Undici cose da sapere sulla Catalunya

Una vera nazione dentro la nazione, cuore della lingua e cultura catalana.

Tutti noi conosciamo Barcellona, una delle non-capitali europee più affascinanti ed enigmatiche che col suo panorama ricco di proposte ogni giorno attrae a sé visitatori da tutti i lati del globo. Ma quanti di noi si sono soffermati ad approfondire la cultura della a dir poco strepitosa regione che ospita cotanto splendore?

 

E si che ad innamorarsi della Catalogna, regione autonoma spagnola, é un attimo. Si innesca tutta una serie di emozioni e di sensazioni così forti da lasciarti basito, quasi incredulo, e prima che tu te ne accorga é già ora di ripartire.

Per rendere più piacevole il vostro soggiorno oltremare eccovi dunque un kit di sopravvivenza e di nozioni utili che vi aiuteranno a sbalordire la gente del posto.. e a fare subito amicizia!

 Indiscusso numero 1: l’orgoglio catalano. Ció che ogni volta mi sorprende piacevolmente é il patriottismo tipico, direi unico della Catalunya, che da ora in poi chiamerò così, un pó perché la traduzione italiana suona come un piatto tipico natalizio, soprattutto peró per rendere omaggio a questo forte sentimento che indistintamente unisce tutto il popolo catalano.

Se non volete vedere smorfie di dissenso e, quasi di disgusto, per favore: non chiamateli spagnoli! E quando state per andarvene salutate con un “adéu” invece del solito “hasta luego”.

 2. Castellers. La cultura catalana straborda di tradizioni popolari che conservano ancora intatto il sapore di tempi andati, e questa é sicuramente una delle più suggestive e anche delle più antiche. Nata duecento anni or sono nella provincia di Terragona, l’usanza di formare dei veri e propri castelli umani é stata dichiarata dall’Unesco nel 2010 Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

 3. Correfoc. Ricorda vagamente Pamplona, ma qui non si scappa dai tori, bensì dal fuoco e petardi che vengono lanciati, al ritmo rovente di tamburi, da tori draghi e diavoli in maschera ovviamente…una vera locura delle feste paesane. Un consiglio: non vestitevi con tessuti facilmente infiammabili!

 4. Sardanas. É un ballo popolare, nonché danza nazionale della Catalunya che sembra risalire all’incirca al sedicesimo secolo. I ballerini alternati uomo-donna, sono in cerchio e si tengono per mano che sono protese verso il cielo. Ci si muove prima verso destra e poi verso sinistra, seguendo la “Cobla”, musicisti che suonano strumenti particolari come la sac de gemecs, simile ad una zampogna, tarota e flabiol, due strumenti a fiato dall’apparenza rudimentale, e il tamburi, che scandisce il ritmo lento della danza.

 5. Barcellona y Gaudí. Con i suoi 5 milioni di abitanti é la più grande metropoli che si trova sulla costa mediterranea, vanta uno dei porti più trafficati europei, e non a caso quindi é una delle città più importanti nel sistema socio-economico mondiale. É anche una delle città con più turismo al mondo, l’intera Spagna infatti nel 2010 fu il quarto paese più visitato al mondo, dopo Francia, Usa e Cina.

Complice sicuramente di questo successo sono le strepitose, visionarie opere di Gaudí, a mio parere uno degli architetti più incredibili che siano mai esistiti. Dall’ imponente e mai terminata Sagrada Familia, alla meravigliosa Casa Batllo’, passando per la maestosa Casa Milá, o Pedrera qualsivoglia, senza tralasciare il magico e incantato Parc Güell che lascia letteralmente senza parole, e questo solo per citarne alcune: Gaudí fu senza dubbio il maggiore esponente del modernismo catalano, e sette delle sue opere sono Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1984.

 6. Paisatges de Catalunya. Sulla tv catalana c’é un programma intitolato così, dedicato appositamente a scoprire le bellezze infinite di questa terra. Dalle sacre e suggestive montagne di Montserrat, passando per la Costa Brava a quella del Maresme, Barcellona non é la sola ad allietare i milioni di turisti che ogni anno scelgono questa regione per trascorrere la loro vacanza ideale.

 7. Sport. A quanto pare tira aria buona in Catalunya, che vanta una grande tradizione sportiva. Dalla celebre FC Barcelona, la migliore squadra di calcio in circolazione da un pó di anni a questa parte, alla FC Barcelona della pallacanestro, che ha visto muovere i primi passi anche dei fratelli Pau e Marc Gasol, attualmente due giocatori chiave dell’ NBA americana.

Forse non tutti lo sapranno ma i catalani eccelgono anche in altre discipline come nel tennis, e nell’hockey sul ghiaccio dove più del 90% dei giocatori, talvolta tutti, convocati dalla nazionale spagnola hockey sono di provenienza catalana.

 8. Comida. Tutti conosciamo la paella spagnola, di Valencia per essere più precisi, ma quali sono le prelibatezze catalane?

Immancabile a tavola é il “Pa amb tomáquet”, pomodoro fresco che viene come spremuto sul pane con l’aggiunta di olio e sale; provatelo come semplice companatico o in un bocadillos (panino) con embotits (affettati) come la “Botifarra”, tipico salume catalano, la “Sobrassada”, “Feut” o “Llonganissa”, differenti tipi di salsiccia secondo Wikipedia, secondo me assomigliano più a dei salami.

Buonissimi anche i “Calçots”, una varietà specifica di cipollotti cotti alla brace che si degustano con le mani, e vengono accompagnati da una salsa apposita chiamata “salvitxada”. Altri piatti tipici sono le “Caracoles”, lumache da terra abbinate anch’esse a diverse salse, buono anche il coniglio con le caracoles o al cioccolato; squisiti i frutti di mare e tutti i pesci di acqua salata, da provare la “Sepia amb patate i pésols”, piatto tipico di Mataró. E come postre (dessert)? Oltre alla rinomata “Crema catalana”, provate anche il “Mel i mató”, un formaggio fresco arricchito con del miele. Se voleste assaggiare l’alta cucina catalana, vi consiglio i ristoranti dei pluripremiati chef Ferran Adriá, con il suo El Bulli, a Rosas in provincia di Girona; il Sant Pau di Carme Ruscalleda, in località Sant Pol de Mar, o il Can Fabes di Santi Santamaria che si trova a Sant Celoni.

 9. Feste tipiche. San Jordi, il patrono di Catalunya, ricorre il 23 di aprile. É la mia preferita, una specie di San Valentino catalano, dove uomini e donne si scambiano piccoli regali simbolici. La tradizione vuole che l’uomo regala una rosa, la donna invece un libro, reperibili facilmente in tutte le strade allestite per l’occasione con bancarelle.

San Juan: festeggia il solstizio d’estate, e nella notte tra il 23 e il 24 giugno, tra musica e petardi, si accendono gran fuochi per piazze e sulle spiagge, gustando la coca de San Juan, un dolce con frutta candita, accompagnato da un bicchiere di cava, una specie di spumante dolce.

Patum: tradizione spettacolare della città di Berga, celebra il Corpus Christi dal mercoledì alla domenica di Pasqua, e dal 2005 é Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanitá dell’Unesco. Figure mistiche e simboliche, come “las Guisas”, draghi mostruosi, “San Miguel”, “Lucifer”, “el Aguila”, “los Gigantes” e molti altri, ballano solennemente per le strade al ritmo di musica e tamburi. Immancabili anche qui i petardi e i fuochi di artificio.

 10.Tió de Nadal. Niente Babbo Natale che scende giù dal tetto, l’usanza catalana vuole che ad elargire regali sia un pezzo di legno avvolto in una coperta, su cui viene disegnata un faccina sorridente e messo un cappello rosso caratteristico chiamato “barrettina”. Durante tutto il mese di dicembre viene nutrito simbolicamente usando del vero e proprio cibo, e nella notte di Natale i bambini lo bastonano, e cantando canzoni in un crescendo di atmosfera, fanno “evacuare” in forma di regali tutto ciò che il Tió ha ingurgitato. Qualcosa di magico chiaramente.

 11. Caganer. Tempo di presepe, si preparano tutte le statuine, il muschio, le lucine.. e il caganer. E chi sarebbe? Più ricercato del bambinello, é una figura cardine del “pessebre” catalano, un omino colto nell’atto della defecazione che viene celato in mezzo alle statuine tradizionali. Anche lui indossa la barrettina, e compare in altre regioni della Spagna, in Portogallo, e anche nella nostra Napoli. Secondo una delle interpretazioni, egli simbolizzerebbe Dio in forma umana con tutte le dovute implicazioni, e l’uguaglianza tra le persone, che a prescindere da razza, sesso o status sociale, prima o poi tutte usano la toilet.

 Non resta che prenotare il biglietto dunque, e lasciarsi ammaliare dall’incantevole Catalunya. Se volete intrattenere sfavillanti ed animate conversazioni, vi consiglio di rispolverare la vicenda sulla coppia, ormai scoppiata da tempo, Albano e Romina Power: a quanto pare la loro storia li appassiona molto ed ogni volta incolla alla tv migliaia di catalani! E ultima cosa, quasi dimenticavo. Fate parecchia attenzione quando siete lí: potreste conoscere alcune delle persone più belle che vi sia mai capitato di incontrare, e ogni volta prendere quell’aereo di ritorno diventerà sempre più difficile. Questo articolo é dedicato a tutti loro, con tanto amore.

di Pamela Alfonsi

10 dicembre 2011

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