Perché non comprerò Resident Evil 2 Remake

Perché non comprerò Resident Evil 2 Remake

ATTENZIONE: ALCUNE IMMAGINI POTREBBERO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITA. V.M 18 anni

Sono un bugiardo incredibile! O forse lo sono soltanto per metà, ma, quasi certamente, Resident Evil 2 Remake lo comprerò. E allora perché questo titolo? Non soltanto perché, in maniera disonesta, cercavo di farvi cliccare sull’articolo, ma anche per un motivo serio e sensato. Per questo vi invito a leggere ciò che sto per scrivere e a condividere con noi di Altea Gamer Squad le vostre impressioni

1-Shot Demo: finalmente si inizia

Tutto inizia qui, o forse è meglio fare un passo indietro al 1998. Un ragazzino spaventato anche dalle mosche, il coraggio di Leone il cane fifone, ma un dischetto che lo chiama per essere inserito nella sua Playstation.

Ci gioco 5 minuti e poi spengo” eppure finiva sempre diversamente. Finiva che quel ragazzino ci giocava per ore, nonostante la paura, nonostante sapesse che la notte probabilmente non avrebbe dormito.

Quel ragazzino poi doveva condividere con i suoi amici quelle esperienze terrorizzanti e, in barba al PEGI18, lo avevano acquistato tutti. Però c’era un trucco per sopravvivere: giocare senza volume, perché il lamento degli zombie era insostenibile.

Quel ragazzino poi diventa grande, passano 20 anni, ed è qui a scrivere un articolo sul Remake di uno dei giochi che più ha adorato nella sua infanzia. O meglio, scrivere un articolo sulla sua demo!

Prima di procedere…

La 1-Shot Demo, per chi non lo sapesse, è una demo che Capcom ha messo a disposizione per tutte le piattaforme previste, dalla durata di 30 minuti massimo. Il contatore, una volta giunto a trenta, smette di farci giocare (anche se lo avessero messo di 24 ore non ci sarebbe bastato).

Quello che ci troviamo davanti è un gioco completamente rivisitato. Non è una semplice rimasterizzazione in HD, ma un vero e proprio remake del gioco, completo. La telecamera sulla trequarti sostituisce le tanto odiate-amate telecamere fisse, tipiche dell’originale. Una grafica che, pur non essendo la definitiva, sembra promettere già molto bene, ed un doppiaggio interamente in italiano, anche nel parlato, che ha fatto molto discutere i puristi.

Non voglio perdermi in questioni, a mio avviso, di poco conto come quello del doppiaggio, ma una parola bisogna pur spenderla: siamo nel 2019 e per una volta che un produttore decide di localizzare completamente un videogioco per il nostro belpaese non lamentiamoci! Trovo grandiosa questa scelta.

Il classico Remake per monetizzare

Ma, aldilà delle questioni tecniche, ciò che rende questo Remake un capolavoro è la sua atmosfera, i dettagli estremamente curati, anche nei zombie che non sono tutti uguali, ad esempio, quei lunghi corridoi in cui l’unica compagna sarà la torcia (che si attiverà automaticamente in maniera molto realistica).

Ciò che avevo tra le mani non era un classico rifacimento di un titolo del passato, come sta accadendo per moltissimi classici, o come accadde per lo stesso Resident Evil, il primo capitolo.

Abbiamo un gioco completamente nuovo che, in comune con quello del 1998, ha soltanto la trama. Una trama che, in realtà, è stata anche rivista in alcuni suoi punti: tutti sanno che Leon Scott Kennedy si ritrovò nel pandemonio di Racoon City al suo primo giorno di servizio (che fortunato!).

Pochi sanno però che, la versione del 1998, voleva che Leon arrivasse tardi al suo primo giorno di lavoro, perché si sbronzò la sera prima per questioni amorose. Nel remake invece vengono rimossi questi particolari personali, e Leon arriverà così in ritardo al lavoro, nel suo primo giorno, soltanto perché, non sentendo giungere alcun ordine dai superiori, decide di recarsi spontaneamente alla stazione di polizia.

Quindi se vi state domandando se questo Remake sia o meno la classica trovata commerciale per spennare questa nostra strana generazione nostalgica, la risposta è no. Compratelo! Ma perché all’inizio dell’articolo ho esordito in maniera diversa? Perché sono stato titubante?

Lo acquisterò o meno?

Ricordate la storia di quel bambino terrorizzato eppur affascinato da quel Resident Evil 2 nel 1998? Ecco, le cose non sono cambiate più di tanto. Perché se sono stato in grado di vincere la paura grazie al progresso della tecnologia che mi ha fatto apparire quella grafica ormai obsoleta e superata poco credibile, ora devo affrontare qualcosa di pazzesco!

Graficamente il Remake di Resident Evil 2 sembra essere davvero un capolavoro e, credo, che in 4K sia davvero spaventoso. Gli zombie sono caratterizzati divinamente, strappano carne e muscoli senza cadere nel cliché dello splatter su schermo o cose del genere. La telecamera non vuole saperne di spostarsi e vedremo delle scene, a mio avviso, molto forti che, aldilà dell’ironia con cui ho aperto l’articolo, non sono consigliate ad un pubblico facilmente impressionabile. Di sicuro si deve applicare alla lettera il PEGI 18!

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Probabilmente sarà il titolo della saga più immersivo e realistico in assoluto, nonostante Capcom abbia mostrato qualche anno fa, ormai, un capolavoro come Resident Evil 7 che, giocato in VR, rappresenta una scelta azzeccata e d’avanguardia.

Sono rimasto positivamente stupito da questo Resident Evil 2, perché tra i tanti rifacimenti che abbiamo visto in questi anni, mostra ciò che si può fare partendo da ottime basi.

Non ci resta che aspettare il 25 Gennaio per dare la parola parola definitiva. Sarà un capolavoro? Passate a trovarci su Altea Gamer Squad

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