Belfast, tra passato e presente: una capitale da visitare

Due ore e poco più di treno e da Dublino si raggiunge Belfast. Altra nazione, altra capitale europea, ma soprattutto una terra che appartiene al Regno Unito. Nemmeno duecento kilometri ma si capisce facilmente di essere arrivati in un posto diverso, con una storia recente fatta di conflitti e sangue per affermare la propria identità e spesso la supremazia sugli altri.
Tralasciando il focolaio balcanico, Belfast è l’unica capitale del vecchio continente ad aver avuto un passato così complicato e ricco di scontri.

Lealisti contro unionisti, protestanti contro cattolici, un duello che è scoppiato del tutto alla fine degli anni Sessanta e che si è protratto sino ad un decennio fa.
Un periodo ribattezzato Troubles, una pagina nera per l’Europa e per chi ha perso familiari o conoscenti in attentati drammatici, marchiati da quel fanatismo religioso e politico che continua a mietere vittime anche nel nuovo millennio in giro per il mondo.
Belfast è quindi una città particolare per queste sue due anime e per quel concetto di fede che trovi ovunque, in ogni via, una chiesa o una congregazione, un mondo che scorre parallelo alla vita di un luogo che ha ripreso ad aprirsi.
Anche per questo non è difficile poter scambiare due battute con la gente del posto, sempre disponibile a parlare e a raccontare. Nessuno infatti nasconde quelle ferite che appartengono ai cittadini fieri delle proprie radici.
La City Hall domina il centro città, mentre la Cattedrale di Sant’Anna si erge e spicca così come il Clock Tower. A nord-est non si può non vedere il quartiere dedicato al Titanic, il più celebre transatlantico del mondo costruito proprio nei cantieri Harland and Wolff della capitale nordirlandese.
Un pezzo di storia del novecento, così come l’Ulster Museum che ripercorre l’ultimo secolo della nazione, uno dei pochi posti in Gran Bretagna in cui l’accesso è sempre gratuito.
Sull’altro versante della città, si scopre un mondo originale e curioso, ma allo stesso tempo intriso di storia: la parte ovest di Belfast è infatti quella caratterizzata dai celebri murales, opere d’arte uniche, un grande museo a cielo aperto.
Già da Shankill Parade si possono scorgere i primi capolavori, una casa su cinque offre un colpo d’occhio invidiabile, una semplice parete diventa infatti lo spazio per immortalare qualcosa sempre a sfondo politico-religioso. È questa infatti la parte protestante, non mancano le Union Jack appese ai pali della luce, così come le immagini della Regina Elisabetta. I temi dei murales vogliono colpire duro, non bisogna spaventarsi se le figure ritratte sono quelle di soldati mascherati o militari che impugnano fucili. Basta percorrere Lanark Way e si arriva dall’altra parte: bandiere dell’Irlanda, croci, verde, il quartiere più cattolico della città dove i murales raccontano altre storie, come quella di Bobby Sands, morto in prigione in seguito ad uno sciopero della fame per protestare contro il trattamento ricevuto dai detenuti repubblicani. Springfield Road e Falls Road regalano altri murales più vicini ai diritti civili e ad un mondo più giusto, ma ogni stradina può svelare qualcosa di inatteso.
Piccola, fredda ed umida, Belfast non sarà la metà dei sogni o la destinazione per un viaggio divertente, ma di certo rimane un luogo da visitare e scoprire, perché in pochi altri angoli di Europa si possono avvertire sensazioni così contrastanti.

Matteo Ciofi (da Dublino)

26 marzo 2013

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