2019 Calma Piatta: il ritorno di Tony Joz a smuovere la scena

2019 Calma Piatta: il ritorno di Tony Joz a smuovere la scena

Benvenuto su Fiori di Cemento Tony Joz, è uscito “Esattamente”, singolo apripista del tuo nuovo album “2019 Calma Piatta” prodotto da Deep Sound RecordZ. Il videoclip della canzone inizia con una sentenza, “non esistono più i rapper di una volta”. Cosa ribadisce “Esattamente”?

La signora allude ai Rapper ,ma in realta’ il riferimento è agli uomini.

La cosa che volevo trasmettere con questo pezzo è che esiste una sapienza antica  talvolta dimenticata.

Vivendo da tempo alle isole Tremiti ho voluto mettere insieme detti popolari  comuni nella cultura isolana e in quella napoletana trovandone una connessione.

Questo mi ha riportato a quando le isole erano una colonia penale durante il regno di Napoli e delle 2 Sicilie.

L’attrice  spegne lo stereo e accende la musica, e parla in dialetto Sanseverese. Questo punto ribadisce quanto, per l’hiphop,  sia importante conservare le lingue regionali.

Alla base della cultura italiana ci sono tante sfumature che possono spiegare usi, costumi e modi di fare di un paese che non puo’ essere omologato, ma che tollera e che fa ‘del melting-pot culturale il suo punto di forza.

Ogni rapper che riesce ad esprimersi in dialetto ha un flow unico ed anche senza grosse scenografie rende subito l’idea del contesto a cui appartiene.

Vediamo di continuo “fenomeni” (come figli di politici, scemi del quartiere, finti teppisti che in questa roba non c’entrano assolutamente niente) che si tuffano in questo ambiente pensando di farne parte e questi “malandirini” che se solo si rendessero conto di quanto vale una vita potrebbero preoccuparsi di dire altro e trasmettere dei messaggi che valgano la pena di essere ascoltati, ma la tecnologia oggi e’ alla portata di tutti…è il progresso con i suoi pro e contro.

 

A testimonianza di uno stile che si rifà al rap classico, anche se non trascura le tendenza sonore moderne, si presenta un testo ricco di rime e di proverbi, citazioni inseriti nelle strofe. Quanta importanza ha per te la scrittura in un pezzo rap, considerando che man mano per alcuni artisti ha sempre meno significato e capacità di attrazione?

Se parliamo di Esattamente, è semplicemente un esercizio di stile, un pezzo che è nato per gioco e che ha assunto uno spessore mano a mano che lo scrivevo.

Mi sarei comunque dedicato alla scrittura anche se non fossi stato un rapper.

Ha una grossa differenza la scrittura con la penna da quella  con una tastiera, specie se usi il metodo intuitivo per la stesura di una strofa.

Comunque il testo, a prescindere dall’approccio usato nello scrivere, deve rendere il messaggio chiaro e diretto, ma è anche vero che la comprensione è possibile solo se il tuo fruitore di musica ha il cuore e la testa predisposta all’ascolto.

A tale proposito su una produzione di Speacker Cenzou dico: “…se mi bastassero i primi 30 secondi per farti capire sto pezzo , la seconda strofa non la scriverei….”

Per molti è piu’ importante la capacita’ di incuriosire  le persone, per me un rap è un rap ed è ogni volta una cosa a se.

Se non hai qualcosa da dire, il tuo rap è niente.

 

Hai alle spalle una carriera ventennale. Da artista coinvolto in prima persona come descriveresti in poche parole l’evoluzione che ha avuto in questi anni di ascesa il rap?

Oggi tutti abbiamo la possibilita’ di poter portare la nostra musica in giro, chi piu’ e chi meno per varie ragioni.

La cosa bella di quello che è avvenuto nella nostra cultura e non solo nel rap è che il crescere di tante realta’ ha portato ad una evoluzione velocissima e ad un sano confronto.

 

Dagli incastri come metro di giudizio per chi fosse il numero uno ad una scena che si preoccupa molto più della sonorità e di vendere. A maggio sarà fuori “2019 Calma Piatta”. Con i presupposti fissati da “Esattamente” cosa dobbiamo aspettarci?

Ho scritto questo disco con piacere ed ho collaborato con tanti amici, persone con le quali ho condiviso qualcosa realmente e non solo il nome su una traccia.

Sono contento di come suona ed ho registrato per la prima volta tutto nel mio nuovo studio alle Tremiti.

 

Descrivici questo disco. E’ un titolo che allude ad una sorta di immobilismo del nostro paese?

Il titolo è stato scelto molto d’istinto, ma centra la situazione attuale del nostro paese  e non solo quella musicale.

Stiamo ancora a cercare il nemico dietro l’angolo e a scaricare le colpe dei nostri fallimenti sugli altri, che siano immigrati, meridionali, imprenditori, politici e chi più ne ha più ne metta.

In questo clima niente si muove e niente di diverso nasce,  apparentemente è tutto calmo, anche se quando guardi in giro cambiano le mode e le abitudini della gente .

Questo non crea stimoli, ma tende a rinchiudere tutto in schemi semplici facendo venire meno la creativita’ e la passione per le cose, convincendoci che stiamo al passo coi tempi quando, a parere mio,

Stiamo andando verso un  nuovo medioevo.

 

Molti dei singoli presenti nel disco sono prodotti da Dj Uncino, nome storico della scena, ora official dj di Luché. Come hai iniziato a collaborare con lui?

Dj Uncino è un amico di vecchia data, un grande artista e un dj che, quando sta dietro ai piatti, non ha bisogno di avere fatto prove, tutto suona, le sue produzioni hanno stile e pompano e lui le completa  con lo scratch.

Avevamo in mente di collaborare insieme già dal primo disco dei Sangue Mostro e appena mi ha dato dei beat e senza neanche battere ciglio ci ho scritto su.

Devo tanto a lui…quando ho sentito la scena napoletana lontana da me mi ha sempre aiutato a ravvivare quella fiamma che mi lega alle mie origini.

 

Agli albori della tua carriera hai fatto parte del collettivo 13 Bastardi. Poi ogni membro ha preso la sua strada; eppure oggi in tanti si aspettano una reunion.

In questo disco, dopo un anno di lavoro, sono riuscito a fare un pezzo con il mio primo gruppo rap “Quinto Elemento”,non e’ stato cosa semplice rimettere insieme

Domasan da Napoli, Ekspo da Brauschweig Dj Drako da Milano ,Dj 2phast da Berlino e me dalle isole Tremiti, ma ci siamo riusciti in una track che si chiama “Primofunk”, una traccia a cui tengo particolarmente per la difficolta’ che ci ha creato la distanza.

Questa per me e’ stata la prova che se una cosa la vuoi fare puoi realizzarla.

Non escludo niente dopo questa esperienza, d’altronde oggi con un pc da casa fai tutto.

Su questo disco troverete tutti i fratelli con i quali ho condiviso l’hiphop da quando ho scelto questa via.

Oltre ai citati sopra ci sono anche: AleZin, GranstaMSV, La Famiglia, Donix, K9, O’Luong e Speacker Cenzou ad arricchire questa mia nuova fatica.

 

Mentre aspettiamo Maggio per l’uscita dell’album, noi di Fiori di Cemento facciamo un grosso in bocca al lupo a Tony Joz.

Ti ringrazio e a presto.

Crepi il lupo!

Grazie a voi, alla prossima.

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