“Leggenda Vera”, l’ultimo album di Lord Madness. La fama non ti fa artista

“Leggenda Vera”, l’ultimo album di Lord Madness. La fama non ti fa artista

La fama non ti fa artista. Fuori poche settimane fa l’ultimo disco di Lord Madness, “Leggenda Vera”. Madness, da venti anni nella scena, ha scelto di fare un rap serio, l’hip hop che non ha compromessi. L’arte di fare rap senza condizionamenti, con la propria metrica, il proprio stile e tutto quello che si vuole dire. 

Bentornato su Fiori di Cemento, Madness. Sono passati più di due anni dall’ultima intervista. Raccontaci come hai trascorso questo periodo che ha portato all’uscita del disco.

Wild life!!! Sono passato da un seminterrato ad una casa popolare e ora vivo a Guidonia poco fuori Roma, un bel po di travagli tra ansia e deliri vari ma sono ancora qui e forse proprio questa vita cosi dura c he m’ha reso ancora più creativo e maturo artisticamente. Devo dire che ho scritto e completato “Leggenda vera” prima di “Mr Barz” il tape uscito a settembre, non riesco a stare con le mani in mano devo scrivere e sfogarmi sennò impazzisco, eppure i due progetti sono totalmente distanti musicalmente e concettualmente.

Leggenda Vera è il nome del tuo ultimo lavoro uscito il 28 Novembre. 29 minuti, distribuiti in 8 tracce, un album intenso, diretto. Qual è il principio da cui nasce il progetto?

Guarda ormai l’attenzione della gente in generale è ridotta al minimo, basti vedere l’eliminazione della terza strofa o il continuo ripetersi di parole senza senso nei testi di questi famigerati rappers; io non mi ispiro a nessuno se non a me stesso quindi di fare il copia incolla che vuole l’industria o mettermi in ridicolo con gli scarabocchi in faccia non mi va! Ho le mie influenze naturalmente sia come sound che come flow ma ormai sono un semi “veterano” in  questo gioco del rap quindi non sto a pensare troppo, lavoro d’istinto…ecco diciamo che Madness prende spunto da se stesso. Se noti ho accantonato un po il mio black humor che a volte è stato mal interpretato, ci sono pezzi più emotivi e ho lavorato tanto sui ritornelli.

Tempo fa, in una tua intervista sulla nostra rubrica lessi che avevi espresso critiche sia verso la scena mainstream sia quella underground. Dove collochi te e il tuo album?

Non lo colloco da nessuna parte, sono allergico alle etichette, quelle servono alle label per poterti catalogare e spingere ad un determinato target di persone, il mio è un disco hip hop, sarebbe hip hop anche se reppassi sul tango.

E’ un concetto forte che trapela dal tuo album: non sono la fama e i soldi a renderti artista. Spiega meglio al nostro pubblico cos’è che vuoi intendere.

Il rap nel 2019 è nella maggior parte dei casi un quadro vuoto con una meravigliosa cornice, la cornice è d’oro e brillantini vari, stupenda! Si ok ma il quadro dove cazzo sta? L’arte è stata ammazzata dai social e dal lavaggio del cervello che viene fatto sui ragazzini che vedono numeri pompati, catene, perline e trecce colorate, poi vai a sentire il tipo che s’atteggia cosi e a malapena sa andare a tempo, dalla sua ha i numeri però quindi se provi ad esprimere un giudizio critico arrivano ondate di coglioni che ti danno del rosicone, mentre invece sono solo deluso dell’appiattimento del livello generale di sta merda.

Leggenda Vera è un disco di rap, quello serio. Lord Madness cavalca beat da diversi anni e non smette mai di farlo con la rabbia e la determinazione. Per questo mi sento di chiederti quanto il rap è collegato alla tua vita?

Non credo esisterebbe più Michele se domani scomparisse la musica. Ho reso l’idea?

La tua carriera è lunghissima, ventennale. Che valore dai a questo disco in relazione ai precedenti? Lord Madness, col suo flow inconfondibile, c’è sempre ma si può dire che c’è anche qualcosa in più, soprattutto nel ritmo. Un album costruito su un suono diverso da 3mg. Spiegaci questa evoluzione.

Per me ogni album è come un figlio, ed ogni figlio deve avere le sue peculiarità che lo caratterizzano e lo rendono unico, non ho detto migliore né peggiore, ho detto UNICO. Poi vai a leggere certi commenti e capisci che non metterai mai d’accordo tutti, certi ti dicono che notano sempre un miglioramento, uno step successivo, poi arriva un altro e dice l’esatto contrario. Poi chissà chi c’è dietro quella tastiera?! Bo…io faccio musica il resto sti cazzi!

La scorsa volta, parlando con chi ti piacerebbe fare un featuring, scherzando avevi risposto Marracash. E’ da poco uscito il suo ultimo album. Avete una traccia, G.O.A.T, che ha lo stesso titolo. Che pensi di quello che ha fatto e di questa coincidenza; visto che la scorsa volta avevi dichiarato di voler far uscire un pezzo tra voi due all’estero così il pubblico senza condizionamenti avrebbe potuto dire che sei più bravo.

Penso che Marracash sia grande liricista, sarebbe bella una partecipazione con lui, ma non sono abbastanza famoso, i feat sono politica e interessi. GOAT è un po una classica denominazione autoreferenziale tipica dei rapper, non credo di di essere davvero “the greatest of all time”, però ho suonato all’estero e devo dire che qualcuno non credeva che un italiano potesse reppare come un’americano…scusate la mancanza di modestia ma diamo a Madness ciò che è di Madness.

Dopo l’uscita del disco, immagino ti riposerai per un po’. Nel frattempo, però, porterai in giro per l’Italia i tuoi pezzi?

Maddy non riposa mai, forse sotto terra…comunque si ora stanno entrando le date  e sono bello carico, porto un live  tosto, sfido chiunque a ad avere controllo del respiro e della folla come me, senza doppie né autotune o parruccate varie!

Grazie a Lord Madness, è sempre un piacere averti qui. In bocca al lupo!

 

Crepi il loop! I love ya…

 

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