MotoGP 18: un titolo rinnovato, ma non troppo

MotoGP 18: un titolo rinnovato, ma non troppo

Il mondo delle due ruote è caratterizzato da un enorme buco produttivo. Sviluppatori e videogiocatori sono sempre stati maggiormente attratti dalle corse automobilistiche, sia di pista che di strada, snobbando l’adrenalina prodotta dai cilindri delle motociclette moderne. Fortunatamente, però, negli ultimi anni il vento sembra essere cambiato.
Milestone, in particolare, si è fatta portatrice della volontà comune di cimentarsi in gare virtuali su due ruote. Sia chiaro, nulla di neanche lontanamente paragonabile ad una reale uscita in moto, ma qualcosa in grado comunque di divertire e scatenare emozioni. Da Ride a MotoGP, Milestone ha regalato agli appassionati l’opportunità di salire virtualmente sulla sella della moto e partire per un adrenalinico viaggio di puro divertimento. Cominciata poi la nuova stagione del Motomondiale, l’assuefazione per l’adrenalinica sensazione di volare sull’asfalto si fa ancora più viva. Esigenza che il nuovo MotoGP 18 ha l’ambizioso obiettivo di soddisfare.

Nonostante l’edizione 2017 avesse deluso critica e pubblico a causa di un motore grafico non all’altezza, MotoGP 18 non si è lasciato abbattere dalla gravosa eredità lasciata e ha saputo migliorarsi sia dal punto di vista della grafica che delle meccaniche di gameplay. Un impegno apprezzabile, ma che, nel complesso, non sembra sufficiente per l’assegnazione di un giudizio finale positivo. L’offerta generale di MotoGP 18, infatti, è rimasta sostanzialmente immutata, come ormai accade da diversi anni. Una pecca tipica dei giochi sportivi, che però in MotoGP appare addirittura amplificata. La sostituzione di buona parte degli aspetti manageriali con una rinnovata gestione tecnica della moto e la maggiore importanza attribuita allo stile di guida del pilota, diverso per ciascun campione, rappresentano novità troppo risicate per soddisfare le aspettative degli appassionati già in possesso dell’edizione precedente.

La fedeltà grafica resta il punto forte del titolo. I volti dei protagonisti e i dettagli delle livree delle moto sono estremamente curati e rispondenti alla realtà, il che, insieme alle brevi riprese ufficiali che introducono circuiti e location, contribuisce a creare quella coinvolgente magia che ci si aspetta da un titolo del genere.

Dal punto di vista del gameplay, poi, le moto tornano ad essere stabili e guidabili, sebbene la modalità simulazione, con la sua fisica reale, riesca ad impegnare anche i videogiocatori più esigenti. Anche la realizzazione dei terreni appare convincente: ghiaia, erba e sabbia hanno finalmente consistenze diverse e sono in grado di influenzare in maniera differente le traiettorie.

In definitiva, quindi, si può senz’altro riconoscere che MotoGP 18 sia un titolo rinnovato, che ha saputo correggere alcuni innati difetti; tuttavia, con altrettanta fermezza, si deve sottolineare in blu l’evidente incapacità di realizzare quel sostanziale rinnovamento che generalmente aleggia nell’aspettativa di chi possiede già la precedente edizione.

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