Il nuovo dramma napoletano – Vale Lambo

Il nuovo dramma napoletano – Vale Lambo

L’ospite di oggi è Vale Lambo, rapper della scena napoletana 2.0. Sebbene sia un artista giovane, ha la fortuna (e il merito) di godere del riconoscimento delle personalità di spicco del panorama musicale hip hop della penisola: Don Joe, Gué Pequeno, Jake la Furia. Solo per citarne alcuni. Nonostante i quasi 2.000 kilometri che ci separano (Valerio si è trasferito da poco a Londra) una connessione scadente, e una notte brava alle spalle lo videochiamiamo e cominciamo la nostra chiacchierata.


Ciao Valerio, è un piacere averti qui a Fiori Di Cemento.

Ciao ragazzi!

Ho visto che non ti connettevi e ho pensato: sicuramente ieri avrà fatto festa e non si è svegliato. Saresti stato comunque giustificato perché ieri abbiamo fatto anche noi la stessa identica cosa.

(Ride).. Effettivamente mi sono svegliato da poco! Ieri siamo stati in un pub con degli amici e abbiamo fatto serata.

Allora iniziamo.
Il tuo suono è sicuramente qualcosa di nuovo nella scena hip hop italiana. Personalmente poi, trovo che il dialetto napoletano si presti ottimamente su questo tipo di strumentali. Quali sono state le tue ispirazioni?

In Italia ho preso ispirazione da Mario Merola. Quando scrivo mi ispiro particolarmente a lui: il pioniere del dramma napoletano. Nessuno sa questa cosa ma è così. Dall’ America ho ricevuto e ricevo tutt’ora molte ispirazioni: French Montana, Belly, The Weeknd. Ascolto di tutto, anche musica House per dirti. Seguo molto la scena Hip Hop francese.

So che tu vieni da Secondigliano. È una realtà che conosciamo ormai tutti, magari non direttamente, ma sicuramente tramite la serie televisiva di Gomorra, che anche all’estero ha riscosso un grande successo. Artisti del calibro di SCH, e prima di lui il duo PNL, sono partiti dalla Francia per girare i videoclip a Scampia. Mi incuriosisce sapere cosa ne pensi di questa faccenda. Tu ci vivi dentro, chi meglio di te può saperlo? Non ti infastidisce vedere la tua terra natale utilizzata, passami il termine, come una strategia di marketing? Alla fin fine il video di un artista ha molto a che vedere con la sua promozione.

Si la serie Tv effettivamente ha avuto un successo incredibile all’estero. Probabilmente neanche loro se lo aspettavano. Adesso mi sono spostato, non vivo più a Secondigliano, mi sono trasferito a Londra. Quando ho visto la prima volta il video dei PNL ho pensato che fosse una cosa incredibile che due ragazzi francesi venissero a girare il video alle Vele. Inizialmente era qualcosa che non aveva fatto nessuno fino a quel momento. Mah, devo dirti, in realtà a me ha fatto piacere. Mi fa piacere che loro vedano la nostra realtà. Non lo vedo come una “copiata”, come qualcosa per farsi belli. Non la vedo come una cosa così. La vedo come se loro volessero imitarci a tal punto da voler girare il video a Napoli. Capito che intendo? Poi per me i PNL possono anche venire a girare il video a Scampia, ma è totalmente un’altra cosa la loro. Con tutto il rispetto, loro non trasmettono quello che io ho rappresentato quando ho girato il video di ‘Aro Stat E Cas’. Il loro pezzo è bellissimo, io li amo, ma se li guardi in faccia loro non sono “Aro Stat E Cas”.

Ho capito, certo. Nel senso non danno l’idea di che cosa voglia dire vivere lì.

Esatto. Quello che hanno nel video è solo lo sfondo di un videoclip.

Sappiamo che il mixing e il mastering dei tuoi lavori viene curato da Don Joe. Ci interessava sapere come sei riuscito a collaborare con lui.

Lui in realtà l’ho conosciuto dopo il singolo “Dubai”. Feci questo remix di Abu Dabi, e alla fine del video misi la scritta “R.I.P. Chinx Drugz”. Don Joe si prese bene, mi contattò e disse “spacca questa roba”, cominciò a mandarmi i video di lui che cantava la canzone “Dubai”. Da lì abbiamo cominciato a mettere roba a terra, adesso stiamo lavorando a un progetto solista. Dopodiché ha scoperto Lele (Lele Blade, che insieme a Dome Flame e Danny Megaton formano la 365, squadra di cui fa parte lo stesso Vale Lambo) e ci ha proposto di fare un ulteriore progetto, mio e suo, “Le Scimmie”. Probabilmente Lele ne farà anche un altro per conto suo.

Perciò ti ha cercato lui personalmente…

Si, si ma infatti quando mi contattò Don Joe non ci volevo credere. Ci ha fatto girare tutta Milano, ci ha fatto conoscere Guè, Jake. Tre giorni da sogno. Forte proprio. Lui è una persona molto umile nonostante il successo, non se la tira per niente proprio.

“Cuginem e 10 ann, par n’omm” lo dici tu, in “Aro stat’ e cas”. Una frase che, abbinata al frame del video, da perfettamente l’idea della situazione che i bambini vivono: diventare grandi, conoscere magari le brutture del mondo, in un’età che dovrebbe essere la più spensierata.

Si, quella è stata una bella cosa che abbiamo fatto col regista, Johnny Dama. Facemmo questa cosa, decidemmo di inquadrare un bimbo che prende in braccio un altro bimbo. Nel rione i ragazzini stanno tutto il giorno per strada. Campano coi lavoretti di strada, fanno dei soldi e si credono già grandi. Ma parlano proprio come i grandi, capito? Io sono molto sensibile a questa cosa, la accuso molto. A volte quando parlo con mio cugino sembra più grande di me. Mi fa sorridere questa cosa.

Quello che mi interessava sapere è: fossi nato da un’altra parte, pensi che avresti fatto ugualmente musica?
Che ruolo ha giocato la tua infanzia nella tua produzione artistica?

La mia infanzia mi ha influenzato tantissimo. Mi ha formato. Se non era per la musica, magari starei ancora facendo qualche lavoretto sporco. Guadagnando anche discretamente. Io vengo da una famiglia di brave persone, come me del resto, ma queste cose funzionano così: tramite amicizie sbagliate. Un po’ come le prime canne, magari hai un amico che fuma e ti dice “tieni prova”. Avevo visto i soldi, non mi piaceva la scuola.
Grazie a dio crescendo ho conosciuto la musica. Scoprì innanzitutto Eminem, poi Snoop Dogg, Dr. Dre, Tupac, Capone.

La base diciamo dai.

Poi i Co’ Sang..

Mi stava stupendo il fatto che tu non li avessi ancora citati!

(Ride) Loro sono stati fondamentali, mi hanno formato moltissimo, come scrivere, come rappare.. devo tutto a loro.
Ho saltato l’old skool tradizionale, come La Famiglia.

Diciamo che in un certo senso, non me ne vogliano i nerd dell’Hip Hop, I Co’ Sang a Napoli sono un po’ come i nostri Colle Der Fomento a Roma.

(Sorride).. esattamente, proprio così.

Bene. E invece con quale artista emergente ti piacerebbe lavorare in questo momento? Le collaborazioni che hai fatto fino ad ora coinvolgono esclusivamente artisti del tuo giro. Come mai?

Non abbiamo mai avuto modo di approcciarci ad altre persone. A me piacciono molto Ghali, Sfera. Mi piacerebbe collaborare con loro, perché no. Io però sono concentrato sulla mia cosa adesso, sono un tipo che quando lavoro mi chiudo a riccio per aprirmi quando ho già tutto pronto. Non mi viene di collaborare a destra e a manca, ma perché sono fatto proprio così, anche su Facebook per esempio, sui social in generale, non sono molto presente. Non ho mai avuto questa cosa. Comunque sicuramente mi piacerebbe collaborare con loro, perché no, anche con Luché, con Corrado (CoCo). Sicuramente arriverà qualcosa.

A proposito di CoCo. I più attenti ti avranno visto comparire più volte nei suoi video musicali. Anche chi magari ti segue sui social sa che vi conoscete e vi frequentate. Come è nato il rapporto con lui?

Conobbi CoCo a un live di Luca (Luché, Co’ Sang). Lui si fece avanti, e mi disse “io ascolto sempre i tuoi pezzi, sei un grande”. Io mi sentii onorato perché comunque loro già avevano una loro realtà su Roccia Music. Successe più o meno due annetti fa. Poi siamo rimasti in contatto e adesso io mi sono trasferito qui a Londra, lo vedo spesso. Mi ha proposto di registrare da lui, che ha uno studio qui a Londra. Collaboriamo spesso, a breve uscirà anche un pezzo insieme che andrà nel mio progetto solista.

I testi dei tuoi pezzi sono tutti in dialetto. Come ho detto prima, il napoletano, e soprattutto il tuo, a tratti lamentoso, melodico, cantilenante, la considero una scelta azzeccata. D’altro canto è però un forte limite, nonostante tu abbia inserito le liriche sotto i video su YouTube. Quanto pensi che influisca questo fatto sull’ascoltatore medio?

Effettivamente questa è una cosa che in parte ci limita. Io purtroppo o per fortuna però sono partito così. Sicuramente influenza moltissimo. Però da un altro lato può essere una cosa positiva. Dove non arriva una persona limitata, arriva ad esempio Gue Pequeno che condivide su Facebook i nostri lavori. Se la mia musica arriva a gente di quel calibro, qualcosa vorrà dire insomma. Probabilmente comunque scriverò anche pezzi in italiano, ma adesso il mio sogno sarebbe di fare come hanno fatto i Co’ Sang, portare il dialetto in tutta Italia e non solo.

Rispetto a qualche anno fa, io noto adesso che c’è un certo fermento a Napoli a livello musicale, c’è gente che si sta muovendo e sta facendo qualcosa di interessante. Una volta c’erano solo i Co’Sang e poco altro. Adesso invece siete molti di più. In che rapporti vi trovate tra di voi? C’è questo pensiero di appartenere ad una nuova generazione di artisti della città?

A Napoli? A Napoli si, ma io sto sempre coi miei. Con la mia squadra. Con Enzo Dong qualche volta abbiamo chiacchierato ma niente di che. Con Luca con Nto’, Clementino, con loro ci becchiamo sempre. A Napoli diciamo che nonostante tutto di base siamo abbastanza uniti. Non ho avuto modo di avere a che fare per esempio con D- Ross, produttore di Luca.

Che se non sbaglio  ha prodotto anche qualcosa di Enzo Dong.

Si esatto. Ma sai in realtà io mi sento diversissimo da Enzo Dong. Apprezzo quello che fa ma sento di aver intrapreso un percorso diverso.

Bhé si questo è evidente.
Invece volevo chiederti, adesso che ti trovi a Londra, esiste un po’ una ispirazione che viene dal contesto? Che so, da artisti del posto? C’è un influsso che internazionalizza le cose che fate anche voi ?

Innanzitutto Londra è un posto che ti porta sempre ad ascoltare musica. Tutte le persone che la mattina vanno a lavoro hanno le cuffie nelle orecchie. Diciamo che qui va molto Future, si ascolta molto Drake.. Poi loro hanno la loro realtà, il grime, che io non conoscevo prima di venire qui.

A Roma abbiamo qualcosa, si.

Si a Roma si, feci i complimenti a Rasty Kilo, dato che è stato uno dei primi a portare il grime in Italia. Capita di sentirci ogni tanto. Dobbiamo fare anche un pezzo insieme, stiamo un po’ decidendo il beat e tutto. Qui a Londra devo dirti la verità, non seguo tanto la realtà grime ma più per una questione di gusto.

Continui a fare e a sentire le cose che ascoltavi già prima diciamo.

Esatto. Ho ascoltato l’ultimo album di Skepta, mi è capitato di sentire anche Stormzy, fanno paura. Però non è propriamente il mio genere.

Tu sei un po’ più americano dai.

(Ride) Si si , bravo.

Senti e invece c’è in cantiere qualcosa di nuovo? Singoli, video…

Allora il prossimo video uscirà o a fine Giugno o a inizio Settembre. Adesso però ti posso dire che uscirà un video di Lele che metteremo nel progetto “Le Scimmie”.Dopodiché a Settembre probabilmente sarò fuori con un ulteriore singolo.

Ed andrà a far parte di un progetto più grande?

Entrerà come bonus track nelle Scimmie e anche nel mio progetto da solista. È da un po’ che sto lavorando a questo mio progetto da solista ma l’uscita ancora è incerta. Non ho ancora pronti tutti i pezzi che mi servono. Ti posso dire che però ci siamo già mossi per decidere beat e featuring.

Ok, perfetto. Valerio, per me è stato un piacere e ti ringrazio ancora per la disponibilità. In bocca al lupo per tutto.

Grazie a te frat’m!

 

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