La Croazia di Suker e Boban

La Croazia di Suker e Boban

suker-francia-98-595x396Il brano di hip hop croato Srce Vatreno di Nered e Zapresic Boyz è dedicato alla Nazionale che più mi ha fatto innamorare da quando seguo il calcio. Io e molti altri nostalgici del mitico calcio degli anni ’90 non possono che commuoversi rimembrando le gesta della mitica Croazia del 1998, rappresentativa di una Patria che soltanto 5 anni prima si trovava al centro della guerra più feroce che l’Europa post- conflitto mondiale ricordi e che nemmeno esisteva sulla cartina geografica.
In questa canzone si recita “Una Nazione piccolissima ha conquistato il Mondo” ed è esattamente quello che è accaduto perchè mai prima di allora una Nazionale all’esordio, a maggior ragione quella di uno Stato praticamente neonato, aveva raggiunto un risultato tanto sorprendente come il terzo posto in un Mondiale di calcio.

Ricordo che seguii in diretta tutta la cavalcata di quella straordinaria formazione: la vittoria con la Jamaica, anch’essa squadra all’esordio e che godette delle simpatie dei più, i successi di misura con Giappone e Romania, fino allo straordinario 3-0 nei quarti di finale contro la ben più quotata Germania, la soffertissima semifinale contro la Francia, vinta dai transalpini per il rotto della cuffia grazie a una doppietta di Thuram e il trionfo contro l’Olanda nella finalina per il terzo posto che fece entrare quei calciatori nell’alveo degli eroi di una Nazione appena nata.
L’anima di quel team furono certamente Davor Suker, capocannoniere del torneo che trascinò a suon di gol i propri compagni fino ad annusare il sogno mondiale, e Zvonimir Boban, il capitano che non riuscì a siglare alcuna rete in quel Mondiale, ma che dalla cabina di regia seppe tessere le trame del gioco in ogni singola partita e che, dotato di una cultura in materia storica ben superiore a quella del calciatore standard, comprendeva forse più di altri l’importanza di quell’impresa.
E poi Prosinecki, Boksic, Vlaovic, Jarni, Stanic e molti altri che abbiamo avuto il privilegio di ammirare anche nel nostro campionato.

Quell’estate dal Veneto, dove trascorrevo le vacanze con i miei genitori, andai per una gita proprio a Zagabria. Mio padre amava la Croazia e voleva spingersi fino a Dubrovnik, la perla dell’Adriatico, ma era troppo lontana da raggiungere in giornata.
La capitale croata era appena uscita da un conflitto che l’aveva insanguinata mettendo uno contro l’altro amici e fratelli. I segni erano ancora visibili, ma era evidente anche la volontà di ripartire e l’allegria nel cercare di farlo.
A ciò contribuirono senza dubbio le prestazioni di quella piccola Nazionale che in quell’estate del 1998 non andò poi così lontana dalla conquista del Mondo.

Ted Bee

13 giugno 2016

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