Diventare culto – Metal Carter

Diventare culto – Metal Carter

Nuovo appuntamento bomba con Fiori di Cemento. Abbiamo oggi il piacere di ospitare uno degli artisti più originali e controversi della scena romana e nazionale; con TruceBoys e TruceKlan ha contribuito a cambiare le regole del rap game proponendo linguaggio e tematiche innovative, cementando la sua posizione nella scena con una carriera solista di assoluto rilievo. Il Sergente di Metallo non ha bisogno di altre presentazioni.

Ciao Marco, benvenuto su Fiori di Cemento. ‘ Cult Leader’ è fuori ormai da qualche mese, un bilancio?

Cult Leader è stato un successo istantaneo di pubblico e di addetti ai lavori. Sono molto contento del lavoro svolto; è stato un lavoro lungo e faticoso. Un ruolo fondamentale ovviamente lo ha avuto Depha Beat per quanto riguarda le basi e il fonico Andrea Mondi per il mix e master.

Nel disco tanti feat, mi hanno stupito soprattutto quelli con Caputo e Tormento; non è che ti stai addolcendo 🙂 ? In generale, come hai scelto le collaborazioni?

No non mi sto addolcendo ahahaaha! Cerco di variare di disco in disco rimanendo comunque sempre molto attaccato alla mia coerenza. Ho ospitato anche gente che non ti aspetti su un mio prodotto; tutti i feat presenti sul disco si basano sulla stima reciproca (senza dimenticare i due grandi dj: dj spada e ice one ) sono io stesso fan di tutti i rapper che ci sono sul cd;secondo me è presente una buona fetta dei migliori rapper italiani in circolazione. Forse su questo cd sono un po’ più assennato (a parte la conclusiva “Metal Blade Freestyle”), comunque faccio sempre quello che mi sento di fare, non devo essere estremo per forza. Del resto nel precedente “Dimensione Violenza” mi ero già sfogato abbastanza, ahahaaha ahahahaha!

Disco prodotto interamente da Depha, come siete entrati in contatto e come vi siete trovati a lavorare insieme?

Mi sono trovato molto bene a lavorare con Depha. È un vero talento, in molti se ne stanno accorgendo.

In GloryHole invece come ti trovi?

Con la Glory Hole mi trovo bene . Ci lavoro da poco e purtroppo non ho ancora avuto occasione di conoscere bene né l’etichetta nè il suo rooster, ma mi piacerebbe farlo presto. Spero che si riesca a sfruttare bene il potenziale di “Cult Leader”, penso sia un disco che se giocato bene possa farci togliere belle soddisfazioni.

Tu hai iniziato col death metal, fondando e suonando negli Enthralment, oggi attivi come Corpsefucking Art; quando precisamente, e perché, sei passato al rap? Mi viene fatta spesso questa domanda e mi fa piacere, ma tieni conto che quando ho iniziato a suonare la batteria con gli Enthralment ero un bambino, avevo 12 anni. Sono contento che esistono ancora col nome Corpsefucking Art; abbiamo fatto parte della prima ondata italiana Death Metal. Ho sempre  ascoltato rap (Lordz Of Brooklyn, Funkdoobiest, House Of Pain, Cypress Hill,Big L, Tu Pac, Nas,Luniz,Wu-Tang,Onyz, Mobb Deep,Ice Cube,Ice T,Public Enemy ecc.ecc.)oltre a tanti altri generi musicali e ovviamente tanto metal. Ad un certo punto ero rimasto deluso dalla mia esperienza con gli Enthralment e subito dopo le registrazioni di un ep a 16 anni ho lasciato il gruppo e mi sono buttato a capofitto sul rap.

Dal death metal al death rap quindi. La lirica dell’estremo tra realtà e fantasia, un rap a tinte horror splatter; chi è Metal Carter?

Il passaggio dal Death Metal al Death Rap sottolinea ancora una volta la mia estrema coerenza nonostante fossi solo un teen ager. Metal Carter è il mio alter ego, mi permette di esprimere cose che non potrebbe esprimere Marco e basta.

 

Dopo oltre 15 anni di carriera pensi che il pubblico abbia percepito appieno il tuo personaggio?

Sì penso che il pubblico ormai abbia capito il mio personaggio, anche perché sono cose che ho detto e ridetto nelle interviste,  nelle canzoni e a voce con i fan. Se non vuoi capire o non hai capito sono problemi tuoi!

Truceboys è stato il collettivo più originale nella storia del rap italiano?

I Truceboys sono stati un gruppo molto importante per la scena rap romana e italiana. Seminale, molto influente, ha cambiato le carte in tavola. Questa cosa ci viene riconosciuta da molti. Ormai mi sembra evidente.

Il lavoro cui ti senti più legato?

Sono legato a tutto quello che ho fatto finora ma se proprio devo scegliere direi questo ultimo album, “Cult Leader”. Forse è il più “maturo”, sotto molto punti di vista.

Giorni fa, su Facebook, hai scritto di essere al lavoro per nuove rime. Stai preparando altre sorprese? Puoi anticiparci qualcosa? Ho già iniziato a registrare roba nuova, per ora solo provini; scrivo in continuazione, voglio scegliere bene le basi, che sono fondamentali. Non ho nessun progetto a breve termine come uscita discografica, voglio fare le cose bene e con calma. Per ora godetevi l’ultimo album, è ancora fresco e sono 19 tracce cazzo!

 

Ringraziamo Metal Carter e gli facciamo un grosso in bocca al lupo per tutti i progetti futuri.

Grazie mille per l’intervista! YO.

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