Mizet, una cantautrice prima di tutto

Mizet, una cantautrice prima di tutto

Fiori di Cemento torna con Mizet, una cantautrice romana e non solo.

Ciao Giulia, benvenuta su Fiori di Cemento. Ti descrivi al nostro pubblico con alcuni aggettivi?

Ciao Matteo ! I miei aggettivi sono empatica, spiritualista, emotiva, incorruttibile. Cerco sempre il vero senso di ogni cosa.

La musica ti accompagna da sempre nella tua vita, poi due anni fa nasce Mizet e la passione inizia a trasformarsi in un lavoro. 

Esatto, qualcosa dentro di me mi chiede di mettere insieme le mie capacità che fino a quel momento facevano solo da cornice ad una studentessa di giurisprudenza brava ma infelice. Ringrazio quella voce interiore che da un momento all’altro mi ha detto dove guardare.

Prima di Mizet, appunto, eri già immersa nella musica. Canto, pianoforte, scrittura: finché scegli di mettere tutto insieme. Com’è stato?

E’ stato un matrimonio con me stessa: amore, passione, progetti, aspirazioni, voglia di creare e voglia di farmi sentire. La voce insieme alla mente sono diventati la mia alba ,dopo anni di buio.

Il tuo primo pezzo “Scalpo” è disponibile su YouTube con video ufficiale, di cui tu sei la protagonista. Si potrebbe dire, in un certo senso, che la tua musica è completamente tua. Sei gelosa di quello che fai?

Tantissimo hahah come per tante altre cose ma sto imparando anche in questo campo che chi ti vuole fregare qualcosa o copiare avrà indietro sfortuna.

Credo che su questo incida il fatto che sia tu stessa a scrivere i tuoi testi. Perciò ti chiedo, fino ad adesso, c’è stata più Giulia o Mizet nelle tue canzoni?

Eh, bella domanda. Una Giulia in metamorfosi credo, Mizet è più lontana da vicende comuni… Ve la farò conoscere meglio.

Scrivi ed è evidente che sei molto attenta ai giochi metrici. Che rapporto hai con la pagina bianca?  Ci sono dei momenti creativi nella tua giornata o l’ispirazione irrompe all’improvviso?

Il bianco mi è sempre piaciuto ma solo da guardare. Preferisco i momenti di ispirazione improvvisi, un po’ come nei rapporti interpersonali: adoro le improvvisazioni.

L’importanza che attribuisci allo scrivere è palese in un altro tuo pezzo “Peccato”, in cui il testo s’incatena letteralmente al ritmo incalzante e melodico della base. Risalta ancora di più nelle parti “parlate” e nell’ultimo video “Un po’ di Mizet” che mi permetto di definire un monologo musicale. Cosa significano per te gli spazi di testo in cui smetti di cantare e ti abbandoni ad un flusso di parole?

Sono quelle parti essenziali di pensiero che avrei dovuto rivolgere direttamente a qualcuno, sarebbero bastate per spiegarmi. Ma non ho potuto dirle ed ecco che si prendono la loro rivincita.

Un’artista così completa e pronta a tutto da fare anche l’attrice nei videoclip. Fare la protagonista nell’ultimo singolo di Mondo Marcio, cantando in playback Mina, immagino per te sia stato motivo di orgoglio.

Penso che per me ha più senso avere diverse sfaccettature artistiche, che mostrarsi soltanto da un lato. Lo trovo più coerente, se nelle vene ti scorre arte dovresti essere capace di manifestarla in maniera diversa; perché è tutto il contrario di un limite, anzi è l’apertura totale alla creazione artistica.

È straordinario il fatto che sei penna e voce delle tue canzoni, ma spesso ti cimenti in delle cover, come quella di Apnea. C’è di più però perché sei stata la cantante di Blue Whale, la colonna sonora di Nero a Metà, ultimo successo di Rai1. Spiegaci come è nata quest’opportunità e come vivi il tuo essere un’artista eclettica.

Questa soundtrack mi è stata proposta da Tommaso Zanello (il Piotta) che era alla ricerca di una voce fresca per interpretare un brano destinato a un telefilm di qualità della Rai. Sono stata fortunata ad aver conosciuto un’altra faccia della musica, quella che la unisce alla recitazione, e devo dire che la cosa mi è piaciuta molto. Il mio impegno come artista però resta quello di scrivere attraverso il mio modo di essere, il mio essere donna, scrivere di cosa vorrei vedere intorno a me e fare battaglie e celebrazioni coi miei testi. Sono profondamente fiera di saper trasformare in parole ciò che mi interessa di più.

Ho parlato tanto del valore che ha per te la scrittura, ma voglio chiarire che l’importanza del testo non va a colmare mancanze canore, anzi. La tua voce nelle canzoni è tanto protagonista quanto il testo. Sbaglio? 

Mi hanno detto così spesso di cantare, non solo rappare, far sentire quanto lo sappia fare bene ma sai che c’è io faccio solo quello che mi va di fare ed ora è questo.

Ci sono i presupposti perché ci si aspettino da te nuovi lavori. E’ già in progetto qualcosa? Intanto è appena uscito un pezzo presente nella compilation “Ladies First vol. 2”, “Sei trai miei fogli”, nato dall’iniziativa di La Casa Del Rap. Un lavoro a cui hanno preso parte diverse artiste, il cui ricavo è stato donato in beneficenza.

Assolutamente si, c’è anche altro. Ma non diciamo nulla, sono  scaramantica, oltre che ritardataria in generale. A mio avviso la sensibilità con cui cresce un artista non può renderti autore e poi lasciarti distaccato dalla realtà altrimenti la ritengo fasulla, o totalmente egoistica. Per me fare del bene è un’ovvietà, un concetto scontato e vorrei lo diventasse per tutti, piuttosto che essere una particolarità da notificare. 

Ciao Giulia, grazie e buona fortuna!

Grazie a te! Un bacione.

 

 

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