D’amico e Valax: un duo elettronico su Fiori di Cemento

D’amico e Valax: un duo elettronico su Fiori di Cemento

Benvenuti D’amico e Valax, qui su Fiori di Cemento. Un piacere avervi come ospiti; il vostro duo in poco tempo è riuscito a ritagliarsi una buona posizione nella scena. Parlateci di voi e di com’è nato questo progetto musicale.

 

Qual è stata realmente la scintilla che dal punto di vista musicale vi ha fatto unire?

Le nostre idee ed i nostri obiettivi sono andati avanti di pari passo per tutto il periodo della nostra conoscenza. Abbiamo iniziato a scambiarci lavori e pensieri su produzioni che sin da subito raggiungevano il risultato che entrambi ci aspettavamo. Il genere e i gusti musicali in questo caso hanno fatto la differenza.

 

Prima di incontrarvi e formare il duo, cosa facevate? Immagino ci fosse già la musica nella vostra vita…
La passione per la musica, in particolare per alcuni artisti, come quella di alcuni generi sicuramente ha reso possibile la nostra collaborazione.

Il mio bagaglio è classico (D’Amico). Ho frequentato il conservatorio e mi sono laureato in pianoforte prima di intraprendere questo percorso musicale. L’amore per la musica elettronica mi ha da sempre affascinato, sin dai primi i passi in consolle. Oggi per me, è tutto.
Io (Valax), sin da piccolo avevo la passione per la musica, ho iniziato dal live set, ma mi sono reso conto che la mia passione abbracciava anche la produzione musicale. Da qui ho cominciato a studiare e sperimentare questo campo.

 

Il 3 Settembre 2019 è uscito il vostro ultimo singolo realizzato in collaborazione Lamberjack. Un pezzo esplosivo, coinvolgente, sfumato da qualche sonorità̀ che richiama il ritmo brasiliano. Del resto, il titolo del pezzo è Carnavalo. Com’è nato?

“Carnavalo” è un’idea nata un annetto fa circa, in collaborazione con un nostro carissimo amico Lamberjack. Legame maturato con il tempo, dalla consolle alla produzione. Le sonorità̀̀ di questo brano si ispirano ad artisti del calibro di Dannic, Merk & Kremont e Tom & Jame. Vuole essere una traccia da club, con un sound forte e, se vogliamo, internazionale. Il break, lo rende ancor più̀ particolare, come a sorpresa, distoglie l’attenzione da quelle che sono le sonorità̀ decise e movimentate del ritornello.

Da quando suonate insieme, quali sono i vostri impegni professionali?

Sono circa tre anni che ci conosciamo. Tutto è nato ad un corso di Mix&Master a Milano, negli studi di Gigi Barocco. Nonostante la distanza (io sono abruzzese, Valax è calabrese), ci incontriamo almeno una volta al mese per fare il punto su lavori, idee, progetti. I nostri impegni, poi, si dividono tra studio e serate.

 

Sicuramente avete dimostrato di saperci fare con i remix delle hit passate: ho apprezzato molto il vostro remake di “Doo Uap, Doo Uap, Doo Uap” dei Gabin. “Love U More” è un altro pezzo di successo dancefloor che avete riadattato alla grande. Di cosa fareste un remake ora?

Sperimentare il nostro sound, riproponendo brani che hanno fatto la storia è una bella sfida. L’idea a noi piace molto, non vi neghiamo che stiamo già̀ lavorando su qualcosa di nuovo. Certo è che rispetto alla realizzazione di un Original, dove sei libero di esprimerti e trasmettere quelle che sono tue idee, in un remake il lavoro è molto più accurato e non ci si possono permettere errori.

 

Bello che in un anno dalla vostra formazione abbiate raggiunto obiettivi non da poco. Chiaro, però, che non vi basterà̀ questo senz’altro. Cosa vi augurate per il futuro, dal punto di vista lavorativo?

La strada per il nostro futuro è ancora molto lunga, la voglia di provare e fare lo è ancora di più̀. Certo che ad oggi riuscire a “lasciare il segno” è molto più̀ complicato. Trovare lo stile, il sound che ti rende riconoscibile fa la differenza. Arrivano le prime soddisfazioni, che ci stanno dando la giusta carica per continuare e proseguire questo cammino. La strada è quella giusta, questo è il mondo che ci ha da sempre affascinato. Staremo a vedere cosa il futuro ci riserverà̀̀.

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In particolare, c’è qualche luogo dove vorreste realizzare il sogno di suonare?

Quest’ anno siamo stati per la prima volta, dopo la nascita del nostro progetto, all’ ADE (Amsterdam Dance Event). Abbiamo scoperto una realtà lavorativa, un gioco di squadra tra artisti che in pochi penso riescono ad immaginare. Abbiamo conosciuto moltissime persone di tutto il mondo, ci siamo confrontati su idee e lavori, ci siamo scambiati contatti. Si vive un ambiente circondato da professionisti del mestiere. Il clima che si crea è indescrivibile. Sono sicuro che potersi esibire rappresenti un sogno per tutti.

 

Programmi per i prossimi mesi ed in vista del nuovo?

Stiamo lavorando a diverse cose, molti lavori sono in via di ultimazione. Siamo in attesa ancora di tante risposte e tante notizie, non vogliamo anticiparvi nulla! Seguiteci sui social per restare aggiornati su tutte le novità in arrivo.

Non mi resta che farvi un grosso in bocca al lupo! Complimenti ragazzi.

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