Insetti a profusione, pranzo, cena e colazione. Così il futuro delle nostre tavole?

Insetti a profusione, pranzo, cena e colazione. Così il futuro delle nostre tavole?

Ancor oggi, se al ristorante trovassimo la classica mosca nel piatto, chiameremmo disgustati il cameriere che, come minimo, ci sostituirà la pietanza con tante umili scuse da parte del cuoco. E a quel locale non ci metteremmo più piede. In un futuro non troppo lontano, la mosca-nauta nel brodo sarà invece il fiore all’occhiello di quegli chef , al passo coi tempi, i quali dovranno  ispirarsi ai modelli in uso nella Terra del Sol Levante.

Noi occidentali , pur nella convinzione che buona regola di vita sia quella di alzarsi da tavola “non completamente sazi”, come ci insegnavano le nostre nonne, pur tuttavia facciamo già una certa fatica ad accettare la minimizzazione introdotta dalla filosofia modaiola della “nouvelle cuisine”, laddove il cibo viene ridotto a lillipuziane creazioni estetiche  sperdute su enormi piatti come atolli nell’oceano.
Sembra che il futuro stia preparando ben altri sacrifici per i nostri appetiti. Infatti, nelle previsioni meno rosee per l’economia del suolo, dovremmo nel futuro rinunciare al gusto pieno e appagante di quanto offerto dalla cucina tradizionale dell’area mediterranea.

La FAO (Food and Agriculture Organization), che si preoccupa della fame nel mondo e del futuro del pianeta, ci invita ad armarci di “ bocca buona” e cominciare a considerare certi insetti come graditi ospiti della nostra tavola. In effetti, essi si rivelano come la migliore fonte di nutrimento per l’uomo in quanto forniscono “a costo zero” proteine preziose per il nostro organismo ed i famosi grassi insaturi utili a combattere l’odiato colesterolo. Inoltre, si andrebbe a ridurre l’uso dei pesticidi.
Al proposito, quando in Thailandia i pesticidi non riuscivano più a contenere l’invasione delle locuste, il governo invitò ufficialmente i cittadini a cibarsene, distribuendo anche un ricettario per poterle gustare nel modo migliore. L’operazione ebbe risultati insperatamente positivi e le locuste finirono nel… “wok”, quella comoda padella cinese che tutti dovremmo tenere come utile accessorio del nostro pentolame per evitare che lo sfrigolio del cibo vada a spargersi sui fornelli come accade con le nostre padelle troppo basse.

Tanti insetti per la nostra salute
Vogliamo dunque parlare di vermi, grilli, cavallette, formiche, larve di farfalla, scarafaggi, ragni, vespe e… scorpioni? Parliamone, anziché inorridire al pensiero che questi animaletti volanti o striscianti un giorno dovrebbero – e qui un bel condizionale – tenerci tutti in buona forma. Non dimentichiamo però che anche noi italiani ci siamo fatti onore per lungo tempo col “formaggio che cammina”, quel “gorgonzola con i vermi”, prelibatezza della Sardegna (ma anche di altre regioni italiane) , la cui produzione è da tempo proibita dalle norme tecniche emanate dall’Unione europea per il pericolo della salmonella.

Riso e vespe
L’imperatore del giappone Hirohito ( 1901 – 1989 ) andava pazzo per un piatto che popolerebbe le nostre notti di incubi alla Hitchcock. Lui, che aveva girato il mondo in lungo e largo, affermava che il “riso con le vespe” fosse il cibo più paradisiaco che avesse mai mangiato. Come contraddirlo? Provare per credere.
L’entomofagia o “mangiare insetti” dovrebbe essere quindi nel futuro uno stile universale di nutrizione. Da tempo la cucina cinese si è impadronita degli occidentali “beef burger” trasformandoli in “beet burger” ( da beetle = scarafaggio, da cui prese nome il famoso gruppo dei Beetles), e della nostra pizza, che non vedrà più troneggiare quella filante mozzarella col pomodoro al basilico, ma un mix di formiche, ragni e scorpioni stecchiti.

Cenetta per due
Metti una sera a cena, lume di candela ed effluvio di patchouli, ecco il menù consigliato per una giovane coppia in cerca di novità ma attenta alla linea :
– Antipasto di tartine di cimici giganti d’acqua
– Fagottini di termiti e bruchi fritti
– Farfalle del Madagascar in pastella caramellata come dessert
– Grappa di rose o bambù

Un menù leggero e sostanzioso, con l’aggiunta di un consiglio: nascondere nei pantaloni dell’amato una “cimice gigante” prima di metterla in pentola e il ballo di San Vito sarà assicurato per una notte assai movimentata.

Angela Grazia Arcuri

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