Rap con le suole per terra – Jailbreakers

Rap con le suole per terra – Jailbreakers

Il loro è un funk- hip hop che suona come quello della golden age anni ’90; infatti Esa è sul loro ep e Mastafive, con B.M Records, ha deciso di supportarli. I Jailbreakers sono una bella novità del panorama italiano e noi abbiamo avuto il piacere di scambiarci quattro chiacchiere. Benvenuti su Fiori di Cemento ragazzi. B.M Records, etichetta di un’artista poliedrico come Mastafive, ha prodotto il vostro E.P “Jailbreakers vol.1”, come presentereste questo lavoro al pubblico rap, ora notevolmente più vasto ed eterogeneo?

E’ un progetto dove la musica live incontra la produzione classica in studio,mantenendo fede a tutti quelli che sono le caratteristiche della musica G-Funk e non. Il progetto trova la sua massima espressione nella dimensione live, dove l’estro musicale viene messo al servizio della parola.

 Pochi giorni fa é uscito il vostro singolo “Sindrome di Stoccolma”, impreziosito dal feat con Medda; “salgo, parco, rimo” il motto di un rap genuino?

Con il brano Sindrome di Stoccolma i Jailbreakers, insieme a Medda, mirano a sensibilizzare e porre l’attenzione su ciò che davvero conta nel mondo della musica : coerenza, verità e condivisione, utilizzando la propria arte come strumento di sensibilizzazione.Chiaramente tutte caratteristiche fondamentali di genuinità.

“Non cambio come cambia il vento cambio come dico”, “di sto rapper non rimane niente”, versi tratti dalle vostre ultime fatiche, cercate di ribadire un concetto artistico della musica lontano dalle richieste del mercato?

 No, semplicemente con queste parole si mira a ribadire il concetto di coerenza verso sè stessi e verso gli interlocutori.

 Ancora più espliciti in Movin on, quarto singolo del mixtape, “Jailbreakers rappers alla vecchia maniera con la melma seria per la gente seria”.

Semplicemente è un pensiero di Esa verso la capacità di produzione dei beat di Jailbreakers.

 Nella vostra posizione di dissenso con l’attuale scena rap italiana, credete che alcuni rappers mainstream possano rappresentare una voce autentica in un rap necessariamente sottoposto al gusto commerciale?

Non siamo in dissenso con nessuna scelta artistica musicale,anzi è una scena che viviamo non per giudicarla,ma facendone parte.

 Un E.P da quattro tracce e un verso che riecheggia in Movin On (“ci sono pagine del racconto non ancora scritte”), segnali che bisogna aspettarsi a breve qualcos’altro?

Jailbreakers vol.1 è il primo estratto di 4 volumi.

Ringraziamo i Jailbreakers e gli facciamo un grosso in bocca al lupo per gli ep e i progetti futuri.

Grazie mille a voi per l’intervista!

 

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