Greve fino all’osso

Greve fino all’osso

Nuovo appuntamento con Fiori di Cemento. Ripartiamo con un promettente artista della scena torinese: dopo un mixtape, un ep e un progetto in combo con Croma, a fine febbraio Greve ha pubblicato il suo primo album ufficiale, “Fino all’osso”. Qualcuno lo avrà visto in apertura a Mezzosangue, Gemitaiz, Ensi, Paura, Esa e molti altri, ora il membro della DSCT è pronto a prendersi il suo spazio.
Ciao Greve, benvenuto su Fiori di Cemento. Iniziamo con “Fino all’osso”, il tuo ultimo album, uscito settimana scorsa. Di che lavoro si tratta? Ciao, “Fino All’Osso” sicuramente è il disco più completo e maturo che abbia mai fatto fino ad ora. è il primo album vero che faccio, e per la prima volta ci sono delle mie produzioni. E’ il lavoro di cui vado più orgoglioso perchè sento che è quello mi rappresenta di più.
Quanto risente il disco, e in generale il tuo rap, delle influenze metal e punk su cui ti sei formato da giovanissimo?
Sicuramente dalla copertina già si nota che ho un certo imprinting. Sono partito da quei generi e sono finito sul rap. Successivamente ho avuto modo di approfondire quella musica grazie al mio socio Croma (lui è un vero punk-rocker), mi ha dato modo di saperne realmente di più. Quella tipologia di musica la ascoltavo ma mi limitavo solo ad alcuni gruppi, non avevo mai approfondito abbastanza.
Recentemente hai aperto Mezzosangue. Ti senti artisticamente vicino all’artista romano?
Si, ho aperto due suoi concerti a Torino e dico la verità, è un artista che mi incuriosisce molto e lo stimo, lo trovo molto bravo; dire che mi sento “artisticamente vicino” non saprei, però sicuramente il modo di fare è quello: messaggi ben chiari e comprensibili.
Ora sarai fuori con i live, hai già fissato qualche data?
Per ora so che sarò ad aprire il Tecniche Perfette nella data di Torino. Poi si vedrà. La presentazione del disco è andata bene sia a Torino che a Genova, c’è qualche data in ballo a Roma e altre cosette…Vediamo cosa esce fuori .
Della DSCT, tuo crew d’appartanenza, cosa puoi dirci? Della DSCT posso dire che sono la mia seconda famiglia. Siamo tutti lontani, abitiamo in città diverse, ma quando ci si vede e si suona è sempre bello.
Due artisti con cui vorresti collaborare assolutamente e perché.
E’ una bella domanda questa, sicuramente il Danno: ho ascoltato la sua roba a sfinimento e per me è davvero un super king in Italia, poterci fare delle cose assieme sarebbe un onore. Un altro con cui mi piacerebbe davvero collaborare è sempre romano e ci ho suonato assieme la scorsa settimana a Torino, alla presentazione del disco. Parlo del Turco; sono cresciuto con i suoi pezzi nelle cuffie. La sua musica mi ha accompagnato nell’ adolescenza, difficile scordarsi certe cose.
Ringraziamo Greve e gli facciamo un grosso in bocca al lupo per l’album e tutti i progetti futuri.
Grazie mille! Alla prossima.
Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook