Lingua e poesia, il rap di Lussi

Lingua e poesia, il rap di Lussi

Torna Fiori di Cemento e lo fa per dare spazio ad uno dei talenti più interessanti della scena rap italiana al femminile. Se Madame è la next big thing e Leslie continua a macinare grandi numeri sul web, Lussi è pronta a ritagliarsi il suo spazio con uno stile unico e una dovizia tecnica e linguistica da far invidia a tanti colleghi di coppia cromosomica XY. Ciao Lussi, benvenuta su Fiori di Cemento. Fresca di vittoria nel contest organizzato da RapAdvisor, adesso cosa dobbiamo aspettarci?

 Aspettatevi nuove uscite nei prossimi mesi. La parola che descrive al meglio l’inizio del mio percorso artistico è “versatilità”, abbiamo in programma l’uscita di un freestyle e del primo singolo, testi e musicalità diverse da “Sura 68”.

Pare che in questo momento l’attenzione per il rap al femminile sia ai massimi storici in Italia. Credi che i tempi siano maturi per la definitiva affermazione delle donne nel rap game?

A mio avviso la cerchia di ascoltatori del genere è sempre stata pronta, probabilmente era la scena rap femminile a non esserlo abbastanza, situazione che negli ultimi anni è mutata radicalmente. Artiste come Leslie e Madame, per esempio, incarnano rispettivamente un necessario e bramato ritorno alla tecnica e l’avvicinamento ad un’innovazione che non è più subordinata alla mancanza di contenuti interessanti. La scena femminile sta facendo un buon lavoro, non ha nulla da invidiare al rap maschile.

Tra i nomi saliti alla ribalta negli ultimi due anni chi ti colpisce di più e perché?

Ovviamente Madame, per i motivi sopracitati, ed indubbiamente Massimo Pericolo, rappresentante della vecchia “credibilità di strada” che negli ultimi tempi si era un po’ persa.

Oltreoceano invece chi ti piace?

Sto per deludervi, ma non sono una grande ascoltatrice del rap oltreoceano, credo sia una sorta di deformazione professionale, studio lettere e sono molto legata alla linguistica italiana: sono letteralmente ossessionata dagli aspetti formali che la caratterizzano, inevitabilmente le altre lingue passano in secondo piano. Posso dire di aver apprezzato il recente lavoro di Lis Nas X.

Quando hai iniziato a scrivere e con chi ti sei avvicinata al genere?

Sono cresciuta con il cantautorato italiano, ho mosso i primi passi grazie a De Andrè e Vecchioni. L’avvicinamento alla scrittura sui quattro quarti è invece merito di Dargen D’Amico, in particolar modo di “Nostalgia Istantanea”, il perfezionamento tecnico è avvenuto tramite l’ascolto di Madman e Rancore. A Rancore devo molto, è stata la sua visione della musica a far prendere coscienza alla mia: ora ho la certezza di poter sopravvivere anche “chiusa in un armadio ed incatenata”.

Oggi punti di riferimento ne hai?

Il mio punto di riferimento è la Poesia, è sempre stato così. La Poesia è, per me, come un’entità primordiale, una madre che sceglie adeguatamente i suoi figli per portarli in salvo, è soltanto grazie a Lei se attualmente potete ascoltarmi.

Due nomi per due feat a piacere, uno tra le colleghe e uno tra gli uomini.

Mi piacerebbe collaborare con Rkomi, penso che le nostre scritture abbiano qualcosa in comune, stimo moltissimo il suo particolare flusso di coscienza. Il secondo nome è ancora una volta Madame, in pochi hanno così tanto stile a 17 anni.

Ringraziamo Lussi e gli facciamo un grosso in bocca al lupo per tutti i progetti futuri.

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