Sasha Shinezz ci racconta il suo “Cali Dream”

Sasha Shinezz ci racconta il suo “Cali Dream”

Benvenuto su Fiori di Cemento, Sasha!

Bella Regaz, steppo il piede sul cemento!

Raccontaci come nasce “Cali Dream” in collaborazione Dogboy.

Con Ale (DogBoy) oltre che amici e collaboratori, siamo stati coinquilini per un periodo.

Un pomeriggio arriva a casa il suo ormai ex producer, abbozziamo la prima versione di cali dream, iniziamo a farci il viaggio ma il tipo sparisce… Ad oggi non abbiamo sue notizie.

Per fortuna Yuri OG ha ricominciato tutto da capo e l’ha svoltata.

Avevamo in sospeso una traccia insieme da un sacco di tempo ed essendosi creata naturalmente l’occasione giusta mi seccava dover abbandonare il progetto e quindi ho “adottato” la canzone e spinto per fare il video.

La traccia è un estratto del progetto musicale “Serpente”, una playlist in continuo aggiornamento su Spotify sostenuta da te e il producer Yuri OG. Parlaci di Serpente.

Il nome serpente viene dall’intreccio di vari fattori quali la mia tag, il mio segno zodiacale cinese, il veleno che sputo, e la sinuosità delle esse, lettera alla quale sono molto affezionato.

Avevo in progetto di fare un album con le strumentali di Yuri OG, l’avevo già scritto tutto e registrato le prime tracce, pubblicato i primi video, poi la vita si è messa in mezzo e i tempi si sono allungati. Nel frattempo io mi sono dedicato ad altri due ep e qualche singolo, e OG ha sviluppato ulteriormente le sue skills producendo tantissimo.

Abbiamo optato per lavorare singolarmente alle uscite così da mantenere l’intensità del lavoro e poterci dedicare anche ad altri progetti.

Ho avuto modo di leggere che hai sempre strizzato l’occhio all’ambiente punk-graffitaro. Quand’è stato il tuo approccio alla musica? Immagino si respirasse già nell’ambiente.

Il mio approccio alla musica è stato originariamente abbastanza punk, batterista, poi rapper, poi dj (non parlo di vinili, ma non saprei come chiamarlo) poi producer sempre autodidatta e sempre cercando di evitare sonorità troppo comode o piacevoli.

Con punk intendo l’attitudine dello sbatterci la testa e tirarlo fuori originale senza troppe pugnette, ma anche se ho suonato punk da sbarbo non ci sono legato sotto l’aspetto musicale.

Invece i graffiti hanno sempre fatto da sfondo nella mia storia, prima più attivamente e poi come giro di gente fantasticamente pazza.

Sono molto legato al retaggio “non ti leccherò mai il culo per un mio vantaggio o favore”.

Le amicizie di convenienza mi fanno un pò tristezza, anche se so bene che qui le cose funzionano così, anzi forse proprio per questo motivo. E dire che ormai ne conosco di persone famose.

Di queste influenze c’è l’impronta anche nell’ultima canzone. Ascoltando pezzi più vecchi, come “Serpente”, “Blocca”, “Baby Gang” si sente un Sasha Shinezz sempre un po’ diverso. Come definiresti il tuo genere musicale?

Si, in effetti in Cali dream ci sono vari riferimenti e poi con DogBoy l’argomento graffiti tocca un bel livello di street credibility.

Ogni canzone che pubblico non assomiglia mai troppo alle mie altre perché ho molte idee che voglio provare e spesso cambiano in corso d’opera. Alla fine però il mio flow resta il mio flow su tutti i terreni, adesso sto provando la trap-mobile.

Parlando dello stile della tua musica: è un mix di influenze, dall’approccio old-school al sound trap, dalle tendenze all’indie a quelle funk. Cosa c’è di più in “Cali Dream”?

In Cali Dream c’è più trap che old school e più funk che indie, l’approccio alla scrittura è quello del freestyle ma la sensazione finale è dolceamara: godersi il momento seppur precario.

Il ritornello in mezzo spanglish cerca di dipingere di esotico la quotidianità dello struggle.

Un pezzo che ci sta, dal testo al sound. In più è disponibile su YouTube con video in stile gipsy-chic, curato da Vivo Rec. Da cosa nasce l’idea di realizzare il video secondo queste modalità?

Grazie, il video è tutto frutto di Vivo Rec, aka Adrian, che ispirandosi alle postazioni dei trimmer ingaggiati in nero e alloggiati in sistemazioni di fortuna nelle piantagioni californiane ha saputo tradurre in immagini il sound della traccia.

Si avverte come una sensazione di bolla scoppiata / sogno finito e realtà che si palesa per quello che è dopo tanto che non la si considerava, ovvero: anche se quando facciamo musica e fumiamo è come stare a Los Angeles in realtà stiamo cercando di sopravvivere come se vivessimo in una roulotte.

A quali artisti ti ispiri per la realizzazione della tua musica e del tuo personaggio?

Musicalmente mi ispiro molto a Fibra, forse però dovrei dire concettualmente perché non è al suo sound che mi ispiro, ma alla sua capacità di cavalcare ogni beat in modo inaspettato, potente e personale.

Musicalmente mi piace zigzagare e da quando lavoro con OG mi sono soffermato di più sulla trap anche se il suo sound è abbastanza deep nonostante bassi e batterie pestino forte. Mi fa volare.

Sul personaggio ci sto lavorando, nel senso che sto abbandonando vecchie idee, affrontando le paranoie e sognando più nitidamente.

Cosa si dovrà aspettare prossimamente chi segue Sasha Shinezz?

Le aspettative creano solo delusioni, preferisco le sorprese!

Sicuramente tanti nuovi pezzi e collaborazioni.

Grazie e buona fortuna.

Grazie ci vorrà proprio, perché “la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo!” Cit. Freak Antoni

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