Tony Joz ci racconta Black Album

Tony Joz ci racconta Black Album

Benvenuto su 2duerighe Tony Joz. Da poco è fuori Black Album, realizzato in collaborazione con Black Jack, cosa dobbiamo aspettarci?

Dovete aspettarvi il ritorno del beat che batte. Di canzoni rap che potevano essere scritte solo da me che vivo l’hiphop come un percorso di vita che mi ha dato tanto e che oggi ho voglia di condividere con chi presta attenzione alla musica e ai testi. Non seguo trend per fare rime in un modo o usare suoni esclusivi in un altro, la differenza la fa chi sono oggi e questo disco è un punto importante per far capire a tutti quelli che mi hanno seguito dall’inizio il mio punto di vista.

 

La tua è una carriera ventennale ed anche di più, con questo album hai detto di aver raggiunto la maturità artistica. In che modo si è compiuto questo processo? Da “Troppo…” dei 13 Bastardi ad oggi cosa è cambiato?

Ho vissuto le produzioni musicali da quando c’erano i multitraccia a nastro, poi sono arrivati i dat, poi il digitale e giù di lì fino ad oggi che con una spesa minima, comodamente da casa tua, puoi fare uscire delle hit con un PC ed una scheda audio. Non credo che molti rapper odierni avrebbero avuto la stessa determinazione che hanno oggi, per non dire testardagine, se avessero vissuto il rap ai miei tempi… lo dimostra il fatto che il modo di fare rap, le tematiche e le produzioni sono uniformi, mentre quando ho iniziato miravo all’evoluzione del mio stile personale e non all’evoluzione di una tendenza, per questo oggi sono quello che suono, nel senso che essendo nato con l’hiphop non posso morire trapper.

 

Il tuo rap ha una base linguistica fortemente dialettale.Questa componente credi rappresenti,in un prodotto musicale in genere,un fattore inclusivo o penalizzante?

Il mio modo di fare rap è nato col dialetto, ma questo non è a parere mio una cosa che pregiudica, sempre se sai ascoltare col cuore! In ogni caso il fattore linguistico/geografico dipende da come vuoi dare un’emozione. Scrivo anche in italiano spesso, per ciò che riguarda il mio stile darmi dei vincoli linguistici nel rap sarebbe la morte del ritmo e della poesia, tra l’altro chi mi segue sa che sono un appassionato di tutti i dialetti in quanto credo che rappresentino la realtà dei luoghi di appartenenza meglio di ogni spiegazione tecnica. Bisogna sapere ascoltare e si capisce carattere clima usi e costumi. Il fatto che “Numero Zero” si sia fermato un po’ più in giù dell’Arno mi ha fatto capire che se in un primo momento mi sentivo penalizzato e amareggiato per quanto amore ho dato alla scena, forse non era il caso di prendersela, in quanto chi non ha orecchie per sentire cosa ho avuto da dire fino a qui non le avrà neanche per i prossimi episodi quindi continuerò a fare come ho sempre fatto senza prendre minimamente in considerazione l’ipotesi di rendermi “più accessibile.”

 

Su Youtube è già disponibile un singolo di Black Album”Questione di ritmo” ci ricorda della centralità del ritmo in una canzone e lo classifica quasi come una  qualità innata,imprescindibile per l’ artista.Tony, che cos’è il ritmo per te?

Il ritmo è vita, è comunicazione, è l’anello di congiunzione tra te stesso e il mondo intorno. Quando andavo a fare il dj nei locali del centro di Napoli ho fatto una palestra che mi ha forgiato negli anni sul mio sound. Il problema di chi si mette a suonare oggi è che non guarda la gente ed a testa bassa non puoi vedere che ogni persona nella sala ha un proprio modo di muoversi, ma se li vuoi portare sul tuo groove li devi sentire sulla pelle… Mia nonna che mi vedeva uscire con borsoni di dischi di tutti i generi musicali, dal funky, alla disco fino ad arrivare all’hiphop, mi diceva: “Anto’ quann suon guarda a gente!”

 

Un altro pezzo dell’ album si chiama “Nun te fermà mai”. Nel tuo prolifico percorso artistico non ti sei fermato mai,ma c’è qualche rimpianto?

Questo pezzo è dedicato alle nuove generazioni e a chi purtroppo perde lo stimolo per continuare. Vuole essere un consiglio gratuito sulla base della mia esperienza personale, spero che sia accolto bene e che non sfugga il messaggio. Non ho rimpianti… non sono solito rimpiangere il passato, la strada non vuole i frignoni, ma mi sarebbe piaciuta una reunion 13b.

 

In vista dell’ estate Tony porterai Black Album a spasso per qualche live?

Quest’estate mi concentrerò sulle uscite dei prossimi video e come ogni estate suonerò in un club alle isole Tremiti sondando il mio sound sul mixer e cercando di far muovere un po’ di gente! Da ottobre partirò con qualche live e mi muoverò con la Deep Sound Recordz per pianificare le prossime uscite.

 

Se è appena cominciata la maturità artistica,avrai già programmato progetti futuri per questa seconda fase della tua carriera.

Per dirla tutta, questo disco è stato in preparazione per 2 anni nei quali io e Black Jack ci siamo interfacciati egregiamente. Attualmente ho un bel po’ di pezzi ed è molto probabile che entro fine anno ci sia “il ritorno del boom bap” di Tony Joz con strumentali curate da tanti produttori e dj’s con i quali condivido la mia passione per la musica. Per i progetti futuri bisogna avere un pò di pazienza e ne riparleremo ad ottobre… per ora godetevi Black Album!

 

Grazie Tony, in bocca al lupo.

Grazie a voi.

 

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