una semplicità che nasconde tuttavia un mistero profondo, una sotto trama che capirete già dalle prime ore di gioco, ma che non verrà mai svelata del tutto fin verso la metà del gioco, ed anche allora i personaggi coloratissimi del mondo di gioco non sempre capiranno la realtà dei fatti, almeno fin verso la fine.

Retrò game e forti influenze

Più esploreremo il mondo di gioco, più lati buffi e divertenti scoprirete di questo mondo di gioco decisamente fuori dagli schemi. Un titolo dagli enigmi non troppo complicati, che se saremo in grado di affrontare con la mentalità semplicistica e minimalista del gioco, saremo in grado di superare al primo tentativo.

Nascosti tra gli enigmi del gioco, ma non solo, ci saranno anche diversi richiami alla cultura nerd e videoludica del passato oltre che alla letteratura e alle fiabe, come boss fight dalle ambientazioni molto simili la classica sfida tra uno “sconosciuto” idraulico italiano ed il suo acerrimo rivale, od un fiore che magicamente non cresce come gli altri ma che diventa un enorme pianta gigante. Insomma, il mio consiglio è quello di esplorare il più possibile per lasciarvi stupire da tutti i misteri nascosti nel mondo di Pikuniku.

Nota di merito va decisamente al comparto audiovisivo del titolo, perfetto per il mondo di gioco scelto e per la semplicità dell’avventura. Musiche che vi entrano in testa e capaci di trasmettere spensieratezza al giocatore, e che spariranno nei momenti in cui questo alone di gioia e continua allegria verrà coperto dalla nuda e cruda realtà dei fatti.

Lo stesso si può dire del mondo di gioco e dei suoi colori, sempre molto luminosi e caldi durante l’esplorazione e con un level design attento ai minimi dettagli, che lascerà piccolissimi indizi all’occhio attento del giocatore che cerca di completare al massimo questa esperienza videoludica. Inoltre, ci saranno diversi mini giochi sparsi e nascosti nel mondo di Pikuniku, che si discostano molto dal puzzle game al quale ci eravamo abituati, rendendolo un platform o in una scena addirittura un gioco di ritmo.

Pikuniku è, in definitiva, un titolo particolare, non lo nego. Un gioco dalla grafica accattivante, dai toni scanzonati e sempre sorridenti, che saprà rubarvi un sorriso per la sua ambientazione fuori di testa e per i dialoghi che vanno dalle classiche risposte da videogioco al pensiero del giocatore (perché ammettiamolo che almeno una volta nella nostra vita, ad un dialogo avremmo voluto rispondere “cosa c’entro io?” o “peggio per te”).

Un titolo colorato e divertente, breve e con enigmi alla portata di tutti, e che anche dopo i titoli di coda invoglia il giocatore a continuare l’esplorazione del mondo di gioco per scoprire come si sono evolute le cose e per completare i misteri non ancora risolti sparsi nell’isola.

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