Nascere puri: la nostra intervista a White Boy

Nascere puri: la nostra intervista a White Boy

Romano puro, talento e dedizione; oggi ci facciamo due chiacchiere con White Boy.

Ciao Cristian, il disco è fuori da pochissimo, cosa ti aspetti da questo lavoro?

Ciao a tutti! In realtà non ho aspettative precise. Diciamo che per tutti i miei progetti vivo “alla giornata”. È anche un modo per non perdermi d’animo in caso andasse male.

Nato Puro è uscito per Do Your Thang, come è nata questa collaborazione?

È stata una cosa molto naturale. Conoscevo da anni alcuni dei componenti storici come Panz, William Pascal e Pacman XII, con i quali avevo condiviso un sacco di palchi prima e dopo la formazione del DYT. Sicuramente avere un lavoro pronto ad uscire e lavorato con la massima professionalità, grazie all’esperienza e la dedizione di Fuji ha accelerato i tempi dell’accordo tra me e loro.

Scena rap: al momento sembra esserci molto divario tra la scena milanese e quella romana, al nord sembra più facile emergere, è vero?

Al nord si fanno meno problemi secondo me. Qui siamo troppo legati al discorso del “venduto”, come se campare con la propria passione dovesse essere più una vergogna che un vanto. È una difficoltà che ci siamo imposti più che altro.

Un artista internazionale e uno italiano, dicci due nomi che vorresti avere su un tuo prossimo lavoro.

Allora, per l’Internazionale ti direi Joey Badass. Un artista italiano che vorrei su un mio progetto è Rkomi che, a mio modesto parere, è uno dei migliori usciti negli ultimi anni.

Rap: in questo momento storico conta più il contenuto o l’immagine?

Sicuramente l’immagine.

Facciamo un salto indietro nel tempo: come ti sei avvicinato al rap?

Mi ci sono avvicinato abbastanza presto. L’influenza più grande è stata quella di Eminem; i primi video passati su MTV per me erano la cosa più divertente al mondo! Specie quando a 9 anni vedi uno vestito da supereroe che corre per la città, strofinando un culo di plastica sulla faccia della gente (parlo di “The Real Slim Shady”). Poi scoprii che il più giovane dei miei zii, era un appassionato del genere; da lì iniziai prima a girare con lui per compare dischi dalle nuove uscite alle ristampe dei classici americani, per poi scoprire quello italiano e iniziare a fantasticare sulla probabile trasformazione da ascoltatore a emcee.

Il 25 presenterai il disco a Garbatella, che tipo di show hai preparato per questo disco?

Presentandolo nel posto dove sono cresciuto e trattandosi del primo progetto ufficiale e non dei soliti mixtape, mi sono impegnato a mettere su uno show degno di tale nome e non vedo l’ora di salire sul palco per condividerlo con chi parteciperà!

Grazie mille per il tempo dedicatoci e in bocca a lupo per i progetti futuri.

Grazie a voi per la piacevole chiacchierata e lunga vita al lupo!

23 febbraio 2017

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