Il principe cupo – Faser

Il principe cupo – Faser

Ciao Faser, benvenuto su Fiori di Cemento. Partiamo da Prince of Darkness, uscito in estate. Raccontaci un po’ di questo lavoro, a tinte cupe, come suggerito dal titolo.

Ciao a tutti! Allora, vediamo un po’ da dove cominciare, Prince of Darkness nasce per esigenza personale come ogni mio lavoro, sentivo il bisogno fare musica in quanto è sempre stato uno sfogo per me scrivere ed ero in un momento in cui avevo parecchie cose da buttare fuori. Così nell’ estate del 2015 ho iniziato a lavorare con Garelli ad un nuovo sound, qualcosa di scuro ma al tempo stesso fresco, in grado di coinvolgere nuovi ascoltatori pur rimanendo fedeli ai lavori precedenti. Un anno e un paio di parti gemellari dopo è uscito Prince of Darkness.

Stai uscendo dall’oscurità?

Se ascolti attentamente Prince of Darkness capisci che Faser ci sta bene nell’oscurità, non vuole uscirci. Per questo ti dico che anche i lavori futuri continueranno ad essere parecchio “cupi”. E comunque io tendo a drammatizzare, se senti bene i miei pezzi lo trovi sempre uno spiraglio di luce e a furia di seguirlo non si sa mai dove si può finire.

Contento del riscontro ottenuto?

Ma in generale direi di sì, ho suonato e continuo a suonare parecchio live ed è una delle cose che mi interessa maggiormente per diversi fattori. Poi chiaramente sono ancora lontano dai risultati che vorrei raggiungere, on line sopratutto ho avuto alti e bassi coi singoli usciti, ma bisogna sempre guardare avanti perché se ti fermi sei fottuto.

Hai aderito al progetto Rookiezz. Perché e a cosa state lavorando?

Ho aderito al progetto Rookiezz per diversi motivi, in primis ho cominciato a lavorare con Yassir che gestisce tutto il team oltre che esserne il creatore. Come seconda cosa ho da subito apprezzato i vari talenti del roster, dai produttori ai rapper, in particolare Brahma, un giovane davvero promettente. A quel punto ho deciso di unirmi al progetto perchè ho pensato potesse esserci uno scambio reciproco molto positivo per entrambe le parti. Ci sono diversi progetti in ballo con diversi membri del team che vedranno la luce nei prossimi mesi.

In ‘Oni’, l’ultimo pezzo pubblicato, citi una strofa di ‘Serpi’ di Jake La Furia. Sei cresciuto con i Dogo? Chi altro ti ha influenzato della scena italiana?

Io credo che un po’ tutte le persone della mia generazione cresciute a Milano non possano che avere i Club Dogo come punto di riferimento a livello di rap e non solo. Penso abbiano influenzato parecchio dal gergo, al tipo di pensiero o al vestiario. Poi se devo dirti personalmente fra le mie influenze maggiori rimarrà sempre il buon vecchio Fabri, senza manco stare a citarti un album, tutta la discografia intera, sempre stato uno dei miei preferiti.

Di fuori invece?

Ti direi più nomi nel rock quasi, primo su tutti Kurt Cobain coi Nirvana, ma anche Iggy Pop, Ozzy Osborne, i Rage. A livello di rap potrei citarti talmente tanta roba che non saprei manco da dove cominciare, sicuramente negli ultimi anni Schoolboy Q, Vince Staples, sennò roba più vecchia come i Fugees o Notorious. Mi piace ascoltare davvero un sacco di musica, poi cerco di trarne il meglio o anche solo di godermela steso sul divano ad occhi chiusi.

Due artisti con cui vorresti assolutamente collaborare e perché.

Facciamo che uno te lo sparo proprio, Damon Albarn, il cantante dei Gorillaz e dei Blur, cosa che dubito attualmente sia fattibile, lo scelgo perché adoro i cantanti Inglesi e lui ha una delle voci che mi trasmette di più in assoluto. Col secondo rimango un po’ più nell’ambito rap italiano e ti sparo un Merio dei Fratelli Quintale, un rapper di Brescia super completo, top liriche, un timbro vocale particolarissimo, con cui spero di riuscire a collaborare prima o poi.

Ringraziamo Faser e gli facciamo un grosso in bocca al lupo per tutti i progetti futuri.

Grazie a voi per lo spazio! Bless

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