Un JOINT di Kush (Clouds)

Un JOINT di Kush (Clouds)

Ciao Kush Clouds, benvenuti su 2duerighe. Com’è nato un progetto artistico così originale?

V: Stavamo cercando di fare qualcosa di nuovo che accomunasse tutti i generi ai quali siamo appassionati: hip hop, trip hop, grime, garage, soul, electro, house, reggae, dancehall, jungle, dnb, 2 step, jazz… Ci siamo lasciati trasportare dalla ricerca del sound, di una certa originalità e dalla voglia di rompere i limiti che spesso e volentieri noi stessi creiamo sulla musica che produciamo, volendo ridurre il tutto ad un etichettare continuo di qualsiasi vibrazione che arriva alle nostre orecchie.

G: Sottoscrivo in pieno ciò che ha detto Valentina, per quanto riguarda la
produzione musicale , posso dire che il mio stile è sempre stato un pò crossover se vogliamo, ho iniziato a produrre da ragazzino con drum machine synth e campionatori vari, per arrivare ai sistemi digitali più moderni, senza mai sentirmi vincolato ad un genere
specifico ; così quando ho sentito la voce di Vooodoo Vee ho capito subito che si sarebbe trovata a suo agio nei paesaggi sonori che avevo creato. Potremmo dire che facciamo la musica che vorremmo ascoltare, tutto qui.

Valentina, ho letto che nella tua carriera hai cantato sia in inglese che in italiano, da cosa è dipeso?

V: La scelta di scrivere e cantare interamente in lingua inglese è stata comune ed è dipesa dal fatto che questo disco vuole e cerca di andare oltre i confini. Sono sempre stata abituata come cantante e rapper a scrivere brani in entrambe le lingue, ma dal momento in cui abbiamo deciso di intraprendere questo viaggio assieme la scelta linguistica è caduta d’istinto sull’inglese, sia per le sonorità che per i nostri obiettivi. Quando parliamo di “andare oltre i confini” intendiamo in questo caso anche quelli nazionali: speriamo che questo lavoro possa essere apprezzato sia in Italia che all’estero.

Come vi siete conosciuti?

V: Ci siamo conosciuti anni fa tramite amicizie comuni in ambienti comuni: entrambi facciamo parte della scena Reggae/Dancehall grazie ai nostri rispettivi sound (Calabash crew & PowaFlowa family) e siamo attivi in ambito Hip hop, quindi artisticamente e personalmente già ci conoscevamo molto bene. Inoltre siamo parte di un’associazione che si chiama Street Arts Academy da qualche anno e proprio all’interno di questo ambiente abbiamo deciso che dovevamo lavorare su qualcosa che non avevamo fatto ancora assieme e a cui nessuno aveva ancora pensato, quantomeno in Italia.

G:ci siamo conosciuti grazie alla frequentazione della medesima scena musicale ( reggae) ed abbiamo poi approfondito la nostra amicizia all’interno di StreetArtsAcademy ; io e VoodooVee avevamo già fatto qualche collaborazione, ma il progetto Kush Clouds nasce proprio dall’esigenza di poter creare musica senza vincoli di genere sperimentando tra ritmi e sonorità differenti.

KC è una realtà che coinvolge molti artisti?

V: Sì, l’obiettivo è quello. Questo è solo il primo di una serie di #JOINT, per cui verranno coinvolti tanti altri artisti. Ci piace condividere e sperimentare con persone nuove, è uno dei fondamenti di questo progetto.

G: Proprio quanto ci piace sperimentare , così tanto ci piace collaborare con altri artisti ; siamo convinti che la collaborazione sia fondamentale per l’arricchimento e la crescita del progetto Kush clouds.

Come si è instaurato il rapporto lavorativo con MASTA?

V: Abbiamo contattato quasi per caso BM RECORDS, che fortunatamente stava cercando artisti nuovi da mettere in campo. L’ep è piaciuto molto e ci siamo messi subito al lavoro!

G: Siamo stati fortunati! Sapevamo che le sonorità erano inusuali per il nostro panorama musicale, la fortuna è stata trovare Mastafive il team di B.M che, con seria professionalità, hanno deciso di puntare su di noi in barba ai cliché .

Andrete in giro con qualche live?

V: Certamente.

G: Stiamo mettendo a punto lo show e non vediamo l’ora di portare le nuvole di Kush in giro. Ovviamente troverete tutte le date aggiornate sulla nostra pagina di Facebook .

Quanto la vostra formazione musicale rientra nel carattere dell’EP?

V: Penso che la formazione musicale che ho avuto negli anni e che sto continuando a costruire anche ora, sia molto importante per me e per la mia musica. La musica è un linguaggio ben definito, con delle regole. Per me è molto bello e soddisfacente poter pensare di riuscire ad arrivare ad una padronanza di questo linguaggio per poi poterlo rompere, modificare, stravolgere a mio piacimento. In tutto questo, se non avessi avuto un buon producer come Grime Vice al mio fianco, probabilmente non mi sarei lasciata andare così tanto.

G: In effetti siamo già al lavoro per il secondo capitolo di KushClouds ; invece, per quanto mi riguarda ,non sono mai fermo con le produzioni, ed al momento ho in ballo un paio di progetti dei quali spero sentire parlare.

Avete qualcosa in programma per il futuro?

V: Sicuramente stiamo già pensando al secondo Ep che si chiamerà JOINT2. Personalmente sto iniziando a lavorare anche al mio prossimo album solista.

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